Le cinque nuove convenzioni con la Regione, finanziate attraverso Fondi FSC e Piano Regionale di Bonifica, mirano a rendere la gestione della risorsa idrica più sicura, efficiente e resiliente ai cambiamenti climatici. Presidente ANBI: "Prevenire significa eliminare lentezze decisionali e burocratiche".
Ufficializzate dal Consorzio di bonifica Nord Sardegna (CBNS) cinque nuove convenzioni con la Regione Sardegna per contrastare la crisi idrica: un pacchetto di opere dal valore complessivo di oltre 23 milioni di euro (Fondi FSC e Piano Regionale di Bonifica).
L’obiettivo – come si legge in un comunicato stampa di ANBI – è di trasformare la gestione dell'acqua, rendendola più sicura, moderna e capace di resistere alla crisi climatica: nei primi mesi del 2026 si darà il via alla progettazione esecutiva e alle procedure di gara per i lavori più urgenti.
"Ancora una volta, i Consorzi di bonifica ed irrigazione dimostrano un’efficiente capacità operativa a fronte di tempistiche dei soggetti decisori, ormai incompatibili con la velocità dei cambiamenti climatici. La prevenzione nasce anche dallo snellimento degli iter burocratici", ha ricordato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI.
"Grazie alle risorse FSC e ai fondi del Piano Regionale di Bonifica, possiamo ora intervenire sui punti più fragili e strutturali della rete. È una scelta strategica e concreta a servizio dell’agricoltura riconosciuta valore economico e sociale del nostro territorio", ha aggiunto il Presidente del Consorzio di bonifica del Nord Sardegna, Anton Pietro Stangoni.
Gli interventi nel dettaglio
Come scrive ANBI nella nota, 13.400.000 euro sono destinati alla Piana di Chilivani con la nuova derivazione dal rio Mannu, che garantirà una fonte d'acqua sicura per un distretto cruciale; 4.500.000 euro andranno all’impermeabilizzazione del canale irriguo di Perfugas per evitare dispersioni; 3.100.000 euro serviranno alla rete Chilivani-San Nicola per eliminare l’interferenza della condotta anello con il quartiere di San Nicola; 1.760.000 euro prenderanno la via della Bassa Valle del Coghinas per la razionalizzazione del settore irriguo a La Muddizza; 250.000 euro saranno infine utilizzati per la manutenzione degli impianti di sollevamento di Sugliana a Valledoria.
"Una parte importante di questi investimenti riguarda la Piana di Chilivani, un’area agricola fondamentale per allevamenti e colture foraggere. Con i nuovi interventi avremo una rete più sicura e ridurremo i rischi di fermo irriguo, grazie alla derivazione dal rio Mannu. Per gli agricoltori significa programmazione, affidabilità e minori vulnerabilità", ha sottolineato il Vicepresidente dell’ente consorziale, Francesco Pala.
"I progetti, che ora prendono avvio sono frutto di un lavoro tecnico multilivello: analisi idrauliche, rilievi infrastrutturali e confronto con i distretti. Sono opere pensate non solo per risolvere criticità attuali, ma per costruire un sistema più moderno, digitale ed interconnesso. Ora inizia la fase operativa, con progettazioni esecutive, autorizzazioni e programmazione dei cantieri", ha aggiunto il Direttore Generale di CBNS, Giuseppe Bellu.
Riconversione e infrastrutturazione irrigua del territorio
Inoltre – prosegue il comunicato – la Giunta Regionale ha destinato 500.000 euro al Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale per realizzare il progetto di fattibilità tecnico-economica "Riconversione ed efficientamento del sistema di approvvigionamento idrico nell’agro di Decimoputzu, Villasor e Villaspeciosa". Il costo stimato per la realizzazione del primo lotto d'intervento è di circa 14 milioni di euro.
"È una risposta in alternativa all’utilizzo dei pozzi e della rete potabile, confermando i Consorzi di bonifica ed irrigazione come ufficio progettazione a servizio del territorio", ha dichiarato Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.
In sostanza si andrà a progettare una condotta adduttrice di alimentazione dalla diga di Genna Is Abis: un intervento finalizzato alla salvaguardia ambientale di un territorio a forte vocazione agricola con effetti benefici sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale delle aree interessate.
"In primo luogo si intende salvaguardare le acque di falda, riducendone lo sfruttamento, che comporta anche costi importanti per le aziende. Si preservano gli equilibri ambientali, si evita la risalita del cuneo salino, consentendo la ricarica della falda", ha spiegato il Presidente del Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale, Efisio Perra.
Gli effetti benefici potranno garantire anche un migliore apporto d’acqua dolce al compendio lagunare di Santa Gilla, limitando la quantità d’acqua svasata dalla diga in caso di piena, perché buona parte sarà destinata a soddisfare il fabbisogno irriguo dell’area agricola dei tre comuni interessati.

