Acque avvia progetti da 27 mln per riorganizzare sistemi fognari e depurativi

22 dic 2025
La nuova condotta collegherà il depuratore di Pagnana (Empoli) con quello consortile Cuoiodepur a Ponte a Egola (San Miniato), permettendo la dismissione dell'impianto di Pagnana e il trattamento centralizzato dei reflui dell'Empolese. L'opera rientra nell'"Accordo del Cuoio", che mira a riorganizzare i sistemi fognari e depurativi del territorio.

Al via l'intervento di Acque per la realizzazione della nuova condotta fognaria tra il depuratore di Pagnana, nel comune di Empoli, e il depuratore Cuoiodepur di Ponte a Egola, nel comune di San Miniato, opera propedeutica alla dismissione dell'impianto di Acque e al conseguente trattamento dei reflui civili dell'area urbana dell'Empolese presso l'impianto consortile sanminiatese. Lo annuncia in un comunicato il gestore idrico del Basso Valdarno.

Avvio del progetto e obiettivi

Il progetto, dal valore di 27 milioni di euro, rientra nel cosiddetto "Accordo del Cuoio", disegno da oltre 200 milioni di euro che punta a riorganizzare i sistemi fognari e depurativi nel territorio gestito da Acque.

Obiettivo del progetto è superare la frammentazione dell'attuale sistema, costituito da diversi impianti datati o di piccole-medie dimensioni, destinando i reflui a infrastrutture con maggiore capacità di trattamento, come sta accadendo anche in Valdinievole con il Tubone (con recapito finale al depuratore industriale di Santa Croce sull'Arno).

A illustrare l'intervento, presso l'impianto Cuoiodepur, sono stati Andrea Guastamacchia e Simone Millozzi, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Acque, alla presenza di Simone Giglioli, sindaco di San Miniato, Laura Mannucci, assessora alla Transizione Ecologica del Comune di Empoli, Alessandro Mazzei, direttore dell'Autorità Idrica Toscana, Gualtiero Mori, direttore tecnico Consorzio Cuoiodepur, e Nicola Perini, presidente Confservizi Cispel Toscana.

Il collegamento tra gli impianti di Pagnana e Cuoiodepur si inserisce nelle attività dell'Accordo del Cuoio mirate a riorganizzare i sistemi fognari e depurativi del Basso Valdarno, dell'Empolese-Valdelsa e della Valdinievole, al fine di efficientare ulteriormente il sistema di raccolta e trattamento dei reflui; adempiere alle normative in materia; rispondere in maniera efficace alle mutate esigenze dei territori e del cambiamento climatico; minimizzare l'impatto sul territorio e rispettare gli standard di qualità previsti.

Caratteristiche tecniche della nuova condotta

I lavori consistono nella costruzione di due collettori fognari in pressione, realizzati in ghisa sferoidale e disposti in parallelo. Il tracciato delle due tubazioni si articolerà per oltre 13 chilometri lungo la zona pianeggiante a sud dell'Arno (per un totale quindi di 26 chilometri di nuove condotte), tra i comuni di Empoli, Fucecchio e San Miniato, principalmente su terreni di campagna. Saranno posate utilizzando diverse tecniche, tra cui il tradizionale metodo dello spingitubo, il microtunnelling e la più avanzata trivellazione orizzontale controllata (TOC) che permette di installare le tubazioni nel sottosuolo senza ricorrere a sistemi di scavo a cielo aperto, utile in particolare per l'attraversamento di strade e torrenti.

I reflui civili, dal depuratore di Pagnana, saranno "spinti" verso l'impianto Cuoiodepur tramite una nuova centrale di sollevamento, composta da due sollevamenti "indipendenti": da qui partiranno le due condotte, con diametro rispettivamente di 500 e 400 millimetri.

I lavori sono stati affidati nel novembre scorso e la conclusione è prevista per la fine del 2027.

Da Pagnana a Cuoiodepur i reflui civili avranno una linea propria, senza ingressi o confluenze di altre fognature, passando direttamente da impianto a impianto.

Il sollevamento formato da due strutture e una "doppia corsia" – prosegue il comunicato stampa – consentirà di avere maggiori garanzie nella gestione dello schema depurativo, anche in caso di interventi di manutenzione.

L'opera porterà alla dismissione definitiva dell'impianto di Pagnana, ma sarà sempre possibile modulare il conferimento in base alla capacità di ricezione dell'impianto Cuoiodepur.

Le dichiarazioni dei rappresentanti

"Alle spalle di questo progetto c'è un lavoro durato anni: l'Accordo del Cuoio è tra le iniziative più rilevanti a livello regionale e quest'opera, insieme al Tubone, ne costituisce un tassello cruciale. Una volta a regime sposteremo circa 15 milioni di metri cubi all'anno. Parliamo di un investimento imponente su un tema spesso "invisibile", ma decisivo anche per rispondere alle normative europee", ha dichiarato Simone Millozzi.

"Il primo protocollo che ha dato origine all'Accordo del Cuoio risale al 2004 ed era, per l'epoca, decisamente visionario: riuniva oltre dieci firmatari. In questi vent'anni ci sono stati momenti in cui sembrava difficile arrivare al traguardo, ma oggi siamo a poche settimane dalla conclusione del Tubone e all'avvio di un nuovo progetto fondamentale", ha affermato Alessandro Mazzei.

"Le prestazioni del depuratore sono eccellenti e oggi assumono un valore ancora più simbolico: proprio qui, anni fa, spiegammo per la prima volta il senso dell'Accordo del Cuoio. È un bel momento, frutto della collaborazione tra enti e territori diversi. Ora entriamo in una nuova fase, di cui possiamo essere orgogliosi, con benefici importanti anche sul fronte dell'economia circolare", ha aggiunto Simone Giglioli.

"Questo collegamento rappresenta un'opera strategica, un salto di qualità nella gestione dei reflui civili nel nostro territorio. Non è solo un investimento infrastrutturale, ma una scelta di sistema che, aumenta l'efficienza del servizio e rafforza la sostenibilità ambientale. Un progetto che conferma la solidità del modello toscano e la capacità del gestore di programmare e innovare guardando al futuro", ha commentato Nicola Perini.

"Questo intervento rappresenta un passo avanti significativo per la qualità della vita non solo della frazione di Pagnana, ma dell'intera città di Empoli. Siamo di fronte a un investimento che si tradurrà in benefici concreti per tutta la comunità", ha aggiunto Laura Mannucci.

"Il progetto della nuova condotta fognaria è un esempio concreto di collaborazione tra soggetti pubblici, industriali e privati, basata su una visione di lungo periodo. Non solo miglioriamo la qualità del refluo, ma allo stesso tempo ne aumentiamo anche il riutilizzo: una testimonianza chiara di quanto la sinergia istituzionale possa generare valore", ha concluso Andrea Guastamacchia.