Infrastrutture idriche, AIS: servono 230 mld per resilienza e innovazione

19 mar 2026
In occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua, AIS richiama l'urgenza di ripensare le infrastrutture idriche italiane per affrontare il cambiamento climatico, puntando su resilienza, innovazione, digitalizzazione e governance integrata. Pubblicazione del position paper attesa entro l'anno.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, che nel 2026 risulta di particolare importanza perché coincide con l’anno dell'Acqua (domenica 22 marzo), il tema della gestione sostenibile delle risorse idriche diventa centrale per ripensare radicalmente il modo in cui progettiamo le infrastrutture che la trasportano, la trattano e la restituiscono all'ambiente.

È quanto sottolineato da AIS, Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili, che entro l’anno pubblicherà un position paper su Infrastrutture idriche e cambiamento climatico. In un comunicato stampa, l’Associazione ne anticipa i principali contenuti, che saranno oggetto di comunicazione anche in occasione della UN Water Conference di dicembre.

Il position paper è frutto dell’analisi del relativo gruppo di lavoro, composto da circa cinquanta partecipanti, professionisti e tecnici del settore, associati ad AIS, quali Cassa Depositi e Prestiti, il gruppo ASPI e SAIPEM, così come società di progettazione e di gestione come Politecnica, Stantec, ambiente srl, Italgas e il Gruppo CAP, insieme a molti altri.

Infrastrutture idriche al centro della sfida climatica

In Italia – scrive AIS – le infrastrutture idriche affrontano una sfida: adattarsi agli effetti del cambiamento climatico, tra siccità, eventi estremi e riduzione delle risorse. Il sistema, già fragile per perdite elevate e carenze strutturali, richiede investimenti urgenti in infrastrutture sostenibili per garantire resilienza, efficienza, tutela della salute pubblica e sviluppo economico compatibile con la disponibilità d’acqua.

Si tratta di uno sforzo stimato in almeno 230 miliardi di euro in quindici anni, pari a 15 miliardi l’anno, di cui circa 7/8 miliardi aggiuntivi rispetto agli attuali livelli di spesa. Un impatto rilevante (1/2 miliardi l’anno) anche su tutto il settore dell’ingegneria ambientale e della consulenza."

Secondo l’Associazione, il cambiamento climatico è al tempo stesso una sfida e un’opportunità per le infrastrutture idriche: aumenta la pressione su disponibilità e qualità dell’acqua, ma spinge verso innovazione e resilienza. Le mutate condizioni climatiche impongono di ripensare progettazione e gestione, superando l’idea di un contesto stabile.

“È essenziale mettere al centro un approccio basato sulla resilienza così da ridurre fragilità interne (perdite, obsolescenza, sotto-manutenzione, carenze di depurazione), aumentare intelligenza del sistema (dati, digitalizzazione, interoperabilità), integrare il territorio come infrastruttura (ritenzione, NBS, ripristino ecosistemico), e governare le interdipendenze (acqua--energia--cyber--salute). È essenziale un cambio di paradigma favorendo la transizione da gestione emergenziale a resilienza sistemica, ridefinendo i fabbisogni, i criteri progettuali e una governance inclusiva degli investimenti, in modo particolare per quanto riguarda le infrastrutture, in coerenza con l'evoluzione europea su adattamento e resilienza idrica”, ha dichiarato Paola Brambilla, consigliera di AIS, che insieme a Giacomo Calzoni coordina il gruppo di lavoro.

Contenuti del Position Paper

Il Position Paper di AIS propone infrastrutture idriche climate-resilient basate su resilienza, sostenibilità, innovazione e integrazione territoriale. Punta a una trasformazione del sistema, con pianificazione integrata, digitalizzazione, soluzioni ibride e maggiore trasparenza negli investimenti, offrendo anche strumenti per guidare istituzioni e operatori verso una gestione resiliente del ciclo idrico.

Per affrontare queste sfide, scrive l’Associazione, serve un approccio integrato: investire in infrastrutture idriche resilienti e sostenibili e adottare tecnologie innovative, come sensori e sistemi basati su intelligenza artificiale, per migliorare monitoraggio, gestione ed efficienza delle risorse.

“Serve una strategia centralizzata e consapevole di prioritizzazione degli interventi sviluppata operativamente su una tassonomia chiara degli interventi prioritari, un quadro di Governance più semplice, con una stabile e partecipata cabina di regia, insieme all’individuazione di strumenti di spesa (tariffa, fondi pubblici, fondi privati) integrati, coerenti ed efficaci, da definire per tempo, considerato anche la progressiva riduzione dell’efficacia dello strumento PNRR”, ha commentato il presidente di AIS, Lorenzo Orsenigo.