Il Water Smart Utility Report fotografa l’evoluzione del servizio idrico tra il 2023 e il 2025: aumentano telelettura, telecontrollo e strumenti di gestione predittiva, mentre fognatura, depurazione e piccoli gestori mostrano ancora margini di sviluppo.
26 punti percentuali: è l’incremento massimo registrato tra il 2023 e il 2025 dagli indicatori di digitalizzazione del servizio idrico analizzati da Utilitalia.
Il Water Smart Utility Report “Il percorso di digitalizzazione del Servizio Idrico in Italia”, presentato al Festival dell’Acqua, evidenzia una crescita degli strumenti digitali, accompagnata però da differenze ancora significative tra territori, comparti e dimensioni dei gestori.
Telelettura e telecontrollo in crescita
L’indagine - come riporta il comunicato stampa della federazione - ha coinvolto 27 gestori, al servizio di circa 26 milioni di abitanti, pari al 44% della popolazione italiana. Nel biennio considerato, quasi tutti gli indicatori risultano in crescita.
La quota di utenze servite da contatori in telelettura è passata dal 14,6% al 33,6%, mentre la rete acquedottistica gestita attraverso una sala di controllo centralizzata è salita dal 49,4% al 75,6%. Aumenta anche la quota di rete dotata di misuratori di pressione collegati al telecontrollo, dal 35,4% al 58,2%.
La rete distrettualizzata e telecontrollata passa dal 38,1% al 53,7%, mentre quella gestita con sistemi di supporto alle decisioni cresce dal 29,6% al 48,2%. Anche i rilevatori fissi di perdite registrano un aumento significativo: dallo 0,6% della rete nel 2023 al 12,5% nel 2025.
Mappatura digitale delle infrastrutture
Il Report evidenzia inoltre un livello ormai elevato di digitalizzazione della mappatura delle infrastrutture. Nel 2025, il 94,8% della rete di acquedotto e il 96,9% della rete fognaria del campione risultano georeferenziati.
Il divario più marcato riguarda invece il comparto fognario. I misuratori di portata online coprono infatti il 21,7% della rete. Secondo il Report, il ritardo è legato anche alla priorità assegnata negli ultimi anni alla realizzazione e all’adeguamento delle opere fisiche necessarie al superamento delle procedure di infrazione europee.
Dalla gestione dei dati alla previsione
Dai casi analizzati emerge una sostanziale convergenza delle strategie adottate dai gestori, con investimenti nella distrettualizzazione delle reti, negli smart meter, nella ricerca delle perdite attraverso sensori acustici e, in alcuni casi, mediante tecnologie satellitari, oltre al potenziamento del telecontrollo.
Il passaggio successivo riguarda l’utilizzo dei dati. Data lake, piattaforme di smart water management, modellazione idraulica, digital twin e intelligenza artificiale consentono di spostare la gestione delle infrastrutture da una logica di monitoraggio a una sempre più predittiva.
Le applicazioni possono riguardare la riduzione delle perdite, l’efficienza energetica, il controllo della qualità dell’acqua e la capacità di risposta alle emergenze. Parallelamente, il crescente numero di sistemi e piattaforme rende necessario rafforzare l’interoperabilità e la cybersecurity.
Dal Fabbro: "La digitalizzazione rappresenta una strada obbligata"
"La digitalizzazione rappresenta una strada obbligata per innalzare il livello dei servizi ai cittadini erogati dalle utility, il che impone di incrementare anche la capacità di difendersi dal fenomeno dei cyber attack", evidenzia il presidente di Utilitalia, Luca Dal Fabbro.
Secondo Dal Fabbro, il PNRR ha contribuito ad accelerare gli investimenti, ma per il prossimo futuro è necessario "costruire un sistema nazionale di monitoraggio della digitalizzazione del servizio idrico", basato su definizioni, metodologie e modalità di raccolta dei dati condivise.
L’obiettivo, spiega il presidente, è poter confrontare le performance dei gestori, definire benchmark e obiettivi progressivi e affiancare agli indicatori sulla diffusione delle tecnologie anche indicatori di risultato, in grado di misurare l’impatto concreto di sensori, piattaforme e smart meter su perdite, qualità del servizio, consumi energetici e resilienza.
Investimenti in crescita
La digitalizzazione si inserisce in una fase di aumento degli investimenti nel servizio idrico. Tra il 2012 e il 2025, gli investimenti pro capite dei gestori industriali considerati dal Report sono passati da 35 a 126 euro per abitante, mentre nel periodo 2021-2025 la crescita è stata del 54%.
Gli investimenti in digitalizzazione delle utilities, compreso il servizio idrico, sono invece aumentati da 421 milioni di euro nel 2022 a 780 milioni nel 2024, raggiungendo circa 1,8 miliardi di euro complessivi nel triennio.
Reti digitali e infrastrutture fisiche
Il Report sottolinea tuttavia che i benefici delle tecnologie digitali restano legati allo stato fisico delle infrastrutture. Secondo i dati ARERA, il tasso medio di sostituzione delle condotte di acquedotto è di circa lo 0,7% l’anno, corrispondente a un tempo teorico di rinnovo superiore a 125 anni.
Per Utilitalia, investimenti digitali e infrastrutturali devono quindi procedere insieme: sensori, piattaforme e strumenti di analisi possono migliorare la gestione delle reti, ma la modernizzazione del servizio richiede anche il rinnovo delle infrastrutture fisiche.

