Il Presidente di Assocostieri, Elio Ruggeri: "il settore sta vivendo una fase di cambiamento profondo, segnato da un contesto normativo sempre più complesso, da una forte accelerazione tecnologica e da crescenti esigenze in materia di sicurezza, cybersecurity e sostenibilità, il tutto inserito in uno scenario geopolitico molto instabile". Articolo di Emilia Marcotulli.
In un contesto segnato da transizione energetica, incertezza normativa e crescente complessità tecnologica e geopolitica, il sistema della logistica energetica e portuale è chiamato a ripensare rapidamente competenze e modelli organizzativi. Proprio mentre i porti diventano snodi strategici per sicurezza, sostenibilità e approvvigionamenti, emerge un forte divario tra evoluzione del settore e capacità formativa.
È in questo scenario che nasce l'Academy Assocostieri – Gente di Mare, presentata il 14 gennaio 2026 presso la Sala Conferenze Matteotti della Camera dei Deputati: una risposta strutturata per trasformare sfide e criticità in competenze operative, mettendo al centro le persone e il capitale umano come fattore di stabilità e sviluppo.
La nascita dell'Academy Assocostieri – Gente di Mare
L'Academy nasce dalla sottoscrizione di un protocollo d'intesa tra Assocostieri, associazione nazionale delle imprese attive nella logistica energetica e nella gestione di combustibili liquidi e gassosi e Gente di Mare, centro di formazione marittima e portuale accreditato a livello nazionale e internazionale (Centro STCW autorizzato dal MIT, accreditato dalla Regione Toscana e affiliato AIFOS).
Il ruolo delle istituzioni e gli investimenti nel sistema portuale
I lavori si sono aperti con il saluto istituzionale di Salvatore Deidda, Presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, che ha sottolineato il ruolo di Assocostieri come partner delle istituzioni in un periodo di grandi cambiamenti e nuovi investimenti strategici sottolineando che "il governo sta investendo in modo significativo nel sistema portuale. A livello europeo sono in corso risoluzioni importanti per garantire pluralità di soluzioni nella transizione, evitando approcci univoci come la decarbonizzazione. In territori come Civitavecchia e Brindisi la decarbonizzazione ha comportato infatti criticità occupazionali: iniziative come questa sono fondamentali per dare ufficialità e solidità ai percorsi di formazione e post-formazione".
È intervenuta inoltre Maria Grazia Frijia, membro della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati che ha richiamato l'importanza della formazione come leva strategica per il paese.
Assocostieri e il capitale umano al centro del cambiamento
A seguire il Presidente di Assocostieri, Elio Ruggeri, dichiara che "il settore sta vivendo una fase di cambiamento profondo, segnato da un contesto normativo sempre più complesso, da una forte accelerazione tecnologica e da crescenti esigenze in materia di sicurezza, cybersecurity e sostenibilità, il tutto inserito in uno scenario geopolitico molto instabile".
In questo quadro, Ruggeri ha spiegato di "operare in maniera proattiva per accompagnare le imprese nella fase ascendente del cambiamento, attraverso un dialogo costante con aziende, associati e istituzioni", sottolineando che al centro di ogni processo vi sono le persone e che l'investimento nel capitale umano rappresenta una condizione imprescindibile per la sostenibilità futura.
La visione strategica dell'Academy e le nuove complessità del settore
Passa poi la parola al Direttore Generale di Assocostieri, Dario Soria, che ha illustrato la visione strategica alla base dell'Academy, spiegando che "negli ultimi anni, osservando il settore della logistica energetica, si è assistito a un livello di complessità senza precedenti".
Ha ricordato, poi, come si tratti di "un comparto altamente strategico per il paese, una vera e propria colonna vertebrale, attraversata da temi quali sicurezza, transizione energetica, fonti rinnovabili, GNL e bioGNL nei trasporti, cybersecurity, direttiva NIS2 e intelligenza artificiale".
