Online il settimo numero della Rivista Watergas.it: tutte le novità su energia e idrico. Editoriale di Elena Veronelli.
La gestione idrica come driver strategico per la sicurezza, la sostenibilità e l'innovazione
Superare frammentazione e infrastrutture obsolete: è questa la sfida che la gestione idrica italiana deve affrontare per diventare un vero motore strategico di sicurezza, sostenibilità e innovazione. Come? Con una pianificazione nazionale più bilanciata, risorse certe, un coordinamento efficace tra Regioni, enti locali e gestori, una rete solida di collaborazione tra operatori, autorità di riferimento, prefetture e protezione civile.
Sono questi i temi centrali del nuovo numero della Rivista Watergas.it, che raccoglie analisi, approfondimenti e interviste sulle nuove frontiere della governance idrica.
In particolare, l'intervento del Centro Studi Enti Locali mette in luce il persistente squilibrio Nord-Sud negli investimenti. La carenza di risorse nel Mezzogiorno resta uno dei principali ostacoli a una gestione efficiente ed equa della risorsa idrica. Quello che emerge è che occorre quindi consolidare quanto avviato con il PNRR, senza disperdere know-how e progettualità, e valorizzare le buone pratiche già in atto.
Un focus specifico è dedicato anche alla protezione delle reti idriche, sempre più esposte a rischi fisici e informatici. In uno scenario in cui la sicurezza diventa prioritaria, la cooperazione interistituzionale è l'unico modo per prevenire attacchi o malfunzionamenti che potrebbero mettere a rischio servizi essenziali.
Ampio spazio infine alle soluzioni tecnologiche più avanzate: dalle innovazioni per la depurazione all'integrazione tra sistemi idrici e le fonti rinnovabili. Aziende leader del settore raccontano progetti concreti che coniugano efficienza, resilienza e transizione ecologica.
Dalla portualità sostenibile al ruolo del biometano, passando per una revisione realistica dei criteri ESG
In questo numero, un focus speciale è dedicato ai cambiamenti in corso nella transizione energetica, che richiedono una visione sistemica, investimenti mirati e competenze nuove. Tra i temi centrali, quello del ruolo sempre più strategico dei porti: non solo infrastrutture logistiche, ma veri e propri hub industriali in grado di attrarre filiere innovative, diventando protagonisti della decarbonizzazione.
Come sottolinea Sergio Prete, Delegato alla Portualità dell'Osservatorio Nazionale Tutela del Mare (ONTM), per costruire una portualità realmente sostenibile servono governance integrate, visione nazionale condivisa e forti sinergie tra territori e Autorità di Sistema Portuale.
Un tassello importante in questa direzione è l'Academy Assocostieri – Gente di Mare, presentata alla Camera dei Deputati: un progetto formativo pensato per trasformare le criticità in opportunità, investendo nel capitale umano.
Al centro del dibattito anche il biometano, fonte rinnovabile strategica per la sicurezza energetica e la decarbonizzazione in particolare dei settori hard-to-abate. Secondo l'analisi di BIP, nel 2024 la produzione europea ha superato i 6,4 miliardi di metri cubi. Un traguardo rilevante, ma ancora distante dai 35 miliardi annui fissati dal piano REPowerEU al 2030. Per colmare il gap, sottolinea BIP, servono politiche nazionali più ambiziose e una forte accelerazione degli investimenti.
Infine, un approfondimento sui criteri ESG (Environmental, Social, Governance), oggi al centro di un necessario ripensamento. In un contesto geopolitico in rapido mutamento, segnato dalla ridefinizione dei rapporti tra Unione Europea e Stati Uniti, emerge l'urgenza di un approccio più pragmatico, meno ideologico e più aderente alle nuove priorità economiche e industriali globali.
Per approfondire, leggi la Rivista.

