L'associazione propone il riallineamento delle accise per sostenere i biocarburanti avanzati e l'estensione dei crediti d'imposta al GNL e al metano per garantire equilibrio competitivo nell'autotrasporto. Centrale la necessità di strumenti di monitoraggio coerenti con le dinamiche reali della logistica primaria, rafforzando trasparenza e tracciabilità lungo tutta la filiera.
Le aziende della logistica primaria sono price taker: pur essendo infrastrutture strategiche, gestiscono lo stoccaggio e la movimentazione dei carburanti senza margini di influenza sui prezzi. Per questo ogni strumento di monitoraggio deve considerare le reali dinamiche operative e distinguere tra fenomeni speculativi e oscillazioni determinate da fattori di mercato o geopolitici.
È quanto affermato da Assocostieri, che accoglie con favore il decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33, evidenziandone gli aspetti positivi e avanzando proposte operative su biocarburanti e autotrasporto.
Il documento di osservazioni di Assocostieri
Come annunciato in un comunicato stampa, l’associazione, che rappresenta le imprese della logistica primaria dei carburanti, dei depositi costieri, del GNL e del bunkeraggio marino, ha inviato alla 6ª Commissione Finanze e Tesoro del Senato un documento di osservazioni nell’ambito della discussione del provvedimento.
“Sul fronte dei biocarburanti, l’attuale configurazione del mercato sta determinando un rallentamento della domanda di HVO prodotto da materie prime avanzate e ‘double counting’, a favore di soluzioni con minore contenuto ambientale. È un segnale che merita attenzione, perché rischia di penalizzare gli investimenti già realizzati dagli operatori e di allontanare il settore dagli obiettivi di decarbonizzazione”, ha dichiarato Dario Soria, Direttore Generale di Assocostieri.
Il documento sottolinea come la distinzione tra prodotti “single counting” e “double counting” possa penalizzare le soluzioni più sostenibili, riducendo la domanda di HVO avanzato. Assocostieri propone quindi un riallineamento delle accise per valorizzare i prodotti a maggiore impatto ambientale, sostenere gli investimenti già effettuati e favorire la transizione ecologica nel settore dei trasporti.
“Nel comparto dell’autotrasporto l’attuale assetto degli interventi rischia di alterare le condizioni di competitività tra le diverse alimentazioni. L’estensione del credito d’imposta anche al GNL consentirebbe di riequilibrare il quadro, evitando effetti di spiazzamento e garantendo continuità agli investimenti in una tecnologia già disponibile e coerente con il percorso di riduzione delle emissioni”, ha aggiunto Soria.
Biocarburanti, GNL e richieste per il settore
Assocostieri chiede di estendere crediti d’imposta e agevolazioni fiscali al GNL e al metano, allineandoli alle misure già previste per benzina, GPL e gasolio, favorendo la diffusione di mezzi più sostenibili senza creare squilibri tra carburanti. Gran parte del parco circolante dei veicoli pesanti – scrive l’Associazione – resta sotto gli standard Euro IV e le immatricolazioni di mezzi a GNL o elettrici sono ancora limitate.
L’Associazione evidenzia inoltre l’importanza di trasparenza e tracciabilità lungo tutta la filiera, con strumenti informatizzati e collaborazione tra le autorità competenti, per garantire controlli efficaci senza gravare sulle imprese della logistica primaria.
Il pieno effetto del D.L. n. 33 richiede, secondo Assocostieri, un approccio equilibrato che valorizzi la sostenibilità, garantisca condizioni eque tra i diversi carburanti e tenga conto delle dinamiche operative reali delle imprese della logistica primaria.
Biometano: l'appello di Federmetano
Il documento di Assocostieri segue la recente richiesta di Federmetano, che in un appello al Governo e alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sollevato il tema dell’esclusione della filiera del biometano per autotrazione dalle misure previste dal Decreto Carburanti, chiedendo un intervento urgente per ristabilire condizioni di equità e correggere una situazione ritenuta distorsiva del mercato.
La Federazione ha proposto l’annullamento dell’IVA per il periodo interessato dalla rimodulazione delle accise e il riconoscimento di un credito d’imposta analogo a quello previsto per il gasolio. Secondo Federmetano, una risposta immediata è necessaria per evitare di penalizzare una filiera nazionale che genera investimenti, occupazione e benefici ambientali.

