L'accordo prevede la modernizzazione della flotta logistica di Atvos con nuovi camion alimentati a biometano: il progetto amplierà l'uso di energia rinnovabile fino al 40% nel medio termine.
Portare il biometano al centro della logistica pesante unendo tecnologia, energia rinnovabile ed efficienza per ridurre le emissioni senza rinunciare alle prestazioni. Questo l'obiettivo della partnership recentemente firmata in Brasile da Scania e Atvos.
Nel dettaglio, si legge in una nota di Scania, l'accordo prevede la modernizzazione della flotta logistica di Atvos, uno dei maggiori produttori di biocarburanti del Brasile, con nuovi camion alimentati a biometano: il progetto amplierà l'uso di energia rinnovabile fino al 40% nel medio termine rafforzando l'impegno dell'azienda nella decarbonizzazione delle proprie operazioni.
Efficienza e riduzione delle emissioni
L'iniziativa, continua la nota, collega la produzione propria di biometano al trasporto pesante a basso impatto ambientale. Nelle operazioni di Atvos, 1 m³ di biometano sostituisce, mediamente, tra 0,75 e 0,9 litri di diesel, mantenendo prestazioni equivalenti: studi interni dell'azienda indicano che il costo per chilometro percorso con il biometano è già competitivo nelle attuali condizioni di mercato.
L'investimento, si legge, avviene parallelamente alla costruzione della prima fabbrica di biometano di Atvos a Nova Alvorada do Sul (MS), che dovrebbe rifornire la flotta stessa dell'azienda, rafforzando la strategia di autosufficienza energetica a lungo termine.
"Trasformare i residui della canna da zucchero in biocarburante per alimentare la nostra stessa attività traduce, in pratica, il concetto di bioeconomia circolare. Questa partnership con Scania accelera il nostro viaggio verso una logistica sempre più sostenibile ed efficiente", afferma Bruno Serapião, CEO di Atvos.
Camion a biometano in operazioni reali
I nuovi camion a biometano, spiega Scania, opereranno presso le unità Conquista do Pontal (UCP), nell'ovest dello stato di San Paolo, ed Eldorado (UEL) e Santa Luzia (USL), situate a Rio Brilhante e Nova Alvorada do Sul, nel Mato Grosso do Sul. La flotta contribuirà alla modernizzazione e all'internalizzazione del trasporto della canna da zucchero, portando vantaggi in termini di efficienza, affidabilità e produttività.
Oltre alla riduzione delle emissioni, l'adozione dei nuovi veicoli dovrebbe aumentare l'efficienza operativa, grazie a una minore necessità di manutenzione e alla riduzione dei fermi macchina: i veicoli, si legge, possono ridurre le emissioni fino al 90% rispetto al diesel, oltre a diminuire l'emissione di particolato e il livello di rumore, favorendo operazioni più pulite.
"Questa partnership dimostra come il biometano sia già una soluzione praticabile per le reali operazioni di trasporto pesante in Brasile, rafforzando il suo ruolo come una delle principali alternative oggi disponibili per la decarbonizzazione, specialmente nelle tratte di breve e media distanza", sottolinea Simone Montagna, presidente e CEO delle operazioni commerciali di Scania in Brasile.
Produzione propria e transizione energetica
La prima fabbrica di biometano di Atvos, spiega la nota, servirà a garantire l'approvvigionamento della flotta e integrare ulteriormente il portafoglio dell'azienda, che include già etanolo, energia generata dal bagaglio della canna e zucchero VHP.
Installata su un'area di 150 mila metri quadrati, l'unità avrà una capacità di 28 milioni di metri cubi di biometano. Oltre a rafforzare il ruolo di Atvos nella transizione energetica brasiliana, l'iniziativa promuove lo sviluppo socioeconomico del Mato Grosso do Sul, dove l'azienda genera già oltre 4 mila posti di lavoro diretti.

