Regione Lombardia: "Necessario agire subito per garantire sufficiente risorsa idrica"

15 apr 2026
Rafforzati il monitoraggio e la gestione strategica delle risorse idriche per affrontare la stagione irrigua 2026. Tra le misure: innalzamento dei livelli del Lago Maggiore, nuovi bandi per progetti rinnovabili e coordinamento costante con consorzi e gestori dei bacini, garantendo equilibrio tra disponibilità d’acqua e sostenibilità ambientale.

Il deficit di risorse idriche in Lombardia, aggiornato al 22 marzo 2026, si attesta al 21% rispetto alla media del periodo di riferimento, una situazione ben lontana dalle condizioni di “severità” registrate nel 2022. Il tema è stato al centro del tavolo di confronto organizzato in Regione martedì 31 marzo.

“La situazione non è critica come quattro anni fa, ma non possiamo abbassare la guardia", ha spiegato l’assessore regionale Massimo Sertori (Enti locali, Montagna e Risorse idriche). 

"È necessario agire subito per garantire sufficiente risorsa idrica per la stagione irrigua. In questo senso va lo sforzo profuso da Regione Lombardia, nell’ambito dell’Organismo bilaterale Italo-Svizzero, per proseguire la sperimentazione dei livelli del Lago Maggiore, garantendo fin da questa stagione un livello massimo di 135 centimetri, innalzabile fino a 140.", ha proseguito l'assessore.

"Si tratta di almeno 20 milioni di metri cubi d’acqua in più, stoccabili e successivamente utilizzabili dalle utenze sul fiume Ticino”, conclude Sertori, che insieme ad Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste) e Giorgio Maione (Ambiente) ha incontrato rappresentanti dei Consorzi di gestione dei bacini idroelettrici, Aipo e gestori dei servizi pubblici per fare il punto sulla situazione idrica all’inizio della stagione 2026.

La stagione in corso

L’inverno 2025/26 ha registrato anomalie negative nelle precipitazioni in quota e temperature altalenanti, con conseguente deficit di riserva nevosa. Nelle aree di pianura, invece, le precipitazioni sono state generalmente sufficienti e non paragonabili alla crisi idrica del 2022.

Progetti esemplari e nuovi bandi

Sertori ha inoltre annunciato un nuovo bando entro giugno 2026, con una dotazione iniziale di 3,5 milioni di euro, finalizzato a finanziare Progetti Esemplari per impianti da fonti rinnovabili in autoconsumo, anche per alimentare sistemi di sollevamento e pompaggio dei consorzi di bonifica. “Esprimo soddisfazione per la possibilità di ridurre le erogazioni dal Lago d’Iseo verso il fiume Oglio, trattenendo più acqua possibile e posticipando l’avvio della stagione irrigua”, ha aggiunto.

“Il Tavolo è permanente e serve a condividere azioni congiunte tra soggetti con interessi diversi, ma uniti dalla volontà di garantire un utilizzo equilibrato della risorsa idrica. Continueremo il monitoraggio delle riserve e sono già previste nuove sedute per valutare ulteriori interventi”, ha concluso Sertori.

Risorse idriche primarie, gestione e monitoraggio

Secondo Beduschi, “è importante bilanciare risparmio idrico e mantenimento degli invasi. Quest’anno la situazione è moderata, con livelli medio-soddisfacenti. Il tavolo serve a razionalizzare l’acqua per l’intera stagione, con incontri più frequenti e monitoraggio in tempo reale degli invasi”.

Maione ha ricordato che il deficit complessivo delle riserve idriche lombarde è del 21%, rispetto al 60% registrato nello stesso periodo del 2022. “L’inverno è stato generoso di piogge in pianura, ma povero di neve in quota: il manto nevoso montano segna -35%, con picchi del -44%. La nostra scorta naturale per l’estate è ridotta, ma la gestione prudente dei grandi laghi, con il Lago Maggiore al 99% e il Garda al 92%, ci permette di compensare parte della carenza di neve”.

Azioni su più fronti

Regione Lombardia interviene su due fronti: regolazione estiva del Lago Maggiore a 135 cm (fino a 140 in caso di emergenza) e monitoraggio dei bacini di Adda, Brembo, Serio e Oglio, soggetti a criticità locale media.

“La parola d’ordine è prudenza operativa. Chiedo a gestori e consorzi di evitare riduzioni eccessive dei livelli e, dove possibile, incrementare ulteriormente i volumi trattenuti prima dell’avvio massiccio delle irrigazioni. I dati sono sotto controllo, ma la variabilità climatica ci impone di gestire ogni goccia con responsabilità politica e tecnica”, ha concluso Maione.

Gli intervenuti hanno concordato sulla necessità di una gestione cautelativa delle risorse, con monitoraggio costante delle riserve, suscitando unanime soddisfazione tra le associazioni agricole per l’importante risultato sul Lago Maggiore.