A cura di Roberto Bianchini e Andrea Tenconi, Laboratorio REF.
Trasporti su strada e edifici residenziali rappresentano insieme oltre un terzo delle emissioni di gas serra dell’Unione Europea, eppure sono rimasti per vent’anni ai margini delle politiche di carbon pricing europee.
L’ETS2, adottato nell’ambito del pacchetto “Fit for 55”, introduce un cambio di approccio: i fornitori di combustibili fossili saranno soggetti a obblighi di acquisto di permessi di emissione, con costi destinati a trasferirsi sui prezzi finali di gas, benzina e gasolio.
Il suo funzionamento si baserà sul cap-and-trade, così come già accade per l’EU ETS: l’Unione fissa un tetto massimo alle emissioni e distribuisce o mette all’asta permessi, ciascuno equivalente a una tonnellata di CO₂. Le imprese devono restituire ogni anno permessi pari alle proprie emissioni: chi emette più del consentito deve acquistarne altri, chi riduce le emissioni può vendere quelli in eccesso, ottenendo un guadagno dall’efficientamento.
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