Acqua pubblica, Torino conferma modello SMAT: gestione senza scopo di lucro

23 set 2026
Riaffermati dal Comune l'affidamento in house e il controllo pubblico su SMAT. Il documento chiede più attenzione a morosità e famiglie in difficoltà, investimenti per ridurre le perdite idriche, tutela delle fonti, monitoraggio dei PFAS e campagne per un uso responsabile dell’acqua.

Tutelare, nelle sedi della Conferenza dei Sindaci di ATO3 Torinese e dell'Assemblea dei Comuni soci di SMAT, la natura pubblica del servizio idrico integrato, la titolarità pubblica e inalienabile delle reti e delle infrastrutture, la gestione del Servizio Idrico senza scopo di lucro. È quanto stabilito in un provvedimento, approvato dalla Sala Rossa del Comune di Torino con 20 voti a favore e 3 contrari, relativo al servizio idrico integrato e all’azienda SMAT che lo gestisce.

Con l’approvazione della mozione, annunciata dal Comune in un comunicato stampa, all’esecutivo di Palazzo Civico viene conferito il mandato di mantenere il modello di affidamento in house providing e il controllo analogo pubblico su SMAT. Ciò viene sottolineato in coerenza con gli articoli 2 e 80 dello Statuto della Città, nonché con la volontà popolare espressa dal Referendum del 2011.

Più attenzione alle fasce fragili e alla gestione delle risorse

Inoltre – scrive il Comune – la Giunta viene impegnata ad attivarsi nei confronti dell’azienda che gestisce il servizio idrico integrato con una serie di richieste, a partire da quella di predisporre e condividere un report annuale contenente le politiche a favore dell'accesso al bene primario ‘acqua’ quale bene universale, con particolare riguardo alle fasce sociali con disagio economico e/o territoriale; l'andamento della morosità complessiva; le attività poste in essere per il recupero dei crediti e l'efficacia delle misure adottate per il contrasto dell'insolvenza; il numero e l'ammontare dei piani di rientro concessi, oltre che di quelli effettivamente rispettati; le misure di sostegno rivolte ai nuclei familiari in situazione di disagio economico, sia quelle previste a livello nazionale sia quelle eventualmente attivate a livello locale, con indicazione di modalità di accesso e numero di beneficiari.

Il documento ribadisce poi il principio della destinazione dell’80% degli utili di SMAT – secondo la previsione statutarie e della Convenzione – a investimenti finalizzati al contenimento delle perdite idriche, all’efficientamento energetico, alla trasformazione digitale della gestione dei servizi acquedottistici dell’ATO 3 – sempre nell’ottica della riduzione delle perdite idriche – nonché al mantenimento della qualità dell'acqua erogata, anche in relazione alla individuazione e monitoraggio di nuovi inquinanti come i PFAS e non solo alle conseguenti norme, sempre più stringenti. dell'Unione Europea.

A SMAT andrà inoltre indirizzata la richiesta di promuovere una programmazione per la protezione delle fonti di approvvigionamento al fine di tutelare le aree di captazione (pozzi e sorgenti) attraverso una pianificazione che includa una stretta collaborazione con Regione, ARPA e Comuni. Questo allo scopo di definire e rafforzare le aree di salvaguardia delle captazioni, dove possono essere imposti vincoli alle attività potenzialmente inquinanti.

Perdite idriche, "chi inquina paga" e sensibilizzazione

Anche il tema della dispersione idrica è all’attenzione del documento, che intende chiedere a SMAT l'impegno a garantire il progressivo avvicinamento al 25% di dispersione della risorsa, anche tramite un percorso di coinvolgimento della cittadinanza.

Viene inoltre segnalata l’opportunità che SMAT e l'ATO 3 Torinese (non appena adottati gli Atti delegati in sede di Commissione Europea e in attesa di pronunciamenti di ARERA) predispongano analisi tecniche sulle possibili metodologie operative del principio 'chi inquina paga', previsto dalla Direttiva UE 2000/60/CE.

Infine – conclude il comunicato stampa – la richiesta all’azienda di intensificare le campagne di comunicazione e le iniziative formative sul tema dell’acqua come risorsa limitata, al fine di sensibilizzare la cittadinanza sull’uso responsabile dell’acqua potabile. Il voto sul provvedimento è stato preceduto da interventi in suo sostegno da parte dei consiglieri e consigliere Borasi, Santiangeli, Ciampolini, Busconi, Viale. Critici gli interventi dei consiglieri De Benedictis e Russi.