Il parere unanime del CdR sulla Strategia europea per la resilienza idrica ha sottolineato la necessità di rafforzare prevenzione, risposte e ripresa a livello locale e regionale, invitando a integrare la resilienza fin dalla progettazione nelle politiche urbane e territoriali, ad applicare il principio "chi inquina paga" e a utilizzare tecnologie avanzate per la gestione delle acque.
Dopo le recenti inondazioni nell'Europa sudoccidentale, occorre sempre più rafforzare le capacità degli enti locali e regionali in materia di prevenzione dei rischi, preparazione, risposta e ripresa: è l’esigenza sottolineata dal Comitato europeo delle regioni (CdR) nel parere, adottato all'unanimità, sulla Strategia europea per la resilienza idrica nella sessione plenaria del 4 marzo, dopo un dibattito con la commissaria per l'Ambiente Jessica Roswall e il lancio di una nuova alleanza delle regioni dell'UE per la resilienza idrica.
Le richieste del Comitato
Il CdR – come annunciato in una nota – ha infatti esortato la Commissione europea e gli Stati membri ad adottare un approccio basato sulla "resilienza fin dalla progettazione" e a integrare sistematicamente la resilienza alle catastrofi e le valutazioni della vulnerabilità nella pianificazione territoriale e urbana e nelle decisioni in materia di investimenti e infrastrutture.
La Commissione europea ha presentato la prima Strategia europea per la resilienza idrica nel giugno 2025 per rispondere alle diverse sfide legate all'acqua in tutta l'UE, dalla siccità alle inondazioni e all'inquinamento idrico.
Con il parere del Presidente del CdR Kata Tüttő e della prima vicepresidente Juanma Moreno, il CdR ha sottolineato una correlazione diretta tra la disponibilità naturale di acqua e il livello di sviluppo regionale, esortando a coinvolgere pienamente le città e le regioni nel processo decisionale in materia di pianificazione e gestione delle risorse idriche, in particolare nei bacini idrografici transfrontalieri.
Le misure di resilienza idrica, ha affermato il CdR, devono essere socialmente eque e a prezzi accessibili, in particolare per le famiglie vulnerabili, i settori economici fortemente dipendenti dall'acqua e le regioni soggette a stress idrico.
I leader locali e regionali hanno chiesto che la gestione delle risorse idriche sia integrata in modo sistematico in tutti i settori strategici dell'UE applicando un "test dell'acqua" alla legislazione dell'UE, come suggerito dal Comitato economico e sociale europeo (CESE). Il CdR ha poi invitato a includere rubriche dedicate alla resilienza idrica nel prossimo bilancio pluriennale dell'UE, con il sostegno della politica di coesione e di altri strumenti dell'UE alle regioni con sfide legate all'acqua.
La Commissione – scrive il CdR – dovrebbe inoltre fornire indicatori disaggregati a livello regionale dello stress idrico e mappe della vulnerabilità climatica per garantire che le misure a livello dell'UE siano adattate alle diverse realtà territoriali.
Infine, il CdR ha chiesto l'applicazione del principio "chi inquina paga" e la diffusione di tecnologie avanzate di trattamento delle acque e di sistemi di monitoraggio in tutto il ciclo dell'acqua, invitando la Commissione europea a presentare una proposta che limiti le PFAS.
Azioni concrete e cooperazione tra regioni
L'adozione del parere del CdR ha coinciso con l'avvio dell'Alleanza per la resilienza idrica e la preparazione ai cambiamenti climatici da parte di 19 regioni fondatrici dell'UE. L'iniziativa politica congiunta è guidata dall'Emilia-Romagna (Italia) e riunisce le regioni europee impegnate a rafforzare il loro ruolo di partner strategici nel promuovere la resilienza idrica, la preparazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici.
"Per le regioni e le città europee, la disponibilità di acqua è già fonte di ansia. Siamo di fronte a siccità e alluvioni; abbiamo bisogno di acqua da bere e da produrre in settori chiave, dall'agricoltura ai medicinali o all'energia. Tutti dobbiamo prepararci in un mondo incerto. La politica di coesione può contribuire a garantire la resilienza idrica, anche se siamo sotto pressione", ha dichiarato Kata Tüttő, Presidente del CdR, membro dell'Assemblea generale della capitale di Budapest e correlatore del parere.
"L'attuale susseguirsi di inondazioni e siccità dimostra che la resilienza idrica deve essere costruita da zero. L'Europa ha bisogno di una strategia che rafforzi la capacità delle regioni e delle città di anticipare i rischi, proteggere i cittadini e garantire l'uso sostenibile dell'acqua, combinando soluzioni basate sulla natura con le migliori tecnologie disponibili", ha aggiunto Juanma Moreno, prima vicepresidente del CdR, presidente dell'Andalusia e correlatrice del parere.
"L'acqua è il fondamento stesso della nostra sicurezza economica e ambientale. È chiaro che le sfide idriche sono avvertite in primo luogo e più gravemente a livello locale. Ciò significa che le soluzioni devono essere definite a livello locale ed è per questo che il Comitato delle regioni svolge un ruolo così importante. La strategia europea per la resilienza idrica è la nostra risposta collettiva e insieme possiamo trasformare l'ambizione in azione e fornire una reale resilienza idrica", ha concluso Jessika Roswall, commissaria europea per l'Ambiente, la resilienza idrica e un'economia circolare competitiva.

