Biomasse legnose, AIEL: pellet, legna e cippato competitivi rispetto ai combustibili fossili

10 giu 2026
Le rilevazioni di aprile 2026 evidenziano prezzi in crescita per il pellet ma ancora inferiori a gas e gasolio. Occorrono misure di sostegno per rafforzarne il ruolo nella transizione. Presidente Bussone: "Le biomasse legnose si confermano strumento principale per ridurre la povertà energetica".

Le biomasse legnose continuano a garantire condizioni di competitività economica favorevoli rispetto alle alternative fossili, in un quadro globale caratterizzato da nuovi aumenti dei prezzi dell’energia. È quanto emerge dalle rilevazioni sui prezzi di pellet, legna da ardere e cippato effettuate da AIEL nel mese di aprile 2026.

Nonostante il rialzo registrato dal pellet rispetto allo scorso anno – scrive l’Associazione in un comunicato stampa – tutti i principali biocombustibili legnosi mantengono un vantaggio economico rispetto alle principali alternative.

Pellet: prezzi e competitività

Secondo le rilevazioni AIEL, il prezzo medio nazionale del pellet certificato ENplus A1 in sacchi da 15 kg si attesta ad aprile 2026 a 7,14 euro al sacco, con un incremento del 30% rispetto ad aprile 2025, ma sostanzialmente stabile rispetto alla rilevazione di gennaio 2026.

Nonostante l’aumento, il pellet continua a garantire costi energetici competitivi. Per produrre 1 MWh termico sono necessari circa 208 kg di pellet, equivalenti a circa 14 sacchi da 15 kg, per un costo stimato di circa 99 €/MWh. Nello stesso periodo, il costo del gas naturale si attesta intorno a 115 €/MWh, mentre il gasolio da riscaldamento supera i 190 €/MWh.

Le rilevazioni di AIEL evidenziano differenze territoriali nei prezzi del pellet, dovute a costi logistici e dinamiche locali di mercato: nel Nord Italia il prezzo medio è di 7,10 euro a sacco, mentre nel Sud e nelle Isole sale a 7,34 euro. Anche il pellet consegnato in autobotte resta competitivo: ad aprile 2026 il prezzo medio nazionale è di 497 euro a tonnellata IVA inclusa, in aumento del 23% rispetto all’anno precedente, con un costo energetico pari a 103,5 euro/MWh, inferiore alle principali alternative fossili.

“Negli ultimi anni le tensioni internazionali e la volatilità dei mercati energetici hanno avuto effetti pesanti su famiglie e imprese, contribuendo ad aggravare il fenomeno della povertà energetica. I numeri mostrano che le biomasse legnose continuano a essere un’alternativa economicamente vantaggiosa rispetto ai combustibili fossili. Anche nel caso del pellet, nonostante il rialzo registrato rispetto allo scorso anno, i costi restano ben inferiori rispetto a gas naturale e gasolio. Per questo riteniamo necessario che le istituzioni sostengano con maggiore decisione il settore, ad esempio attraverso una riduzione dell’IVA sul pellet al 4%, misura che contribuirebbe a contenere i costi per le famiglie e a rafforzare la competitività di una fonte energetica rinnovabile già oggi ampiamente utilizzata nel Paese”, ha dichiarato Marco Bussone, presidente di AIEL.

Legna da ardere: stabilità e risparmio

La legna da ardere si conferma tra le fonti più economiche per il riscaldamento domestico. Ad aprile 2026 il prezzo medio della legna in classe A1 è di 217 euro a tonnellata (-4% rispetto al 2025), la classe A2 si attesta a 202 euro (+1%) e la classe B a 151 euro (-2%). Per un’abitazione con un fabbisogno di 10 MWh termici annui, la spesa media per il riscaldamento a legna è di circa 550 euro l’anno, con risparmi del 50% rispetto al gas naturale e fino al 70% rispetto al gasolio.

Cippato: la soluzione più conveniente

Il cippato – conclude AIEL – resta la soluzione più conveniente per edifici medio-grandi e usi industriali, con un costo energetico di circa 35 euro/MWh. Per una bifamiliare da 20 MWh annui, il riscaldamento a cippato classe A1 costa circa 700 euro all’anno, con risparmi fino al 70% sul gas naturale e all’80% sul gasolio. I prezzi al consumo sono pari a 156 euro a tonnellata per il cippato A1 (+14%) e 106,6 euro per la classe A2, sostanzialmente stabile.