Biogas e biometano, l'Europa accelera ma pesa l'incertezza normativa

17 feb 2026
Il Rapporto EBA 2025 fotografa una crescita moderata della produzione (22 bcm) e un forte slancio del biometano, con 28,4 miliardi di investimenti al 2030. Ma regole instabili e ritardi autorizzativi rischiano di frenare un settore strategico per sicurezza energetica e decarbonizzazione. Articolo a cura di Monica Dall'Olio

Biogas e biometano: i dati EBA sull'Europa

L'European Biogas Association (EBA) ha presentato la 15ª edizione del suo Rapporto Statistico, pubblicazione annuale che offre una vasta valutazione dei mercati del biogas e del biometano in Europa: UE-27, nonché Islanda, Serbia, Svizzera, Norvegia, Regno Unito e Ucraina.

Il set di dati 2024-2025 sottolinea l'importanza strategica dei biogas per l'indipendenza energetica dell'Europa e per il percorso di decarbonizzazione, avvertendo al contempo che una persistente incertezza normativa sta rallentando la crescita del settore in un momento decisivo.

Secondo le stime EBA, anche l'impatto in termini di posti di lavoro generati sarebbe significativo: uno sviluppo armonico e pieno potrebbe portarli dai 250mila del 2023 ai 500mila del 2030, fino a raggiungere 1,8 milioni nel 2050.

Gas, generazione e dipendenza energetica

Con un consumo di gas dell'UE-27 pari a 332 miliardi di metri cubi (bcm), di cui 273 bcm ancora importati (quindi ben il 90%!), il rapporto evidenzia l'urgenza di scalare soluzioni domestiche di gas rinnovabile. I biogas, si sostiene nella pubblicazione, offrono una via diretta per ridurre la dipendenza energetica strategica, aumentando al contempo la competitività dell'Europa nel suo obiettivo di eliminare progressivamente i combustibili fossili.

Accanto a questi dati, quelli sulla capacità di generazione elettrica dispacciabile dell'UE, che è diminuita in modo significativo, passando da 424 GW nel 2012 a circa 380 GW nel 2023, nonostante il crescente bisogno di flessibilità. In quanto fonte energetica pulita e dispacciabile, i biogas sono essenziali per bilanciare la rete durante periodi prolungati di bassa produzione solare ed eolica.

Produzione di biogas e biometano

Il rapporto rileva una crescita modesta della produzione di biogas e biometano (22 bcm nel 2024 - in 21mila siti produttivi in tutta Europa - rispetto a 21,7 bcm nel 2023), concentrata soprattutto nei Paesi UE-27 (19 bcm). L'attuale produzione dell'UE-27 equivale all'intera domanda interna di gas di Belgio, Danimarca e Irlanda messi insieme, pari al 6% del consumo di gas naturale dell'UE.

L'Italia è uno dei principali Paesi produttori di biogas in Europa. In termini di numero di impianti (oltre 1.803 impianti di biogas operativi nel 2024), è seconda solo alla Germania, mentre la produzione totale nel 2024 ha raggiunto quasi 24 TWh.

Biometano: segmento in espansione

Il biometano continua ad essere il segmento in più rapida crescita (5,2 bcm, di cui 4,3 prodotti nell'UE-27), sostenuto da una capacità installata di 7 bcm/anno in Europa entro l'inizio del 2025. Ciò significa che gli impianti attualmente funzionano a poco meno dell'80% della loro capacità.

 Fonte: EBA European Biogas Association (Statistical Report 2025)

Il numero di Paesi produttori di biometano ha ora raggiunto quota 25, con il Portogallo entrato nel 2022, Lituania e Ucraina nel 2023 e la Polonia che ha immesso il suo primo biometano in rete nel 2025.

I Paesi guida risultano essere Francia e Italia, sia in termini di produzione sia di sviluppo e scale-up, con una crescita negli ultimi anni che ha superato il 300%. Ci sono poi Germania, Danimarca e UK, anch'essi tra i maggiori produttori, sebbene non possano vantare un trend di crescita così evidente.

Il rapporto EBA evidenzia che il settore italiano del biometano si è espanso in modo significativo, passando da un solo impianto nel 2018 a 115 impianti operativi entro la fine del 2024, con una produzione di circa 6,5 TWh di biometano.

