Nell’ambito della Summer School del progetto europeo MUWALI, tecnici e amministratori locali di 12 municipalità libiche hanno visitato il depuratore di Cremona per approfondire i modelli di gestione del ciclo idrico, dalla digitalizzazione della rete alla depurazione e al riutilizzo irriguo delle acque affinate. La tappa cremonese è stata l’unica attività di formazione tecnica del programma svolta fuori dal Trentino.
Ospitata da Padania Acque, nell’ambito della Summer School promossa da MUWALI (Municipal Water Systems Development for Local Impact), progetto di cooperazione internazionale finanziato dall'Unione Europea, una visita tecnica di alto profilo rivolta a una delegazione, composta da tecnici e amministratori locali di 12 municipalità libiche.
La delegazione è stata accompagnata dal professor Gianni Andreottola, ordinario di Ingegneria Sanitaria Ambientale presso l'Università di Trento, affiancato da docenti universitari, funzionari della Provincia Autonoma di Trento e referenti dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).
La visita al depuratore di Cremona, annunciata da Padania Acque in una nota, ha costituito l’unica tappa di formazione tecnica effettuata al di fuori del territorio trentino, scelta dai promotori del progetto per osservare dal vivo un modello industriale di depurazione e riutilizzo irriguo delle acque affinate.
Il Progetto MUWALI
Il progetto – scrive Padania Acque – punta a rafforzare la gestione locale delle risorse idriche in Libia attraverso l'elaborazione di Piani di Gestione Integrata, la digitalizzazione dei dati e l’impiego di fonti idriche non convenzionali per contrastare la scarsità d'acqua.
Coordinato da AICS, il programma affianca il Ministero del Governo Locale libico e 12 Comuni (Al Beyda, Al Kufra, Al Marj, Bani Walid, Ghariyan, Ghat Centre, Sebha, Tajoura, Tobruk, Tokra, Traghen e Zliten) a un partenariato italiano guidato dalla Provincia Autonoma di Trento, dall’Università di Trento e dal Centro per la Cooperazione Internazionale.
Depurazione e riuso in agricoltura
Accolti dal Direttore Generale Stefano Ottolini, i partecipanti sono stati guidati dal Direttore Tecnico, Giovanni Sala, affiancato dagli ingegneri Andrea Ghidoni e Andrea Lobba, rispettivamente responsabili del Servizio Depurazione e del Servizio Impianti Acquedotto, in un approfondimento operativo sul funzionamento del ciclo idrico integrato.
I tecnici di Padania Acque hanno illustrato l'architettura del Smart Water Management System (SWMS) per il monitoraggio in tempo reale della rete acquedottistica suddivisa in 208 distretti, oltre ai processi avanzati di potabilizzazione e depurazione. La giornata – si legge nel comunicato – è proseguita con la visita guidata presso l’impianto di depurazione di Cremona che, con un volume trattato di circa 10 milioni di metri cubi all’anno, restituisce al reticolo idrico di bonifica oltre 3,1 milioni di metri cubi annui di acqua affinata ad alta qualità, idonea al riutilizzo irriguo in agricoltura.
“L'efficienza dei processi di depurazione e la restituzione dell’acqua depurata al comparto agricolo rappresentano risposte concrete alle sfide della scarsità idrica. Mettere le nostre competenze a disposizione di amministratori e tecnici impegnati nello sviluppo delle proprie comunità locali trasforma la gestione dell'acqua in una vera opportunità di crescita e confronto professionale”, ha dichiarato Giovanni Sala, Direttore Tecnico di Padania Acque.

