Sicurezza energetica dell'UE, l'analisi della Direzione Generale per l'Energia

30 apr 2026
Il focus ha evidenziato il ruolo cruciale di petrolio e gas nel mix energetico europeo, in seguito alle recenti tensioni geopolitiche e nonostante i progressi delle rinnovabili. L'UE punta su diversificazione delle forniture, GNL, scorte strategiche e cooperazione tra Stati membri, rafforzando la resilienza del sistema anche di fronte ai rischi climatici.

Le interruzioni dei flussi energetici nello Stretto di Hormuz hanno riacceso le preoccupazioni per la sicurezza energetica in Europa. Garantire forniture sufficienti anche nelle crisi è essenziale per il benessere dei cittadini e il funzionamento dell'economia: occorre dunque comprenderne i meccanismi per affrontare l'incertezza. È quanto si legge in un'analisi della Direzione Generale per l'Energia della Commissione europea.

Il mix energetico dell'UE e il ruolo delle rinnovabili

Come si legge nella nota, secondo l'edizione 2026 dello studio Energy in Europe di Eurostat, nel 2024 il mix energetico dell'UE includeva petrolio greggio e prodotti petroliferi (38%), gas naturale (21%), energie rinnovabili (20%), energia nucleare (12%) e combustibili solidi (10%).

L'UE produceva il 43% della propria energia, mentre il 57% veniva importato.

Quasi la metà dell'energia prodotta nell'UE nel 2024 proviene da fonti rinnovabili (48%). A questo è seguito il nucleare (28%), i combustibili solidi (15%), il gas naturale (5%) e il petrolio greggio (3%). Nello stesso anno, i prodotti petroliferi (incluso il greggio) rappresentavano il 67% delle importazioni energetiche dell'UE, seguiti dal gas naturale (24%), dai combustibili fossili solidi (4%), dall'elettricità (3%) e dalle energie rinnovabili (2%).

Alla luce di tali dati, le energie rinnovabili, oltre a essere più economiche e sostenibili, rafforzano la sicurezza energetica riducendo la dipendenza dalle importazioni.

In parallelo, l'efficienza energetica è cruciale: senza i progressi degli ultimi 20 anni, i consumi UE sarebbero molto più alti. Migliorarla – scrive la Direzione Generale per l'Energia – resta una priorità per una sicurezza energetica duratura.

Le minacce alla sicurezza energetica europea

Secondo l'analisi della Direzione Generale per l'Energia della Commissione UE, le economie dipendenti dalle importazioni di combustibili fossili restano vulnerabili a shock esterni e tensioni geopolitiche, come dimostrato dalle crisi petrolifere e dalla guerra in Ucraina.

Eventi recenti, come le interruzioni nello Stretto di Hormuz, confermano questi rischi, anche se l'UE oggi è più preparata e meno esposta. Parallelamente, si rafforzano le misure per proteggere infrastrutture e approvvigionamenti strategici. Anche il cambiamento climatico rappresenta una minaccia crescente, con eventi estremi che possono danneggiare le infrastrutture, ridurre la produzione energetica e aumentare la domanda.

Nonostante la crescita di energia pulita ed efficienza, petrolio e gas resteranno ancora essenziali nel breve termine. Per questo l'UE continua a monitorare e garantire la sicurezza delle importazioni, grazie a un sistema di controllo a livello europeo e nazionale.

La strategia europea per la prevenzione delle crisi

La politica energetica dell'UE – si legge nella nota – punta dunque a prevenire e gestire le crisi attraverso preparazione, coordinamento e solidarietà, rafforzando negli ultimi anni la resilienza del sistema. Fondamentali sono la diversificazione delle forniture, il crescente ruolo del GNL e la riduzione della dipendenza dalla Russia, insieme a scorte strategiche di petrolio e gas e a maggiori capacità di stoccaggio.

L'elettrificazione e le rinnovabili contribuiscono a ridurre l'uso di combustibili fossili, mentre reti interconnesse e cooperazione tra Stati membri garantiscono supporto reciproco in caso di crisi, proteggendo utenti finali e servizi essenziali. Per affrontare le nuove sfide della sicurezza energetica – conclude la Direzione Generale per l'Energia dell'UE – la Commissione sta lavorando nel 2026 a una revisione del quadro esistente sulla sicurezza dell'approvvigionamento.