Transizione 5.0, domani nuovo tavolo di confronto tra Governo e imprese

31 mar 2026
Convocato dal MIMIT un tavolo con le principali associazioni di imprese per discutere il credito d’imposta Transizione 5.0 2025, mentre Confindustria denuncia tagli e assenza di risorse per le imprese “esodate” e sollecita interventi urgenti sul Dl fiscale.

Una nuova sessione di confronto con le associazioni nazionali d’impresa sul credito d’imposta Transizione 5.0 per il 2025: è quanto annuncia il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero per gli Affari europei, PNRR e Politiche di coesione per domani, mercoledì 1 aprile alle ore 11.00 a Palazzo Piacentini. L’iniziativa segue le decisioni assunte dal Consiglio dei Ministri durante l’approvazione del decreto fiscale e riprende quanto anticipato nel comunicato stampa di Palazzo Chigi dello scorso venerdì.

Secondo quanto sottolinea Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, il nuovo Decreto Legge fiscale apre un fronte delicato tra Governo e sistema produttivo, con ripercussioni dirette sugli investimenti legati alla Transizione 5.0. Le disposizioni introdotte, in particolare quelle relative al credito d’imposta, stanno suscitando forte preoccupazione tra le imprese, sia per le conseguenze economiche sia per le implicazioni sul fronte della certezza normativa.

Tra i principali punti critici evidenziati da Confindustria emergono due questioni centrali. Da un lato, il taglio del credito d’imposta per le imprese che avevano già prenotato gli incentivi; dall’altro, la mancanza di risorse per le cosiddette imprese “esodate” del piano 5.0.

Orsini: “Serve un tavolo urgente, a rischio la fiducia”

A richiamare con forza l’urgenza di un intervento immediato sul tema degli esodati 5.0 è proprio il Presidente Orsini. “Accogliamo con forte preoccupazione l’assenza di risorse dedicate alle imprese esodate nel contesto della Transizione 5.0. Si tratta di un nodo cruciale che non può essere rinviato né ridimensionato”, sottolinea il presidente, ribadendo la necessità di riaprire il confronto istituzionale per confermare quanto già concordato nei mesi precedenti.

“Per questo motivo, chiediamo con urgenza l’avvio, già dalla prossima settimana, di un tavolo di confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti”, aggiunge Orsini.

Al centro della posizione di Viale dell’Astronomia c’è il tema della credibilità degli impegni pubblici. “È fondamentale confermare quanto stabilito lo scorso 27 novembre: le risorse destinate agli esodati 5.0 devono essere garantite integralmente. La fiducia nelle promesse assunte dalle istituzioni rappresenta un elemento imprescindibile”, spiega Orsini, che conclude: “La relazione tra istituzioni e sistema produttivo non può essere compromessa. È necessaria una risposta chiara, rapida e coerente con gli impegni presi”.

Credito d’imposta 5.0: riduzione del 65% e ricadute retroattive

Oltre alla questione delle risorse, il Decreto fiscale introduce modifiche che incidono direttamente sugli incentivi agli investimenti già programmati, come sottolinea il vicepresidente per le Politiche industriali e il Made in Italy, Marco Nocivelli, in una nota in cui evidenzia l’entità delle misure.

“Il decreto fiscale pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale introduce disposizioni altamente penalizzanti per le imprese che hanno prenotato il credito d’imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025”, spiega il vicepresidente.

Nel dettaglio, aggiunge Nocivelli, “il testo prevede una riduzione del 65% del credito d’imposta richiesto. La misura esclude inoltre gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare gli impianti fotovoltaici ad alta efficienza iscritti nel registro ENEA, che le imprese erano state incoraggiate ad acquistare”.

Secondo Confindustria, tale intervento solleva anche criticità di natura giuridica. “Questa decisione, con effetti retroattivi e in contrasto con il principio del legittimo affidamento, penalizza fortemente le imprese che hanno effettuato ingenti investimenti nel 2025, aggravando problemi di liquidità in un contesto economico già complesso”.

Impegni disattesi e incertezza per gli investimenti

La posizione di Confindustria richiama le rassicurazioni ricevute nei mesi scorsi, evidenziando una discontinuità tra quanto annunciato e quanto oggi previsto dal decreto.

“A novembre avevamo ricevuto garanzie dai ministri Giorgetti, Foti e Urso sul fatto che le imprese esodate del 5.0, con progetti coerenti, avrebbero potuto accedere agli incentivi secondo le condizioni del Piano, la cui scadenza era fissata al 31 dicembre 2025”.

Il problema, in sostanza, va oltre la singola misura e investe l’affidabilità dell’intero quadro normativo. “L’impossibilità di fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del Governo mina profondamente la fiducia delle imprese nelle istituzioni e negli strumenti di incentivo, scoraggiando chi intende continuare a investire in Italia”.

Le richieste al Governo: ripristinare le risorse e correggere il decreto

In questo contesto, Confindustria sollecita un intervento tempestivo già durante il passaggio parlamentare del decreto, per riallineare le misure agli impegni assunti.

“Apprendiamo dalle dichiarazioni del MIMIT di questa mattina che sarebbero disponibili ulteriori risorse per l’iperammortamento, ma la nostra priorità rimane il pagamento del debito verso le imprese esodate del 5.0”, aggiunge Nocivelli, concludendo: “Chiediamo quindi al Governo di ristabilire quanto concordato con il tessuto produttivo e industriale italiano al più presto, e comunque entro il passaggio parlamentare, che deve avvenire in tempi rapidi”.