Venturini: "Benefici per clima, ambiente e qualità dell'aria". Gli interventi prevedono nuovi pozzi e sonde con applicazioni destinate al teleriscaldamento e riscaldamento di edifici e al settore agricolo, in un'ottica di progressiva sostituzione delle fonti fossili con energie rinnovabili.
Quindici nuovi progetti sperimentali nel Bacino Termale Euganeo con cui il Veneto rafforza il proprio impegno nella transizione energetica, puntando su una fonte rinnovabile come la geotermia. A dirlo è l'assessore regionale all'Ambiente e al Clima Elisa Venturini commentandone l'approvazione nell'ambito del programma TREASURE.
Gli interventi, si legge in una nota di Regione Veneto, prevedono la realizzazione di nuovi pozzi, l'utilizzo di pozzi esistenti e l'installazione di sonde geotermiche senza prelievo di fluido, con applicazioni destinate al teleriscaldamento, al riscaldamento di edifici pubblici e privati e al settore agricolo, in un'ottica di progressiva sostituzione delle fonti fossili con energie rinnovabili.
"La sostituzione delle fonti fossili con sistemi di riscaldamento geotermici consente di ridurre le emissioni in atmosfera, in particolare le polveri sottili, con benefici diretti per la salute dei cittadini e per il raggiungimento degli obiettivi climatici regionali", prosegue Venturini.
Le origini del progetto
La sperimentazione, continua la nota, è stata progettata con particolare attenzione alla tutela del giacimento termale e alla salvaguardia dell'uso terapeutico dell'acqua: le attività di monitoraggio serviranno a garantire che i nuovi utilizzi energetici non producano effetti negativi sulla qualità, sulla disponibilità e sulle caratteristiche delle acque termali, né sull'attrattività turistica del Bacino Euganeo.
Il progetto, si legge, affonda le sue radici nella deliberazione della Giunta regionale n. 784 del 12 luglio 2024, con cui è stato avviato il ripristino del monitoraggio idrogeologico del Bacino Termale Euganeo e la valutazione del possibile utilizzo energetico della risorsa, in collaborazione con l'Università di Padova e il BIOCE.
Per sostenere queste attività, la Regione ha stanziato 230 mila euro destinati al monitoraggio ambientale e alla sperimentazione di progetti geotermici a prevalente interesse pubblico.
"Il Bacino Termale Euganeo è una risorsa unica e il nostro obiettivo è valorizzarla in modo sostenibile, garantendo al tempo stesso la piena tutela delle sue funzioni terapeutiche e del ruolo strategico che il turismo termale svolge per l'economia locale", conclude Venturini.