Ha infine sottolineato che "la sfida consiste nel trasformare sicurezza, innovazione e sostenibilità in competenze operative, capaci di orientare scelte consapevoli e comportamenti responsabili", precisando che l'Academy nasce proprio per rispondere a questa crescente complessità, anticipando i bisogni formativi rispetto alle norme e valorizzando l'esperienza con metodo e rapidità di diffusione sul territorio.
La formazione come presidio stabile e sistema integrato di competenze
Interviene poi, Elena Di Tizio, Amministratore Delegato di Gente di Mare, che ha illustrato il valore della formazione come "presidio stabile", spiegando che "il mondo sta cambiando rapidamente e i fattori come la blue economy, la cybersecurity e il continuo aggiornamento normativo rendono insufficienti i soli percorsi scolastici tradizionali e degli ITS".
Ha sottolineato come "la crescente centralità del fattore umano nella sicurezza industriale e marittima richiede un presidio formativo continuo e strutturato", evidenziando che i dati dimostrano come le aziende che investono in formazione riescano a ridurre in modo significativo il tasso di incidenti.
Ha infine precisato che "l'Academy non si limita a proporre semplici moduli formativi, ma si configura come un sistema integrato di competenze". Spiega infatti che le macro-aree inserite sono transizione energetica (biofuel, energy manager), sicurezza industriale e terminalistica, cybersecurity marittima, ESG, contrattualistica, inglese marittimo.
L'obiettivo dell'Academy, spiega, "è offrire alle imprese una piattaforma formativa solida, continuativa ed evolutiva, capace di sviluppare competenze tecniche, manageriali e trasversali in coerenza con le sfide della transizione energetica, della sicurezza industriale e della sostenibilità".
Le imprese associate infatti avranno — soprattutto nel campo ESG — percorsi su misura e didattica esperienziale. Potranno usufruire di docenti senior, supporto amministrativo completo, integrazione di fondi interprofessionali, scambio di conoscenze e best practice e opportunità di networking. Un modello che "riduce costi, aumenta qualità e offre supporto end-to-end" spiega la Di Tizio.
Infine, sul tema ESG, sottolinea che "pur esistendo elementi comuni, l'approccio deve essere declinato in modo specifico per ciascun associato, facendo riferimento sia alle normative italiane sia a quelle internazionali". Aggiunge inoltre che l'ESG "deve essere integrato nel core business e nei sistemi di gestione aziendale, attraverso un ascolto continuo e predittivo delle esigenze imprenditoriali. A questo percorso devono affiancarsi infrastrutture adeguate, simulazioni e apparati coerenti con la realtà operativa e con le necessità dei professionisti coinvolti".

Il comitato tecnico-scientifico dell'Academy
L'elemento centrale dell'Academy è il comitato tecnico-scientifico, chiamato a guidarne l'indirizzo strategico e i contenuti, composto dall'Ammiraglio Vincenzo Vitale, Direttore Marittimo delle Marche e della Guardia Costiera, esperto nella gestione preventiva del rischio e pioniere sui temi dei combustibili alternativi e del GNL, capace di integrare competitività e sostenibilità, da Antonella Querci, Dirigente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale (Livorno), che porta l'esperienza di un sistema portuale capace di anticipare il cambiamento e integrare processi complessi legati a corridoi verdi, combustibili alternativi e sviluppo territoriale, e da Damiano Landi, Dirigente Terna, con competenze specifiche su cold ironing e idrogeno.
Incertezza normativa e analisi predittiva degli investimenti
Nel corso dell'incontro, l'Ammiraglio Vitale ha evidenziato come "l'incertezza normativa internazionale, anche in relazione agli obiettivi net zero rende indispensabile una capacità di analisi avanzata e predittiva, supportata anche da strumenti di intelligenza artificiale, per orientare correttamente gli investimenti futuri".
L'esperienza del porto di Livorno e i nuovi modelli di sviluppo
É intervenuta anche Querci spiegando che "porterà nell'Academy il contributo di un gruppo di professionisti che coordina", condividendo in particolare l'esperienza maturata a Livorno. Ha spiegato come, "negli ultimi dieci anni, il sistema portuale livornese ha compreso in anticipo che le funzioni dei porti stavano cambiando in modo non lineare e che diventava sempre più necessario integrare i processi.
