ARTE: transizione energetica sostenibile solo con prezzi equi e filiera efficiente

26 mar 2026
La IV Assemblea dell'Associazione ha sottolineato il ruolo della transizione nelle politiche europee, con focus su bollette, costi e sostenibilità sociale. Servono interventi strutturali e una filiera energetica coordinata, superando i bonus temporanei e valorizzando il ruolo degli operatori. Pichetto: "Incertezza sui mercati, conseguenze tutte da prevedere". Articolo di Rossella Lettieri

La transizione energetica, cardine delle politiche europee, rischia di diventare insostenibile per cittadini e imprese: per supportare concretamente territori, imprese e cittadini in Europa, servono prezzi sostenibili e una maggiore coordinazione della filiera.

Questo il focus della IV Assemblea Nazionale di ARTE "Le rotte dell'energia: nel mare della transizione navigare è un'Arte", svoltasi il 24 marzo a Roma, presso il Grand Hotel Parco dei Principi. L'Associazione Reseller e Trader Energia, che negli anni ha affrontato temi quali l'emergenza gas, la transizione energetica e l'efficienza del patrimonio edilizio, ha riunito istituzioni, operatori ed esperti per una riflessione condivisa.

La giornata ha visto anche l'attesa partecipazione del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha fatto il punto sui mercati energetici globali, i rapporti con gli USA e il ruolo strategico dell'Algeria.

Presentazione dell'Associazione e apertura dei lavori

Ad aprire i lavori sono stati i saluti del Presidente di ARTE, Marco Poggi D'Angelo, e del portavoce Diego Pellegrino, che hanno richiamato il ruolo dell'associazione – oggi composta da 200 soci – nella tutela delle PMI del settore energia. Nel ripercorrere la nascita di ARTE durante la pandemia e le successive crisi geopolitiche, è stata sottolineata l'urgenza di rafforzare l'indipendenza energetica del Paese, anche alla luce delle tensioni internazionali.

Il richiamo al pensiero di Enrico Mattei ha introdotto il tema della sovranità energetica come elemento strategico: "Quando l'energia è nelle mani degli altri, chi comanda sono gli altri".

In continuità con questo intervento, il Presidente di ARERA Nicola Dell'Acqua ha evidenziato la necessità di un dialogo costante tra regolatore e operatori, ribadendo il ruolo dell'Autorità come punto di equilibrio tra istituzioni e utenti finali. L'obiettivo, ha sottolineato, è favorire una maggiore consapevolezza dei consumatori e rendere il mercato più accessibile anche ai non addetti ai lavori.

Su questa linea anche Federico Boschi, Capo Dipartimento Energia del MASE, che ha richiamato l'importanza dell'ascolto di tutti gli attori della filiera. Il recente intervento normativo sul mercato retail – volto anche a contrastare pratiche scorrette, come il telemarketing aggressivo – è stato citato come esempio di collaborazione tra istituzioni e associazioni.

Boschi ha inoltre evidenziato come la sfida della transizione richieda interventi lungo tutta la filiera, dal lato della produzione fino al rapporto con il cliente finale.

Energia: uno strumento di potere geopolitico

Il dibattito ha quindi posto una domanda centrale: in un contesto in cui l'Europa registra i prezzi dell'energia più elevati a livello globale, la transizione energetica può essere socialmente ed economicamente sostenibile?

È emerso dunque come il rischio di perdita di consenso e di competitività industriale sia concreto, soprattutto in confronto a economie come Stati Uniti e Cina. "La sicurezza energetica non è un problema del passato, ma un campo di battaglia economico e globale. Oggi l'energia è uno strumento di potere geopolitico", ha affermato Pellegrino.

Accanto al tema dei costi è stata evidenziata la necessità di considerare gli elementi infrastrutturali e tecnici che rendono possibile un sistema basato sulle rinnovabili, come accumuli, capacità di backup e gestione della volatilità. In questo contesto, il mercato libero è stato descritto non come una criticità, ma come uno strumento da valorizzare, a condizione di garantire trasparenza e tutela dei consumatori.

Prima tavola rotonda – Competizione energetica: tra scenari globali e politiche nazionali

Il primo confronto della mattinata ha approfondito il tema della competizione energetica, mettendo in relazione il contesto internazionale con le politiche nazionali.

