La posizione, approvata con 464 voti favorevoli, prevede anche modifiche alla gestione dei proventi e misure specifiche per i Paesi meno sviluppati. Sul Fondo temporaneo per la decarbonizzazione, il Parlamento chiede di anticiparne l’operatività al 2027 e di ampliarne l’accesso ai produttori di fertilizzanti e agli operatori a valle.
Il Parlamento europeo sostiene la proposta della Commissione di estendere l’ambito di applicazione del meccanismo di adeguamento del carbonio (CBAM) oltre le materie prime di base a un ampio elenco di prodotti a valle – prodotti finiti in acciaio e alluminio come elementi di fissaggio, fili metallici, molle e articoli per la casa – estendendolo ulteriormente rispetto a quanto proposto dalla Commissione.
È quanto annunciato in una nota dal Parlamento, che con 464 voti favorevoli, 50 contrari e 159 astensioni chiede inoltre l’introduzione di un’esenzione per i flussi di energia elettrica provenienti da Paesi extra-UE utilizzati dai gestori delle reti per mantenere la stabilità della rete.
I deputati propongono di abbassare la soglia oltre la quale piccole modifiche a un prodotto sono considerate un’elusione. Vogliono inoltre consentire alla Commissione di applicare i valori predefiniti del Paese di origine quando viene accertata un’elusione sistematica.
È stata invece respinta la misura di salvaguardia proposta dalla Commissione, che avrebbe consentito di escludere determinati beni dal CBAM in caso di shock dei prezzi. Al suo posto, il Parlamento propone di destinare temporaneamente i proventi del CBAM derivanti dai beni interessati ai settori colpiti.
I deputati – si legge nella nota – chiedono una rendicontazione semplificata per i Paesi meno sviluppati e un quadro per l’assistenza tecnica. Hanno inoltre eliminato la possibilità, proposta dalla Commissione, di utilizzare i crediti di carbonio previsti dall’articolo 6 dell’Accordo di Parigi per compensare gli obblighi derivanti dal CBAM, poiché la questione dovrebbe essere discussa nell’ambito della prossima revisione dell’ETS.
Fondo per la decarbonizzazione, sostegno esteso a fertilizzanti e operatori a valle
Il Parlamento ha inoltre adottato la sua posizione sul Fondo temporaneo per la decarbonizzazione, volto a proteggere i produttori dell’UE sui mercati di esportazione, con 433 voti favorevoli, 97 contrari e 146 astensioni.
I deputati chiedono di erogare il sostegno finanziario del Fondo dal 2027 al 2029, anziché dal 2028 come proposto dalla Commissione. Vogliono inoltre estenderlo ai produttori di fertilizzanti e agli operatori che sostengono costi più elevati legati al carbonio, includendo tra i prodotti ammissibili urea, nitrato di ammonio e solfato di ammonio, considerati strategici per la sicurezza alimentare.
Secondo i deputati, tutti gli operatori a valle – le imprese che utilizzano beni soggetti al CBAM nella loro produzione – dovrebbero poter beneficiare del Fondo. Propongono inoltre di destinare i proventi rimanenti agli impegni internazionali dell’UE per il finanziamento del clima nell’ambito dell’Accordo di Parigi, anziché restituirli agli Stati membri come proposto dalla Commissione.
Il Parlamento è ora pronto ad avviare i negoziati con gli Stati membri dell’UE.
“Questo compromesso rende il meccanismo più forte, equo e resiliente. Abbiamo colmato importanti lacune, rafforzato l’applicazione delle norme contro l’elusione ed esteso l’ambito di applicazione del meccanismo nei settori in cui è più importante. È un pacchetto equilibrato che protegge l’industria europea nel processo di decarbonizzazione, salvaguardando al contempo l’integrità ambientale del meccanismo”, ha dichiarato il relatore sull’estensione del meccanismo CBAM, Mohammed Chahim (S&D, NL).
“Oggi abbiamo compiuto un importante passo avanti per rendere l’Europa un luogo sicuro per gli investimenti nella decarbonizzazione: stiamo ampliando la copertura dei prodotti per rafforzare la parità di condizioni e introducendo norme più rigorose contro l’elusione, in particolare per contrastare lo spostamento delle risorse dalla Cina. Offriamo inoltre una soluzione più solida per gli agricoltori colpiti dai costi dei fertilizzanti e un sistema di sostegno alle esportazioni per proteggere le imprese europee sui mercati in cui i loro concorrenti non pagano un prezzo del carbonio”, ha aggiunto il relatore sul fondo temporaneo per la decarbonizzazione, Pascal Canfin (Renew, FR).