Di fronte all'evoluzione della tradizione economica, all'introduzione dei combustibili alternativi e alle nuove esigenze del mercato, è emersa la consapevolezza della necessità di avviare programmi strutturati di sviluppo".
Querci ha individuato inoltre due principali fronti di impegno.
Il primo è il fronte mare — riprendendo le sue parole—, con lo sviluppo dei corridoi verdi, in connessione con la programmazione del Piano Mattei e con una forte proiezione verso la sponda sud del Mediterraneo, in particolare Tunisia ed Egitto, sui temi dell'idrogeno e dei combustibili alternativi, ambiti nei quali il cluster di Livorno occupa una posizione d'eccellenza.
Il secondo è il fronte territoriale, legato al ruolo dei porti come hub di deposito e logistica, ma anche come vere e proprie "piattaforme industriali", capaci di consentire agli operatori di standardizzare soluzioni tecnologiche, sostenere l'occupazione e favorire lo sviluppo del territorio. In questo contesto spiega "Livorno può contare su un cluster particolarmente rilevante".
Il ruolo dei porti nella crescita del Paese
Interviene poi, il Prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, in carica da luglio 2024, che ha evidenziato le difficoltà e la complessità del ruolo prefettizio in una provincia e in una città a forte vocazione portuale. Ha sottolineato come "il futuro di crescita del paese passi in modo significativo attraverso gli snodi marittimi e gli hub portuali, a condizione che tali potenzialità siano sostenute da una visione strategica di lungo periodo".
In questo contesto, il Prefetto ha chiarito di essersi posto l'obiettivo di accompagnare e sostenere questa visione dal punto di vista istituzionale, valorizzando la capacità di coordinamento di tutti gli attori coinvolti nel sistema portuale e logistico.
Ha inoltre richiamato l'importanza di progetti strategici come la piattaforma Europa, "Darsena Europa", considerata infrastruttura chiave per lo sviluppo del porto di Livorno e per il rafforzamento del ruolo dell'Italia nei traffici marittimi internazionali.
Le criticità operative: antincendio, biofuel e cold ironing
Nel confronto finale con il comitato scientifico è emersa innanzitutto la questione antincendio. Gente di Mare dispone di una base formativa realizzata di recente, ma questa non è sufficiente a rispondere alle esigenze dei depositi costieri, che necessitano di addestramenti simulati il più possibile realistici, in modo da rendere effettivamente gestibili le situazioni di crisi reali.
In questo ambito è stata richiamata la partnership con Lion, finalizzata alla realizzazione di simulazioni di incendio avanzate, che consentono di sviluppare percorsi formativi tailor made, calibrati sulle reali esigenze operative delle aziende.
Un secondo tema ha riguardato i biofuel, evidenziando il divario significativo tra la velocità di evoluzione delle aziende e quella dei percorsi formativi delle scuole pubbliche. È stato sottolineato da Di Tizio come "esista un gap rilevante, accompagnato da una scarsa attenzione strutturale, che rischia di rallentare lo sviluppo delle competenze necessarie per affrontare la transizione energetica". In questo quadro, è stato ricordato che a breve il CIPOM (Comitato Interministeriale per la Programmazione e l'Organizzazione Marittima) si riunirà anche per favorire il coinvolgimento delle scuole e delle università, nella consapevolezza che tali gap possano essere colmati solo attraverso programmi formativi strutturati, che non prescindano dal rafforzamento della formazione pubblica.
Ampio spazio è stato dedicato anche al cold ironing nei porti. È emersa la carenza di figure tecniche specializzate e l'assenza di una normativa dedicata: oggi il riferimento principale resta il D.Lgs. 81/08, che tuttavia risulta insufficiente e andrebbe ampliato. È stato ribadito, inoltre, come il presidio delle competenze debba essere "costante e continuo", soprattutto in un contesto tecnologico in rapida evoluzione.