In apertura alla tavola rotonda Luca Squeri, Dipartimento Energia di Forza Italia, ha evidenziato la forte dipendenza italiana dal gas e dalle importazioni, sottolineando la necessità di affrontare congiuntamente sicurezza energetica, sostenibilità dei costi, decarbonizzazione e autonomia strategica. In linea con questo approccio, è stato ribadito che la sfida non riguarda la scelta di una singola fonte, ma la costruzione di un mix energetico equilibrato.

"In questa filiera il mercato libero ha una prerogativa: la consapevolezza che il cliente può scegliere. Bisogna operare affinché il rapporto consumatore-venditore sia chiaro e trasparente", ha dichiarato Squeri.

Su un piano più tecnico, Giuseppe Zollino, Energia e Ambiente di Azione, ha richiamato l'attenzione sulla composizione della bolletta energetica, evidenziando come solo una parte dei costi sia direttamente legata alla componente energia. Questo elemento introduce un margine di intervento, soprattutto sul piano regolatorio.

"La concorrenza riguarda la componente energia, sulla quale si può ancora intervenire", ha affermato Zollino.

Il tema del mix energetico è stato ripreso da Silvia Fregolent, Vicepresidente Industria, Senato IV, che ha sottolineato la necessità di una strategia di lungo periodo capace di resistere alle crisi geopolitiche ricorrenti. In questo contesto sono stati evocati anche il ruolo del nucleare e l'importanza delle reti, sempre più centrali anche alla luce dello sviluppo dell'intelligenza artificiale e dei data center.

Il confronto si è poi concentrato più direttamente sulle ricadute economiche e industriali delle scelte energetiche, con Alberto Gusmeroli, Presidente Attività Produttive Camera della Lega, che ha evidenziato alcune criticità strutturali del sistema italiano, sottolineando come il Paese disponga di risorse energetiche non pienamente sfruttate – dal petrolio in Basilicata al gas nell'Adriatico, fino al potenziale dell'idroelettrico – e come ciò incida sulla dipendenza dall'estero. Ha richiamato inoltre l'impatto dei costi energetici sulle imprese, in particolare su quelle energivore, per le quali l'energia può rappresentare fino al 30% del conto economico, con il rischio concreto di delocalizzazione.

Secondo Gusmeroli è necessario un intervento deciso della politica, non solo sul piano delle scelte strategiche ma anche su quello dell'informazione e della consapevolezza degli utenti.

Alberto Pandolfo, Attività Produttive Camera PD ha posto poi l'accento sulla necessità di evolvere dal concetto di sicurezza energetica a quello di sovranità energetica, evidenziando come l'alto costo dell'energia penalizzi un Paese manifatturiero come l'Italia. Ha sottolineato l'importanza di governare la transizione senza contrapporre fonti diverse, ma costruendo un equilibrio tra gas e rinnovabili all'interno di un mix energetico regolato.

Pandolfo ha inoltre richiamato il ruolo della politica nel garantire la tutela dei consumatori – anche attraverso strumenti come il decreto bollette – e nel rafforzare una cultura della sicurezza energetica che renda i cittadini più consapevoli e partecipi.

Infine Riccardo Zucconi, deputato di Fratelli d'Italia, ha richiamato l'attenzione sulla lentezza delle risposte europee e sulla necessità di strumenti più flessibili anche per le imprese, come contratti a termine e servizi di consulenza, per affrontare un contesto sempre più competitivo.

"L'Europa non può continuare a sottostare alle logiche geopolitiche né sottomettersi alla concorrenza globale", ha concluso Zucconi. Centrale, inoltre, la necessità di una chiara definizione dei ruoli lungo la filiera.

Seconda tavola rotonda – Rotte energetiche e scenari geopolitici: il futuro dell'approvvigionamento energetico

Il secondo confronto del convegno ha spostato il focus sulle dinamiche geopolitiche e sulle prospettive di approvvigionamento.

Simona Benedettini, economista dell'energia, ha evidenziato come gli interventi sugli oneri di sistema non eliminino il costo, ma ne modifichino soltanto la distribuzione. In questa prospettiva, ha sottolineato la necessità di introdurre meccanismi innovativi che consentano di modulare nel tempo l'impatto degli investimenti richiesti dalla transizione, rendendoli coerenti con i benefici attesi. Ha inoltre ricordato come tali investimenti derivino in larga parte dagli impegni assunti in sede europea per la decarbonizzazione, in un contesto in cui l'Europa presenta una limitata capacità di incidere sul mercato globale delle materie prime e delle fonti fossili.

