Ogni credito equivale a 1 metro cubo d'acqua risparmiata o riutilizzata ed è trasformato in token digitali (WTR) su blockchain, garantendo trasparenza e tracciabilità. I crediti sono scambiabili per compensare l'impronta idrica o come asset finanziario, premiando le organizzazioni che fanno un uso sostenibile delle risorse idriche.
Far fronte alla scarsità di acqua potabile e incoraggiare un uso responsabile della risorsa idrica: queste le principali sfide per la sostenibilità che hanno spinto BDO Italia a creare, all'interno della divisione Sustainable Innovation, un team dedicato allo sviluppo di soluzioni innovative per supportare soggetti pubblici e privati nell'accesso e nell'utilizzo dei water credits, uno strumento di mercato che mira a stimolare l'uso responsabile dell'acqua e sostenere la transizione verso un'economia idrica rigenerativa.
Un sistema di incentivi per le aziende sostenibili
Il sistema – come si legge in una nota di BDO Italia – è strutturato per premiare le organizzazioni che conservano o riutilizzano acqua dolce attraverso processi tracciabili e verificabili in modo preciso e indipendente.
Ogni credito rappresenta un volume definito di acqua (un metro cubo) risparmiata o riutilizzata: questo viene poi trasformato in certificati digitali (water credit token, o WTR) registrati su una blockchain pubblica e sostenibile volta a garantire trasparenza, tracciabilità e verificabilità. I crediti sono poi immessi in piattaforme di scambio dedicate, dove possono essere acquistati da altre aziende per compensare la propria impronta idrica o come asset finanziario innovativo.
Dallo standard WTR ai nuovi strumenti di mercato
Il primo sistema internazionale di water credit, standard WTR, è stato introdotto nel 2024 da Hypercube, il gruppo svizzero che ha sviluppato la piattaforma per gestire l'intero ciclo di vita del credito idrico: dalle fasi di misurazione e verifica, fino alla tokenizzazione e al ritiro del credito stesso.
"Questa iniziativa è in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dall'ONU e con i nuovi framework normativi emergenti. Per rafforzare il nostro impegno, inoltre, abbiamo lanciato un bollettino trimestrale che monitora gli sviluppi normativi globali e l'implementazione dei water credits, fornendo insight strategici a tutti gli stakeholder", ha dichiarato Carlo Luison, Partner Sustainable Innovation di BDO.
Il sistema dei crediti – prosegue il comunicato stampa – permette alle aziende di rafforzare le credenziali ESG e adeguarsi alle normative sull'impatto idrico; alle istituzioni di indirizzare i finanziamenti verso progetti efficaci di conservazione e ripristino; alle comunità di migliorare la sicurezza idrica, la resilienza socio-economica e la capacità di adattamento a siccità e alluvioni e agli operatori della finanza di creare prodotti finanziari innovativi e nuove opportunità di trading e soluzioni assicurative.
Dal Brasile all'Italia: l'evoluzione normativa dei water credit
Anche durante la recente Cop30 tenutasi a Belèm è stato sottolineato il ruolo chiave dell'utilizzo efficiente delle risorse nell'agenda climatica.
In questo contesto, il comunicato di BDO Italia segnala infatti l'iniziativa dello Stato brasiliano di Ceará, che si è dichiarato la prima giurisdizione a voler istituire formalmente un mercato locale regolamentato dei water credit, presa di posizione alla quale altri Stati e Paesi sudamericani hanno rapidamente dato seguito.
Inoltre, il Distrito Federal (unità federativa del Brasile) e l'Agenzia Regolatrice delle Acque, Energia e Servizi Igienico-Sanitari di Base (ADASA) hanno firmato il 12 dicembre 2025 con Hypercube SA un Memorandum d'Intesa per avviare la collaborazione nell'implementazione del "Sistema de Créditos Hídricos do Distrito Federal" (SCH-DF) con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza idrica del territorio e a promuovere l'uso dei crediti idrici da parte del settore privato come strumento di compensazione ambientale e generazione di valore.
Anche in Italia il meccanismo volontario dei water credit a standard WTR è stato segnalato come soluzione significativa nel Quaderno del Blue Book, giunto alla quarta edizione, pubblicato a novembre da Fondazione Utilitalis e Utilitalia e presentato in occasione di Ecomondo – Fiera internazionale per la transizione Ecologica e l'Economia Circolare.

