Online l'ottavo numero della Rivista Watergas.it: tutte le novità su energia e idrico. Editoriale di Elena Veronelli.
Dall’Europa all’Italia, il settore idrico accelera tra nuove strategie, investimenti e trasformazione digitale
Il settore idrico sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Dall’Europa all’Italia, cresce l’attenzione verso resilienza, innovazione e sicurezza delle risorse idriche.
L’Unione Europea sta lavorando a una strategia sempre più strutturata per la resilienza idrica: il Comitato europeo delle Regioni ha adottato all’unanimità il suo parere sul tema Strategia europea per la resilienza idrica. Tra le richieste dei leader regionali quella di una gestione delle risorse idriche che sia integrata in modo sistematico in tutti i settori strategici dell’UE applicando un “test dell’acqua” alla legislazione europea.
Anche l’Italia accelera con il PNIISSI, il Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico, che mette in campo oltre 957 milioni di euro per 75 interventi strategici lungo tutto il Paese. Obiettivo: modernizzare reti e impianti, ridurre le dispersioni, migliorare la gestione della risorsa e rafforzare la resilienza delle infrastrutture.
In questo contesto resta forte il divario tra Nord e Sud del Paese, soprattutto sul piano infrastrutturale e gestionale. Per colmare questo gap, la Puglia sta investendo in reti intelligenti, nuovi sistemi di approvvigionamento e depurazione orientata alla rigenerazione. I 13 progetti cofinanziati dall’Unione Europea attraverso il PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027, per un valore complessivo di 430 milioni di euro, puntano a rendere l’intero ciclo idrico regionale più sicuro, sostenibile ed efficiente.
Anche la Calabria si sta muovendo, con una proposta di legge regionale che mira a introdurre un impianto normativo organico finalizzato a trasformare la depurazione da semplice gestione dello scarico a infrastruttura strategica per il recupero della risorsa idrica.
A guidare questa evoluzione nel settore idrico è soprattutto la trasformazione digitale. Oggi innovazione e tecnologie smart sono diventate indispensabili per ridurre sprechi, aumentare l’efficienza e garantire continuità del servizio. In questo scenario anche i droni stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nelle attività di progettazione, monitoraggio e manutenzione delle reti idriche.
Nuovi equilibri energetici: dalla spinta della RED III all’idrogeno al ruolo crescente del GNL
Anche il settore energetico sta vivendo una fase di forte accelerazione, tra nuove strategie europee, transizione industriale e ridefinizione degli equilibri globali.
Tra i temi più rilevanti c’è il recepimento italiano della Direttiva europea RED III, che introduce target vincolanti al 2030 per i combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO), aprendo nuove prospettive per idrogeno verde ed e-fuels e spingendo il sistema energetico verso una progressiva decarbonizzazione.
Sul fronte biometano, il Rapporto EBA 2025 evidenzia una crescita moderata della produzione europea, arrivata a 22 bcm, ma soprattutto un forte slancio degli investimenti, che potrebbero raggiungere i 28,4 miliardi di euro entro il 2030. In Italia, però, instabilità normativa e ritardi autorizzativi rischiano di rallentare l’intero comparto.
Ampio spazio in questo numero è dedicato anche al ruolo crescente del GNL, che sta trasformando profondamente il mercato del gas naturale. Da mercato regionale basato su relazioni di lungo periodo via gasdotto, il sistema sta evolvendo verso un modello sempre più integrato e globale. Oggi il GNL sta emergendo come uno strumento chiave di connessione tra produttori e consumatori, determinando l’equilibrio tra domanda e offerta a livello globale.
Infine, il numero si chiude con uno sguardo alla geotermia, sempre più considerata una delle tecnologie maggiormente promettenti per un futuro energetico stabile e a basse emissioni. Dal teleriscaldamento alle applicazioni a bassa entalpia, questa risorsa offre soluzioni concrete per decarbonizzare edifici e distretti industriali, rafforzando l’autonomia energetica dei territori.
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