Contestato dalla Commissione un recepimento incompleto della direttiva, a causa di lacune su valutazione dei rischi, tutela dei soggetti vulnerabili e gestione dei contaminanti. Entro due mesi l'Italia dovrà adeguarsi per evitare un possibile aggravamento della procedura.
Inviata dalla Commissione Europea una lettera di costituzione in mora all'Italia per il non corretto recepimento della direttiva sull'acqua potabile. Secondo la Commissione l’Italia avrebbe infatti recepito la direttiva in maniera incorretta e incompleta.
Le carenze dell'Italia
Tra le mancanze nel recepimento, la limitazione della portata della valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione domestici, il rinvio di alcuni obblighi, la mancanza dell'obbligo di informare le persone vulnerabili sulle modalità di accesso all'acqua potabile, la limitazione delle deroghe solo a circostanze debitamente giustificate e al periodo più breve possibile, la mancanza di un valore guida per gestire la presenza di metaboliti non rilevanti dei pesticidi nell'acqua potabile.
Dall’avvio della procedura d’infrazione l’Italia dispone di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione, trascorsi i quali, in assenza di risposta soddisfacente, quest'ultima potrà decidere di emettere un parere motivato invitando lo Stato membro a porre fine alla violazione entro un dato termine.
PFAS nel contesto europeo
La contestazione si inserisce in un quadro più ampio di crescente attenzione dell’Unione Europea sulla qualità dell’acqua potabile, in particolare per quanto riguarda i contaminanti emergenti.
Negli ultimi anni, il tema dei PFAS è diventato centrale nel dibattito regolatorio europeo, con iniziative volte a rafforzare i limiti e la protezione della salute pubblica per spingere gli Stati membri verso standard più rigorosi e un recepimento più uniforme delle norme, rendendo più stringenti i controlli e le responsabilità nazionali.