Il tema della dipendenza energetica è stato ulteriormente sviluppato da Massimo Nicolazzi, Presidente ISAB, che ha sottolineato come l'Italia resti un Paese fortemente esposto alle dinamiche internazionali, con oltre il 75% del fabbisogno coperto da fonti fossili e una quasi totale dipendenza dalle importazioni. In questo quadro, la diversificazione rappresenta una leva fondamentale, ma non priva di limiti, soprattutto nel caso del gas.

Nicolazzi ha evidenziato come la reale diversificazione sia possibile principalmente attraverso il GNL, per sua natura trasportabile via nave, mentre persistono vincoli strutturali legati alle infrastrutture e ai mercati. Particolarmente significativo il divario di prezzo rispetto ad altri contesti, con il gas in Europa che può arrivare a costare fino a sei volte più che negli Stati Uniti.

Andrea Paltrinieri, Professore all'Università Cattolica di Milano, ha richiamato l'attenzione sulle criticità legate allo stoccaggio a livello europeo e sulle difficoltà derivanti dalla ridotta diversificazione delle forniture, aggravate dall'interruzione dei flussi di gas russo.

Ha inoltre evidenziato come i contratti di medio-lungo termine stipulati da Paesi fornitori come Qatar e Algeria, spesso accompagnati da clausole stringenti, limitino ulteriormente i margini di flessibilità del mercato. In questo contesto, i principali fornitori di ultima istanza restano Stati Uniti e Russia.

Su questa linea Sergio Giraldo, Analista mercati energetici, ha evidenziato come, nell'attuale scenario, ogni nuova fonte energetica non sostituisca le precedenti ma si aggiunga a un fabbisogno complessivo in crescita. Ha inoltre richiamato la necessità di una maggiore trasparenza nelle scelte politiche, evidenziando come i costi della transizione siano stati in parte sottostimati e si riflettano oggi sugli utenti finali, in particolare attraverso gli oneri di sistema.

A chiudere il confronto Carlo Stagnaro, Direttore ricerche e studi IBL, ha posto l'accento sulla composizione della bolletta energetica, evidenziando come al suo interno confluiscano numerose voci non direttamente legate alla fornitura di energia, tra cui gli incentivi alle fonti rinnovabili.

Ha sottolineato la necessità di rafforzare il legame tra responsabilità della spesa e responsabilità del consumo, invitando a una valutazione più attenta dell'efficacia delle politiche di efficienza energetica e decarbonizzazione anche in termini di costi-benefici. In questa prospettiva, ha osservato come alcune misure – come il superbonus – abbiano comportato costi molto elevati per unità di emissioni ridotte, sollevando interrogativi sulla loro sostenibilità complessiva.

Il punto del Ministro Pichetto Fratin

I lavori dell'Assemblea si sono conclusi con l'arrivo del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha evidenziato come tensioni geopolitiche, dazi e criticità nel Golfo Persico, inclusi i danni agli impianti di liquefazione in Qatar, stiano generando forte incertezza nei mercati energetici globali, con effetti ancora difficili da prevedere.

Sul fronte dei rapporti con gli Stati Uniti, il Ministro ha escluso preoccupazioni, sottolineando i punti di forza dell'Italia: la presenza di un grande operatore come Eni, un sistema di approvvigionamento gestito dalle imprese e un'infrastruttura diversificata tra gasdotti e rigassificatori, che consente di acquistare gas a livello globale. La principale sfida, ha sostenuto, resta però legata alla volatilità dei prezzi internazionali di gas e petrolio.

Per quanto riguarda le forniture, Pichetto Fratin ha ribadito il ruolo strategico dell'Algeria come partner affidabile, mentre sui prezzi dei carburanti ha spiegato che sono in corso valutazioni con il MIMIT, in attesa dei dati ufficiali. Infine, su una possibile proroga al 7 aprile, ha precisato che la decisione sarà presa dal governo considerando il quadro complessivo.

Articolo di Rossella Lettieri