L'intervento, seguito dal Commissario straordinario Stefano Orlandini, punta a rafforzare la capacità di accumulo idrico e la resilienza infrastrutturale in risposta agli effetti dei cambiamenti climatici. La documentazione è disponibile sul portale TED della Commissione europea.
Pubblicata dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale la documentazione di gara relativa all’affidamento della prima fase del Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (PFTE) della Diga di Vetto.
La procedura – annunciata dal MIT in una nota – riguarda una prima parte del PFTE ed è finalizzata allo sviluppo del quadro conoscitivo e tecnico necessario al prosieguo della progettazione dell’intervento che sarà seguito dal Commissario straordinario Stefano Orlandini e che prevede, tra l’altro, indagini, prove, monitoraggi, rilievi e servizi tecnico-specialistici, secondo quanto previsto dalla documentazione di gara e nel rispetto del quadro normativo vigente.
Nell’ambito delle attività istruttorie saranno considerate e sottoposte a verifica preliminare configurazioni dell’invaso con volumi complessivi fino a 150 milioni di metri cubi, nonché eventuali ulteriori configurazioni ritenute tecnicamente rilevanti ai fini della verifica della fattibilità dell’intervento.
Investimenti e resilienza delle infrastrutture idriche
Le risorse disponibili per la prima fase del PFTE ammontano a 3,2 milioni di euro e l’aggiudicazione della prima fase del PFTE dovrà intervenire entro il 9 novembre 2026.
L’intervento, secondo il ministro Matteo Salvini, assume ancor più rilevanza considerato il contesto attuale segnato dagli effetti dei cambiamenti climatici e dalle crescenti criticità nella gestione della risorsa idrica, che richiede di investire nella capacità di accumulo e nella resilienza delle infrastrutture idriche, che costituisce una priorità nazionale.

