L’intesa apre la strada all’utilizzo su scala industriale del metano sintetico per le navi. Il carburante verde sfrutta la rete GNL esistente, riduce drasticamente le emissioni e permette alle compagnie marittime di ottimizzare conformità e incentivi normativi.
Titan Clean Fuels e TURN2X, fornitore di energia rinnovabile, hanno siglato un accordo per la fornitura di metano sintetico destinato al settore marittimo a partire dal 2028, come annunciato in un comunicato stampa ufficiale.
Titan gestisce sette navi bunker e opera oggi in circa 52 porti, quindi la collaborazione contribuirà ad ampliare in modo significativo la disponibilità di carburante verde.
L’impianto modulare e flessibile di TURN2X a Miajadas, in Spagna, produce metano sintetico a partire da energia rinnovabile e CO₂ proveniente da fonti biologiche. Il carburante, certificato ISCC e riconosciuto come sostenibile a livello internazionale, viene immesso nella rete e trasportato verso i principali porti europei: qui Titan si occupa del bunkeraggio per le navi, supportando gli operatori marittimi nei loro obiettivi di decarbonizzazione.
Navi a metano sintetico: sostenibilità e incentivi normativi
Il metano sintetico consente di raggiungere emissioni nette di gas serra (GHG) pari a zero lungo l’intero ciclo well-to-wake, con valori variabili in base alle tecnologie impiegate. Inoltre, permette di ridurre fino al 95% gli ossidi di azoto (NOx) e di azzerare praticamente gli ossidi di zolfo (SOx) e le particelle in sospensione (PM), inclusa la fuliggine.
Il comunicato sottolinea anche quanto questi benefici rendano le navi alimentate a metano sintetico idonee a superare i requisiti del regolamento FuelEU Maritime, con vantaggi commerciali legati ai meccanismi di banking e pooling. Le compagnie di navigazione con surplus o deficit di conformità possono aderire al pool FuelEU di Titan, che si avvale dell’esperienza dell’azienda e dell’accesso a lungo termine ai carburanti.
Il metano sintetico di TURN2X è inoltre classificato come carburante rinnovabile di origine non biologica (RFNBO). Nel calcolo delle prestazioni secondo FuelEU, le compagnie possono contabilizzare in misura doppia il contributo degli RFNBO nel periodo 2025-2033. Qualora entro il 2031 tali carburanti rappresentino ancora meno dell’1% dei consumi energetici marittimi dichiarati, dal 2034 potrebbe essere introdotto un obbligo minimo del 2%.
La spinta europea verso l’autonomia energetica
Come ribadito dal comunicato, l'accordo rappresenta un passo verso la diffusione industriale del metano sintetico e il rafforzamento della resilienza energetica europea. Con l’Unione europea impegnata a eliminare progressivamente il GNL russo — interrompendo i contratti a breve termine dal 25 aprile di quest’anno e quelli a lungo termine dal 1° gennaio 2027 — l’aumento della produzione di carburanti verdi come il metano sintetico può contribuire direttamente alla sicurezza energetica.

