L'EDITORIALE. Risorse idriche ed energia: contrasti, strategie e frontiere dell'IA nel post-PNRR

30 lug 2026
Online il nono numero della Rivista Watergas.it: tutte le novità su energia e idrico. Editoriale di Elena Veronelli.

Risorse idriche, un Paese tra contrasti e nuove strategie

L'Italia dell'acqua è un Paese che non smette di mostrare le sue contraddizioni. L'ultima fotografia scattata dall'Istat restituisce un quadro nitido: mentre i prelievi per uso potabile diminuiscono, le criticità territoriali aumentano, incidendo sulla qualità della vita delle famiglie e sulla sostenibilità dei servizi.

Le disuguaglianze sociali e geografiche si ampliano, e l'agricoltura, già sotto pressione per gli effetti del cambiamento climatico, continua a essere il settore più esposto alla scarsità idrica. Tema, questo delle criticità nell'agricoltura, approfondito da ANBI nell'ultima assemblea generale, che ribadisce l'urgenza di accelerare gli investimenti nelle infrastrutture idriche, a partire dal Piano Invasi, indicato come uno degli strumenti prioritari per affrontare gli effetti della crisi climatica.

A pesare sul settore idrico ci sono anche le ancora troppo consistenti perdite idriche. Dalla Relazione annuale 2025 di ARERA emerge che si attestano al 42,5%. Tra le criticità, ARERA sottolinea anche una governance troppo frammentata e investimenti ancora insufficienti. L'Autorità richiama quindi la necessità di una pianificazione stabile, di una responsabilità condivisa e di un uso più strategico delle tecnologie, inclusa l'intelligenza artificiale, con l'obiettivo di superare la logica dell'emergenza e costruire una visione di lungo periodo.

In questo contesto, l'acqua non è più soltanto una risorsa: è una infrastruttura strategica. Dalla siccità agli eventi estremi, la gestione idrica entra a pieno titolo nell'agenda della sicurezza nazionale, così come è emerso anche in occasione dell'Acqua Summit 2026, promosso dal Gruppo Il Sole 24 Ore con Watergas Media Partner.

Altro tema affrontato in questo numero è quello della qualità delle acque destinate al consumo umano. Il 2026 segna l'entrata in piena operatività della Direttiva europea del settore: per l'Italia significa confrontarsi con standard più severi e con una situazione ambientale che cambia radicalmente da territorio a territorio. Il Nord deve fare i conti con le conseguenze di contaminazioni industriali storiche; il Sud, invece, affronta una sfida diversa: prevenire ciò che altrove è già accaduto. Acquedotto Pugliese, in una intervista pubblicata su questo numero, illustra lo stato di salute dell'“oro blu” nel Mezzogiorno.

Capitolo Energia: servizi pubblici post‑PNRR e le nuove frontiere dell'IA 

In vista della chiusura della stagione PNRR, si apre una fase nuova per i servizi pubblici locali. Come è emerso nell'assemblea generale di Utilitalia, la sfida non è più solo spendere le risorse, ma consolidare capacità industriale, governance e continuità degli investimenti.

I settori idrico, rifiuti ed energia devono ora dimostrare di saper trasformare gli interventi straordinari in politiche strutturali. Il tema centrale diventa la qualità della regolazione, la stabilità dei piani d'ambito e la capacità di attrarre capitali privati in un quadro di regole certe. Una sfida che deve essere portata avanti tenendo conto che il sistema energetico sta entrando in una fase in cui la complessità diventa strutturale: elettricità, gas, accumuli, rinnovabili, dati e cybersecurity convergono in un unico ecosistema interdipendente.

In questo scenario, il confronto promosso da RSE sulle nuove frontiere dell'intelligenza artificiale offre una chiave di lettura utile anche per il settore water&gas: conoscere il funzionamento dei sistemi intelligenti significa progettare infrastrutture più coordinate, resilienti e sicure.

Ampio spazio viene poi dedicato in questo numero al mercato del GNL e bioGNL, che continua a crescere, spinto dalla diversificazione delle rotte e dalla necessità di ridurre la dipendenza dalle forniture tradizionali, nonché ai porti italiani che stanno diventando infrastrutture energetiche strategiche.

Andando invece al biometano, TEHA Group sottolinea come il traguardo dei 5,7 miliardi Smc di biometano previsto dal PNIEC non è solo un obbligo normativo, ma una opportunità strategica per la sovranità energetica nazionale. Le analisi della Community Biometano mostrano però un rischio concreto: senza un cambio di passo immediato, la produzione si fermerà a 2,6 miliardi Smc, con la possibilità di non raggiungere neppure questa soglia.

Il Paese rischia di non chiudere gli investimenti già incentivati dal DM 2022 e, soprattutto, di non riuscire a utilizzare i fondi PNRR destinati al comparto. In questo numero anche un approfondimento dell'INGV sulla geotermia profonda in Toscana, dove questa risorsa è parte della storia industriale del territorio.

Oggi la sfida è integrare calore geotermico nei distretti produttivi, nelle reti di teleriscaldamento e nei progetti di decarbonizzazione delle aree interne. Un modello che potrebbe diventare riferimento nazionale, soprattutto in vista dei nuovi obiettivi europei sulle rinnovabili.

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