L'INTERVENTO. Frammentazione e investimenti: l'Italia dell'acqua resta divisa in due

03 feb 2026
A cura di Veronica Potenza, Responsabile Servizio econometrico di Centro Studi Enti Locali.

L'acqua racconta un'Italia divisa. Al Nord e in alcune regioni del Centro si è affermato un sistema industriale efficiente e orientato all'innovazione, mentre al Sud e nelle zone alpine resiste una galassia di piccoli gestori che fatica a tenere il passo con gli investimenti e il rinnovamento infrastrutturale. È quanto emerge dalla mappa nazionale elaborata da Centro Studi Enti Locali per BolognaFiere Water&Energy, presentata nell'ambito della manifestazione internazionale "Accadueo 2025", fiera internazionale dedicata alla filiera del settore idrico civile e industriale.

Stando a quanto emerso dalla ricerca "Il futuro dell'acqua", in Italia si contano oltre 1.800 gestori del servizio idrico integrato, ma circa la metà serve mediamente meno di 5.000 abitanti. Il risultato è un sistema a doppia velocità: da un lato i territori dove l'integrazione e la dimensione industriale hanno consentito di attrarre capitali e ridurre le perdite; dall'altro le aree dove il cosiddetto nanismo gestionale rallenta i piani di investimento e rende difficile accedere ai finanziamenti europei.

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