La seconda edizione di MonitorCH4 ha evidenziato il ruolo delle imprese e delle tecnologie disponibili nella riduzione delle emissioni di metano del settore energetico, insieme alla necessità di completare il quadro normativo europeo e nazionale. Dall’analisi delle prime rendicontazioni italiane emergono segnali di riduzione delle emissioni, mentre operatori e istituzioni richiamano l’esigenza di definire strumenti tecnici e responsabilità operative per dare piena attuazione al Regolamento UE 1187/2024.
La riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico europeo è possibile grazie all’impegno delle imprese e alla disponibilità di tecnologie avanzate, ma richiede un’accelerazione nell’attuazione del quadro normativo e nei provvedimenti istituzionali di supporto. È questo il principale messaggio emerso dalla seconda edizione di MonitorCH4, l’evento promosso dagli Amici della Terra dedicato al monitoraggio, alla quantificazione e alla riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico.
L’incontro – si legge in un comunicato stampa dell’Associazione – è dedicato al confronto tra i principali attori coinvolti nella normativa energetico-ambientale europea sulle emissioni di metano.
“La seconda edizione di MonitorCH4 conferma l’impegno delle imprese e la disponibilità delle tecnologie per la riduzione delle emissioni di metano del settore energetico nel contesto europeo come previsto dal Regolamento UE 1187/2024”, ha evidenziato Monica Tommasi, Presidente degli Amici della Terra.
Monitoraggio delle emissioni in Italia
Carlotta Basili, coordinatrice del rapporto degli Amici della Terra sullo stato di attuazione del Regolamento in Italia, ha evidenziato come una prima analisi delle relazioni per la quantificazione delle emissioni di metano relative al 2025, trasmesse dalle imprese al MASE nei mesi scorsi, mostri un ulteriore consolidamento del processo di monitoraggio: sono infatti 92 le relazioni già presentate, rispetto alle 87 del primo ciclo relativo al 2024, con l’ingresso di nuovi operatori soprattutto nel settore della distribuzione. Dai dati raccolti – ha affermato Basili – emerge inoltre una significativa riduzione delle emissioni di metano rendicontate in Italia, concentrata principalmente nel segmento della distribuzione.
Tommaso Franci, responsabile energia degli Amici della Terra e coordinatore della mattinata, ha richiamato la necessità di un pieno coinvolgimento delle istituzioni italiane ed europee per proseguire efficacemente nell’attuazione del Regolamento. In particolare, ha sottolineato l’urgenza dell’approvazione del DDL che individua formalmente il MASE come autorità competente, consentendogli di svolgere un ruolo operativo nel coordinamento dei soggetti coinvolti, a partire da ISPRA. Sul piano europeo, ha evidenziato l’esigenza che la Commissione UE completi rapidamente l’adozione dei provvedimenti tecnici attuativi, necessari per definire le tecnologie utilizzabili nel rilevamento delle emissioni, uniformare i format di comunicazione delle imprese e rendere operativo il portale UE per la trasparenza, strumenti la cui attivazione registra già diversi mesi di ritardo.
In apertura l’evento ha portato i saluti Marilena Barbaro, responsabile della direzione generale fonti e titoli abilitativi del MASE, che ha fatto il punto sulle attività di attuazione del regolamento che il MASE sta già portando avanti anche in assenza della designazione formale del ministero come autorità competente.

Il quadro europeo tra impegni e attuazione
"L’Emilia-Romagna è un territorio che può dare un contributo significativo: per la presenza di infrastrutture energetiche, per il tessuto industriale e per le competenze sviluppate anche sul fronte della digitalizzazione e del monitoraggio ambientale. Come Regione siamo impegnati a sostenere percorsi che coniughino transizione energetica, sostenibilità e competitività, accompagnando gli operatori in questa fase di cambiamento e favorendo l’adozione delle tecnologie più avanzate per la rilevazione e la riduzione delle emissioni.
La sfida che abbiamo davanti è accelerare l’attuazione, garantendo al tempo stesso certezza delle regole e qualità degli interventi”, ha concluso l’Assessora Regionale Irene Priolo.
Sadhika Gulati – si legge nel comunicato stampa dell’Associazione – ha presentato per IEA i dati più recenti e aggiornati del Global Methane Tracker mettendo in evidenza che nel mondo continuano ad aumentare le emissioni di metano del settore energetico, il 35% del totale delle emissioni di metano prodotte dalle attività umane, ma che a livello globale aumentano gli impegni sulla riduzione delle emissioni sia da parte dei paesi maggiormente interessati (Global Methane Pledge) sia da parte delle imprese (OGMP 2.0 e OGDC).
Andreas Guth, segretario generale di EUROGAS, ha illustrato il punto di vista degli operatori, evidenziando come il Regolamento sia sostanzialmente attuabile dalle imprese europee, mentre restino criticità sulle scadenze relative alle misure per l’import.
Tecnologie e strumenti per la riduzione
Infine, Georgie Passalaris, stakeholder engagement lead per IMEO - OGMP 2.0 – UNEP, ha presentato i risultati dell’iniziativa volontaria che coinvolge 160 imprese nel mondo, rappresentative del 42% della produzione globale di gas e petrolio. Nel 2025 quasi il 40% della produzione di gas naturale degli aderenti ha già raggiunto il massimo livello di reportistica MRV previsto dal Regolamento UE. OGMP – conclude il comunicato – sta inoltre sviluppando linee guida per supportare operatori e verificatori nell’attuazione delle nuove regole.


