Il convegno organizzato a Imola ha riunito ARERA, gestori del servizio idrico, istituzioni e specialisti per discutere le sfide della resilienza idrica, dell'efficienza delle reti e della tutela della risorsa. Focus sul progetto BLUE RECHARGE, dedicato alla ricarica delle falde e ai crediti blu, insieme alle tecnologie predittive per ridurre le perdite e migliorare la gestione delle infrastrutture.
Tutelare una risorsa essenziale e, allo stesso tempo, renderne la gestione più efficiente e sostenibile, mettendo in relazione indirizzi normativi, innovazione tecnologica e competenze operative. È stato questo il filo conduttore del convegno “L’acqua da risorsa naturale a diritto universale. Tutela dell’acqua, conservazione e crediti blu”, promosso da Cefla Engineering – realtà del Gruppo Cefla attiva nella progettazione, realizzazione e gestione di impianti e infrastrutture civili e industriali, comprese reti energetiche e idriche per le multiutility – in collaborazione con Certiquality, e svoltosi presso l’Auditorium Cefla di Imola.
L’appuntamento, scrive Cefla in un comunicato stampa, è stato dedicato alle sfide che interessano la gestione della risorsa idrica, sempre più centrale di fronte agli effetti della crisi climatica, alla pressione crescente degli utilizzi civili, agricoli e industriali e alla necessità di intervenire sull’efficienza delle reti.

Gestione della risorsa idrica e focus dell'incontro
Ad aprire la giornata Massimo Milani, Managing Director di Cefla Engineering. Al confronto hanno partecipato: Alessandro Bratti, componente del Collegio di ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente); Sabrina Melandri e Leonardo Froio di Certiquality; Alessandro Bosso di ART-ER (Attrattività Ricerca Territorio); Francesco Cavazza del CER; Paolo Gelli, Responsabile Operations Idrico Emilia del Gruppo Hera; Daniele Bressan di Uniacque (Servizio Idrico Integrato Bergamo); Alessandro Sciurti di CAFC (Servizio Idrico Integrato Friuli); Andrea D’Anna di MM (Servizio Idrico Integrato Milano); Omar Milighetti di Nuove Acque (Servizio Idrico Integrato Arezzo); Daniele Sarro di Cefla.
Il convegno ha preso le mosse dal quadro europeo per la tutela e la gestione sostenibile dell’acqua, dalla direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane alla revisione della Direttiva quadro sulle acque, fino alla Strategia europea per la resilienza idrica. In questo contesto, Alessandro Bratti di ARERA ha approfondito il rapporto tra tutela della risorsa e sistemi tariffari, affrontando il tema dell’economia dell’acqua, mentre Sabrina Melandri di Certiquality si è concentrata sul valore strategico della risorsa idrica nei percorsi di sostenibilità.
Dalla cornice normativa ed economica l’attenzione si è poi spostata sulle soluzioni per la conservazione della risorsa. Alessandro Bosso di ART-ER, Francesco Cavazza del CER e Leonardo Froio di Certiquality hanno presentato BLUE RECHARGE, progetto dedicato alla ricarica delle falde acquifere e ai crediti blu, portando al centro del dibattito strumenti e approcci innovativi per la gestione e la valorizzazione della risorsa idrica.
Ampio spazio – scrive Cefla – è stato dedicato anche alle esperienze dei gestori del servizio idrico, con uno sguardo alle diverse esigenze dei territori. Daniele Bressan di Uniacque ha affrontato il ruolo del bilancio di sostenibilità nel servizio idrico integrato; Alessandro Sciurti di CAFC le complessità della gestione del servizio in un territorio che si estende dalle Alpi al Mar Mediterraneo; Andrea D’Anna di MM il riuso delle acque reflue e il contributo dell’economia circolare; Omar Milighetti di Nuove Acque il rapporto tra tutela della risorsa, gestione delle perdite di rete ed efficienza energetica; Paolo Gelli di Gruppo Hera il tema della qualità dell’acqua, con un approfondimento sui piani di monitoraggio, sulla sicurezza idrica e sull’approccio basato sul rischio.
Da ultimo, il ruolo delle tecnologie e dell’efficienza nella gestione delle infrastrutture, con Daniele Sarro di Cefla che ha illustrato le tecniche predittive applicate alla ricerca delle perdite.

Le parole dei partecipanti all'evento
“Oggi non possiamo più permetterci un approccio puramente reattivo; è necessario guidare un vero e proprio cambio di paradigma verso l’ingegneria predittiva, che deve essere sostenuta da strumenti normativi ed economici idonei”, ha affermato Massimo Milani, Managing Director di Cefla Engineering.
“La tutela della risorsa idrica passa anche dalla leva economica. Con la regolazione della qualità tecnica, ARERA ha orientato gli investimenti dei gestori verso gli obiettivi europei, dalla riduzione delle perdite alla depurazione, mantenendo l’equilibrio tra sostenibilità degli interventi e tutela degli utenti, con un’attenzione ai costi che finiscono in tariffa. In questo contesto, l’Autorità ritiene interessanti le applicazioni di titoli quali i Certificati blu per migliorare la qualità della risorsa idrica”, ha commentato Alessandro Bratti, componente del Collegio di ARERA.
“La disponibilità di risorsa idrica è oggi un tema strategico e i meccanismi che favoriscono interventi di ricarica della falda acquifera possono fornire soluzioni operative di supporto alle politiche di resilienza”, ha aggiunto Alessandro Bosso, Attrattività Ricerca Territorio – Area Sviluppo Sostenibile, ART-ER.
“L’acqua non deve essere considerata una risorsa scontata, ma un tema strategico per qualsiasi tipo di azienda. Misurarla bene è il primo passo per gestirla, e gestirla bene crea valore per l’azienda e anche per tutti gli stakeholder interni ed esterni: dipendenti, fornitori, clienti, comunità locali e Pubblica Amministrazione”, ha concluso Sabrina Melandri, Responsabile Sostenibilità Ambientale di Certiquality.

