Secondo la Community Biometano del Gruppo TEHA, senza coordinamento il settore rischia di rallentare la decarbonizzazione e perdere peso nelle politiche energetiche nazionali. Occorre trasformare il biometano in un asset energetico strategico, superando la frammentazione del settore. Centrale lo sviluppo di contratti di lungo periodo per stabilizzare il mercato e valorizzare le Garanzie d’Origine.
Trasformare il biometano da attività accessoria dell’agricoltura ad asset energetico strategico nazionale. È questo l’obiettivo centrale individuato dalla Community Biometano di TEHA Group (The European House – Ambrosetti) per definire una strategia comune di fronte alle sfide poste dal recente Decreto Bollette.
Per rispondere con urgenza a questo scenario, la Community, come si legge in un comunicato stampa, ha individuato, tra le priorità d'azione immediate, la creazione di una massa critica di operatori capace di superare la frammentazione del settore e proporre un’alleanza di mutuo vantaggio con i grandi consumatori industriali (Hard-to-Abate).
Contratti di lungo periodo e criticità strutturali
In quest'ottica, per superare le tensioni del Decreto Bollette, la Community ritiene prioritario definire modelli contrattuali di lungo periodo (BPA) che garantiscano stabilità ai produttori e offrano all'industria un reale vantaggio competitivo.
Senza questo coordinamento, non sono incentivati a favorire una contrattazione bilaterale con i grandi consumatori privilegiando la vendita del gas sul mercato a pronti dell'energia (spot market), una scelta che svuota di valore le 'Garanzie d’Origine': senza un legame contrattuale solido, infatti, la patente di sostenibilità del gas non può essere usata dalle imprese Hard-to-Abate per ridurre le tasse sulle emissioni (ETS).
Così, scrive TEHA, il biometano viene prodotto ma l'industria italiana non può usarlo per decarbonizzarsi, frenando la transizione del Paese e vanificando gli investimenti pubblici già messi in campo.
“Il biometano non è più un’attività ancillare all’agricoltura. Rimane certamente sinergico e funzionale alla competitività del mondo agricolo, ma oggi deve rispondere a logiche operative, commerciali e finanziarie proprie di un settore energetico-industriale”, ha affermato Alessandro Viviani, referente della Community Biometano di TEHA Group.
Secondo TEHA, il lavoro delle organizzazioni è stato importante, ma l’evoluzione industriale evidenzia criticità strutturali (come prezzi minimi e digestato) e il settore rischia di non incidere sulle politiche nazionali.
La finalità della Community è dunque favorire una collaborazione stabile lungo tutta la filiera, riducendo il rischio complessivo degli investimenti e rafforzando il riconoscimento del biometano come pilastro della transizione energetica italiana.

