Biometano per autotrazione, Federmetano chiede l'inclusione nel Decreto Carburanti

31 mar 2026
Federmetano sollecita il Governo a correggere il Decreto Carburanti, denunciando l'esclusione del biometano dagli interventi di sostegno. La Federazione chiede misure immediate, tra cui l'annullamento dell'IVA e l'introduzione di un credito d'imposta, per garantire equità e tutelare un settore strategico per la transizione energetica.

Il 18 marzo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Carburanti, che introduce una riduzione delle accise su benzina, gasolio e GPL per contenere l’aumento dei prezzi legato alle tensioni in Medio Oriente. Tuttavia, secondo Federmetano, il provvedimento solleva perplessità: da un lato include il GPL, nonostante prezzi sostanzialmente stabili, dall’altro esclude completamente il biometano per autotrazione, sia gassoso sia liquido, lasciando scoperto un settore rilevante per il trasporto sostenibile.

Come scrive Federmetano in un comunicato, però, nonostante circa un milione di famiglie italiane utilizzi auto a biometano e il prezzo del gas sia aumentato sensibilmente (da 35,1 a 62,6 €/MWh), con conseguente rialzo dei prezzi al pubblico, il settore resta privo di sostegni. La situazione è ancora più critica per il trasporto pesante a GNL, penalizzato dall’assenza di incentivi — a differenza del gasolio — nonostante i maggiori costi dei mezzi e i rilevanti benefici ambientali, tra cui la drastica riduzione delle emissioni fino all’azzeramento della CO₂.

Le richieste della Federazione al Governo

A tal proposito la Federazione si chiede il motivo per cui la filiera del biometano per autotrazione sia deliberatamente esclusa, e rivolge un appello al Governo e alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché intervengano con urgenza per ristabilire condizioni di equità e ripristinare una situazione che si configura anche come un'alterazione delle regole di mercato a danno del nostro settore, delle famiglie e delle imprese.

Federmetano, nel comunicato, chiede l’annullamento dell’IVA per lo stesso periodo in cui è prevista la rimodulazione delle accise; il riconoscimento di un credito d'imposta, analogamente a quanto previsto per il gasolio.

Una risposta immediata è necessaria, scrive Federmetano, per evitare che una scelta industriale, tutta italiana, che produce investimenti e lavoro e che è ambientale virtuosa venga penalizzata.