Paesi con le maggiori capacità installate di biometano (in Nm³/ora)

Fonte: EBA European Biogas Association (2025 Biomethane Investment Outlook)

Gli impianti di biometano

L'Europa ha chiuso il 2024 con 1.620 impianti di produzione di biometano, 111 in più rispetto al 2023. Almeno l'86% degli impianti è connesso alla rete; dove ciò non avviene, in particolare in Paesi quali Svezia, Norvegia, Finlandia e Paesi baltici, è perché viene utilizzato un modello diverso.

La dimensione media di un impianto di biometano in Europa è di 483 m³/h, quasi quattro volte quella degli impianti di biogas che producono elettricità e calore. Da sottolineare che la dimensione degli impianti è molto variabile, quindi la numerosità non va di pari passo con la capacità produttiva.

Fonte: EBA European Biogas Association (Statistical Report 2025)

Le tendenze produttive mostrano un continuo spostamento verso materie prime sostenibili che offrono i maggiori risparmi di gas serra, tra cui residui agricoli (45% nel 2024), rifiuti solidi urbani organici (22%), fanghi di depurazione (7%) e sottoprodotti industriali (19%).

Inoltre, nel 2024 l'Europa ha generato 25 Mt (dry matter, in italiano sostanza secca) di digestato. Il suo ruolo consolidato come ammendante del suolo e fertilizzante organico è in espansione, con nuovi percorsi di valorizzazione che stanno prendendo slancio. Il digestato ha già il potenziale per sostituire il 17% dei fertilizzanti azotati dell'UE. Con la crescita prevista del settore, entro il 2040 il digestato potrebbe sostituire oltre il 65% dell'azoto non rinnovabile nell'UE.

Biometano e investimenti

In vista del 2030, sono già stati impegnati 28,4 miliardi di euro di investimenti privati per lo sviluppo del biometano in Europa. Di conseguenza, si prevede di ottenere una capacità aggiuntiva annuale di 7,3 bcm/anno. Inoltre, si prevede che nei prossimi 5 anni entreranno in funzione 900 nuovi impianti di biometano.

I Paesi nei quali gli investimenti pianificati sono maggiori: al primo posto la Spagna, con 4,8 miliardi di euro, in seconda posizione la Danimarca, con 3,1 miliardi, seguita dal Regno Unito a quota 2,4 miliardi e dalla Francia, a 1,7 miliardi. Subito dopo troviamo l'Italia, con una cifra ragguardevole di 1,4 miliardi.

Fonte: EBA European Biogas Association (Statistical Report 2025)

Impatto dei biogas: energia e oltre

Il biogas è prodotto dalla decomposizione di materiali organici. Questi residui vengono collocati in un digestore di biogas in assenza di ossigeno. Con l'aiuto di una varietà di batteri, la materia organica si decompone rilasciando una miscela di gas. Il risultato è un gas rinnovabile che può essere utilizzato per molteplici applicazioni. Il biometano – biogas purificato – è un'alternativa rinnovabile al gas naturale. Le sue numerose applicazioni includono la fornitura di calore ed energia per edifici e industrie, nonché la produzione di carburanti rinnovabili per il settore dei trasporti.

Oltre all'energia, gli impianti di biogas operano come moderne bioraffinerie, trasformando i rifiuti in prodotti ad alto valore che rafforzano direttamente la bioeconomia dell'UE. Il biometano può essere convertito in idrogeno, metanolo o syngas per la produzione di prodotti chimici e plastiche di origine biologica, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili importati. Il digestato, come sottoprodotto ricco di nutrienti, può essere trasformato in biofertilizzanti, migliorando la salute del suolo, sostenendo la sicurezza alimentare e sostituendo alternative di origine fossile.

Allo stesso modo, la CO₂ biogenica può essere catturata per usi industriali, inclusi e-fuel, serre e produzione alimentare e di bevande. Generando molteplici prodotti circolari insieme all'energia rinnovabile, i sistemi di biogas creano una catena del valore a basse emissioni di carbonio ed efficiente nell'uso delle risorse, rafforzando la competitività industriale e promuovendo la bioeconomia circolare europea.