Negli ultimi anni, la regolazione dei settori energetici ha attraversato una trasformazione profonda, dal modello tradizionale basato sui costi verso approcci incentivanti performance-based.
Utility non più solo meri esecutori di servizi, ma veri e propri "abilitatori" della decarbonizzazione e dell'economia circolare. È il quadro emerso dal webinar "Multiutility e regolazione per la transizione energetica", secondo incontro del ciclo "Visioni per il domani" promosso da Acinque.
La tavola rotonda, si legge in una nota del gruppo, introdotta dal vicepresidente di Acinque Marco Canzi e coordinata da Pierangelo Marucco, ha approfondito l'evoluzione regolatoria tra ARERA, distributori e multiutility, dal modello tradizionale basato sui costi verso approcci incentivanti performance-based.
Negli ultimi anni, continua la nota, la regolazione dei settori energetici ha infatti attraversato una trasformazione profonda, che ha superato l'impostazione tradizionale, prevalentemente prescrittiva e orientata alla mera tutela statica dell'utente finale, per evolvere in direzione di un paradigma più dinamico, adattivo e sistemico: questo cambiamento non è stato il risultato di una singola riforma, ma l'esito di un processo graduale, con l'Autorità di regolazione chiamata a confrontarsi con un contesto tecnologico, industriale e sociale in rapida evoluzione.
Il ruolo di Acinque
"La regolazione nei fatti assegna alle utilities un ruolo di driver della transizione energetica sui territori. Non possiamo non essere presenti con un ruolo proattivo facendo leva sul radicamento e dialogando con le aspettative del territorio. Il nuovo piano strategico della società, del resto, è imperniato su due pilastri fondamentali: transizione energetica ed economia circolare", ha detto Stefano Cetti, amministratore delegato di Acinque.
La vocazione di Acinque, si legge, è proprio quella di consolidare il ruolo di punto di riferimento nel settore dell'energia, dei servizi, della valorizzazione dei consumi ricorrendo all'innovazione, inclusa l'intelligenza artificiale, e all'efficientamento al fine di promuovere sviluppo sostenibile e cogliere opportunità.
"La regolazione oggi diventa un driver di mutamento delle strategie delle multiutilities. È fondamentale in tutti i settori, ha consentito di fare passi in avanti in settori strategici in particolare nell'idrico. Acinque vuole traghettare tutta una serie di investimenti sull'efficientamento energetico, sulla transizione energetica, sulla capacità di cogliere le opportunità legate alle Cer. Ciò che serve in questo momento, ed è ciò che il nostro piano decennale traduce in azioni concrete, è essere capaci di portare questa strategia a coronamento", ha aggiunto Cetti.
Le dichiarazioni delle aziende di distribuzione
"Siamo investiti di responsabilità", ha detto Marco Levi, amministratore delegato di Lereti e di Reti Valtellina Valchiavenna, le due società del Gruppo Acinque che si occupano rispettivamente della gestione di acqua e gas e di reti dell'energia elettrica che ha illustrato l'evoluzione e le attività dispiegate dalle aziende di distribuzione. "Il Gruppo sta lavorando al proprio Climate Transition Plan definendo azioni, obiettivi di riduzione e un sistema di governance".
Al fine di valutare gli impatti a medio e lungo termine della transizione energetica sulle infrastrutture e agire per tempo, ha detto Levi, sono stati sviluppati scenari previsionali dell'evoluzione della domanda di energia. Le principali risultanze sullo scenario 2050 indicano una riduzione complessiva della domanda di energia del 43% e l'inversione dell'apporto di gas ed energia elettrica: i consumi gas si dimezzano quelli di energia elettrica crescono del 40%.
Il punto di vista di ARERA
A portare il punto di vista dell'Autorità, Stefano Besseghini, past president di Arera, che l'ha guidata proprio nel periodo in cui si è affermato il cambiamento di paradigma regolatorio. Nel periodo più recente, si legge, si è affermata con maggiore chiarezza una visione regolatoria che riconosce la complessità dei mercati energetici contemporanei, caratterizzati da una crescente integrazione tra reti, produzione distribuita, digitalizzazione, nuovi modelli di consumo e un ruolo sempre più attivo dei clienti finali.
In questo quadro, spiega Acinque, la regolazione non può più limitarsi a definire regole di accesso e tariffe, ma deve porsi come leva abilitante della transizione energetica, della resilienza del sistema e della sostenibilità economica di lungo periodo: l'azione regolatoria si è progressivamente orientata verso obiettivi di efficienza complessiva del sistema, promozione degli investimenti, tutela dinamica del consumatore e rafforzamento della responsabilità degli operatori di mercato. In tale prospettiva, strumenti come la regolazione incentivante, l'uso di meccanismi basati sulle performance, il ricorso a sperimentazioni regolatorie e il dialogo strutturato con gli stakeholder assumono un ruolo centrale.
"La regolazione deve internalizzare l'innovazione. Gli operatori devono interpretare un quadro regolatorio meno statico ma più esigente. Il sistema nel suo complesso, che deve trovare un equilibrio tra apertura al cambiamento, tutela degli utenti e stabilità di lungo periodo. In questo senso, la trasformazione della regolazione non rappresenta un punto di arrivo, ma un processo continuo, che richiede visione, coerenza e capacità di adattamento", ha sottolineato Besseghini.

