L'EDITORIALE. Acqua ed Energia tra transizione e sostenibilità: soluzioni, investimenti e la necessità di una strategia stabile per il futuro

01 dic 2025
Online il sesto numero della Rivista Watergas.it: tutte le novità su energia e idrico. Editoriale di Elena Veronelli.

Gestione idrica e cambiamento climatico: soluzioni, investimenti e il nodo della sostenibilità futura

Come costruire una resilienza idrica efficace? Cosa stanno facendo l'Europa e l'Italia – un Paese sempre più esposto a siccità, alluvioni, inefficienze infrastrutturali e frammentazione gestionale – per affrontare il cambiamento climatico e garantire una gestione sostenibile delle risorse idriche? Come si stanno muovendo le aziende per ridurre gli sprechi e quale sarà la sostenibilità economica del settore quando i fondi del PNRR e i finanziamenti europei si esauriranno?

Sono queste alcune delle domande centrali sul nuovo numero della rivista Watergas.it.

Legambiente interviene con una riflessione sulla Strategia europea per la resilienza idrica, adottata dalla Commissione Europea, evidenziando come questa possa rappresentare una guida strategica anche per il nostro Paese.

Un orientamento che si riflette nelle scelte delle aziende: come Gruppo CAP, che sta trasformando i depuratori in vere e proprie bioraffinerie urbane, in grado di generare energia dai fanghi e dai rifiuti liquidi, o attraverso nuovi modelli di integrazione tra idrico e rinnovabili. Il numero include anche un approfondimento su uno studio del Politecnico di Milano, in collaborazione con Water Alliance – Acque di Lombardia, sulla gestione delle piogge estreme e la tutela delle falde acquifere.

Spazio anche alla digitalizzazione, leva sempre più centrale per ottimizzare la gestione delle risorse: lo dimostra il webinar di Servizi a Rete "Lo Smart Water parte dal Cloud", dedicato all'utilizzo di sistemi intelligenti per il controllo e il monitoraggio remoto.

Non mancano le novità normative e finanziarie, come il pacchetto del MASE da oltre 120 milioni destinato a 26 opere di depurazione in sette regioni italiane, con un focus sul piano della Regione Siciliana per il miglioramento della gestione idrica in ambito agricolo.

Infine, il contributo del Laboratorio Ref Ricerche che analizza questa fase di forti investimenti pubblici, ma lancia un monito: senza risorse strutturali e sostenibili nel lungo periodo, la transizione idrica rischia di perdere slancio.

In conclusione, quel che emerge dai vari interventi e interviste è che l'Italia si trova di fronte a sfide crescenti legate alla gestione dell'acqua: siccità sempre più frequenti, eventi estremi, infrastrutture obsolete e un sistema frammentato.

L'Europa ha tracciato una rotta con la Strategia per la resilienza idrica, ma ora serve concretezza e coerenza anche a livello nazionale. E soprattutto resta aperta una domanda cruciale: cosa accadrà quando i fondi del PNRR finiranno?

Transizione 5.0 e 4.0, il successo dei fondi evidenzia il bisogno di una strategia stabile e continua

Un'anticipazione di questo scenario si è vista con l'improvviso esaurimento dei fondi dei piani Transizione 5.0 e 4.0, che mirano a sostenere le imprese nella modernizzazione energetica e digitale.

Il successo di queste misure, che riguarda anche sia il settore idrico, ha dimostrato quanto il sistema produttivo italiano voglia investire in innovazione, digitalizzazione ed efficienza energetica. Tuttavia, l'esaurimento delle risorse disponibili ha sollevato interrogativi sulla capacità del Governo di garantire continuità e stabilità ma anche sulla capacità delle imprese di andare avanti un domani non troppo lontano solo sulle proprie forze.

Per superare l'impasse, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che fissa nuove procedure prorogando la chiusura della piattaforma al 27 novembre scorso, così da assicurare che "tutti coloro che hanno presentato o presenteranno domanda possano, se in possesso dei requisiti, accedere all'incentivo programmato".

Tuttavia si è reso evidente come serva un piano pluriennale, strutturato e stabile. Una visione industriale di lungo periodo per andare oltre l'incentivo, che comprenda tra le altre cose anche il valorizzare maggiormente il ruolo fondamentale della ricerca.

Come evidenzia nel suo intervento Giulia Monteleone, direttrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili di ENEA in merito allo sviluppo dell'idrogeno (ma vale anche per le altre tecnologie green), è essenziale intensificare gli sforzi su ricerca, sviluppo e innovazione, in coerenza con le strategie europee e internazionali.

Un messaggio ribadito anche durante l'evento "20 anni di energie per il futuro" organizzato da RSE, dove è stato affermato con forza che "la ricerca di sistema è parte integrante dell'infrastruttura energetica del nostro Paese".

Per approfondire, leggi la Rivista.