L'impianto, convertito attraverso un accordo di co-sviluppo e co-investimento, contribuirà alla strategia di decarbonizzazione di Bracco Imaging. La produzione annua prevista equivale a circa il 35% del gas naturale utilizzato nello stabilimento di Ceriano Laghetto per la generazione di vapore, con una riduzione stimata delle emissioni di circa 8.000 tonnellate di CO₂ equivalente all'anno per 15 anni.
Inaugurato da Genera New Energy e Bracco Imaging un impianto di produzione di biometano in Toscana. Il progetto – annunciato dal Gruppo Genera in un comunicato stampa – rappresenta una delle iniziative strategiche del percorso di lungo periodo intrapreso da Bracco per la riduzione delle emissioni e coniuga il coinvolgimento diretto dell'azienda con le competenze di Genera New Energy nell'investimento, nello sviluppo e nella gestione di infrastrutture energetiche sostenibili.
Nell'ambito di un accordo di acquisto di biometano (Biomethane Purchase Agreement), Bracco si assicurerà, attraverso Garanzie d'Origine certificate, gli attributi di rinnovabilità del gas associati all'intera produzione di biometano dell'impianto.
La produzione annua prevista equivale a circa il 35% del gas naturale attualmente consumato dalla centrale termica dello stabilimento Bracco di Ceriano Laghetto per la generazione del vapore utilizzato nei processi produttivi.
Sulla base degli attributi di rinnovabilità certificati acquisiti attraverso l'accordo di acquisto di biometano, si prevede che il progetto contribuisca a evitare emissioni pari a circa 8.000 tonnellate di CO₂ equivalente all'anno, associate alla produzione di vapore, per i prossimi 15 anni.
Bracco – si legge nella nota – ha inserito il biometano nella propria roadmap per la riduzione delle emissioni del 2024, individuandolo come una soluzione in grado di contribuire alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra associate alla generazione di vapore. Nel marzo 2025, l'azienda ha sottoscritto con Genera New Energy un accordo di co-sviluppo e co-investimento per la conversione dell'impianto Greenway esistente. I lavori di conversione, avviati nel marzo 2025, sono stati completati nel settembre 2026.
Attraverso Genera New Energy, Società Benefit, il Gruppo ha investito insieme a Bracco nella conversione dell'impianto, guidandone lo sviluppo, mentre Greenway è responsabile della gestione operativa.
Una collaborazione multidisciplinare di lungo periodo
“Questo progetto rappresenta un passo importante nel nostro impegno per ridurre le emissioni di gas a effetto serra associate alle nostre attività produttive, trasformando la nostra strategia di sostenibilità in azioni concrete e portando avanti, al contempo, la trasformazione delle nostre attività industriali. Il nostro coinvolgimento diretto nello sviluppo dell'impianto fin dalle prime fasi del progetto e la proficua collaborazione con il nostro partner Genera New Energy ci hanno consentito di raggiungere gli obiettivi prefissati in termini di costi e tempistiche”, ha dichiarato Marco Lupi, Head of Global Technical Operations di Bracco Imaging.
“Questo risultato testimonia un'ampia collaborazione di lungo periodo tra team multidisciplinari delle due aziende, in un settore pionieristico caratterizzato da un quadro normativo in continua evoluzione”, ha aggiunto Emiliano Di Penta, Energy Management Director di Bracco Imaging.
“Questo progetto incarna la missione di Genera: supportare attivamente i nostri clienti nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, contribuendo al contempo a rafforzare la sicurezza energetica e la competitività dei costi nel lungo periodo”, ha commentato Paolo Potenza, AD di Genera New Energy.
“Con il completamento dell'impianto entriamo ora nella fase operativa, con l'obiettivo di garantire prestazioni affidabili, efficienti e durature, creando al contempo valore per il territorio. È questo il nostro modo di contribuire concretamente alla lungimirante strategia di Bracco per la riduzione delle emissioni”, ha concluso Valentina Crivellari, Chief Operating Officer di Genera New Energy.
In conformità alla normativa vigente, l'impianto utilizza sottoprodotti agricoli, effluenti zootecnici e colture energetiche come materie prime per la produzione di biometano. Il digestato derivante dal processo è destinato a impieghi agricoli, favorendo un utilizzo più efficiente delle risorse locali.

