Geotermia, Università Stanford: gli EGS saranno cruciali per alimentare i data center

10 feb 2026
Secondo un nuovo studio, queste tecnologie possono ridurre significativamente la quantità di infrastrutture eoliche, solari e di stoccaggio necessarie e la necessità di altre fonti costanti come carbone e nucleare.

I sistemi geotermici avanzati (EGS) potrebbero fornire elettricità pulita e costante a basso costo, riducendo l'uso del suolo nella transizione globale verso le rinnovabili. A rivelarlo è un nuovo studio dell'Università di Stanford, pubblicato sulla rivista scientifica Cell Reports Sustainability.

Queste tecnologie, si legge infatti in una nota di Stanford, possono far diminuire significativamente la quantità di infrastrutture eoliche, solari e di stoccaggio (batterie) necessarie, sostenendo la crescente domanda elettrica dei data center e riducendo la necessità di altre fonti costanti come carbone e nucleare.

I vantaggi

A differenza delle centrali geotermiche convenzionali, continua la nota, limitate a regioni vulcaniche o confini di placche tettoniche, l'EGS richiede di perforare da tre a otto chilometri di profondità, iniettare fluidi per fratturare le rocce e pompare il fluido riscaldato in superficie per generare elettricità.

Confrontando vari scenari, lo studio ha scoperto che con una quota di EGS pari al solo 10% della fornitura elettrica, il fabbisogno di eolico onshore cala del 15%, il solare del 12% e lo stoccaggio tramite batterie del 28%. Inoltre, si legge, l'occupazione totale di suolo scenderebbe dallo 0,57% allo 0,48% delle aree terrestri combinate, un fattore cruciale per nazioni piccole o densamente popolate come Singapore, Taiwan e Corea del Sud.

Entrambi gli scenari (con o senza EGS), spiega lo studio, riducono i costi energetici annuali di circa il 60% rispetto all'uso attuale dei combustibili fossili. Se si considerano i "costi sociali" (malattie legate all'inquinamento e innalzamento dei mari), i costi totali crollano di circa il 90%.

Le dichiarazioni dell'autore

"L'EGS è una tecnologia pulita e promettente che lavora in sinergia con eolico, solare, idroelettrico e batterie per alimentare il mondo, garantendo sicurezza energetica ed eliminando l'inquinamento atmosferico e il riscaldamento globale a costi contenuti", ha dichiarato l'autore principale Mark Jacobson, professore alla Stanford Doerr School of Sustainability.

"Grazie ai miglioramenti nella velocità di perforazione, i costi degli EGS stanno scendendo rapidamente. Questi progetti possono essere completati velocemente, a differenza del nucleare che richiede dai 12 ai 23 anni. Inoltre, l'EGS non presenta rischi di proliferazione di armi, fusioni del nocciolo, perdite di scorie radioattive o rischi sanitari legati all'estrazione di uranio", ha aggiunto Jacobson.