L'incontro, promosso da RSE, intende esplorare il legame tra neuroscienze e IA, evidenziando opportunità e criticità dell'innovazione tecnologica nel settore energetico. Dalla collaborazione tra agenti artificiali alla sicurezza delle infrastrutture è emerso il ruolo strategico dell'IA per efficienza, resilienza e sostenibilità, insieme alla necessità di competenze e sviluppo responsabile.
Comprendere i meccanismi dell’intelligenza umana e artificiale per affrontare le sfide della transizione energetica. Questo l’obiettivo dell’incontro “Nuove frontiere tra neuroscienze e Intelligenza Artificiale”, promosso a Roma, presso la sede del GSE, da RSE con Tomaso Poggio professore del MIT-Massachusetts Institute of Technology di Boston, fisico e informatico, nonché componente del Comitato Scientifico di RSE.
L’evento – come annuncia RSE in una nota, si è svolto alla presenza del Comitato Scientifico RSE, di ospiti del mondo istituzionale e politico e per i ricercatori di RSE, con l’obiettivo di riflettere sulle prospettive date dall’innovazione tecnologica applicata, inserite nell’attuale contesto geopolitico che rende ancora più complesse le sfide dei settori elettro-energetico e della sostenibilità.
“La questione scientifica centrale oggi è capire se una ‘società di menti’ possa essere più intelligente di una mente singola. I risultati, sia teorici sia empirici, indicano che sistemi di agenti artificiali possono collaborare, esplorare problemi complessi e produrre risultati migliori di quelli proposti da altri sistemi di AI, con meno intervento umano e a costi inferiori, aprendo nuove prospettive per la ricerca e per le applicazioni industriali”, ha dichiarato Tomaso Poggio.
Criticità e opportunità dell'AI nel settore energetico
In attesa di una Super AI, scrive RSE, il dibattito ha esplorato tanto le criticità, come l’impatto dell’intelligenza artificiale sui consumi energetici, quanto le opportunità, in termini di ottimizzazione dei sistemi energetici, rispetto a efficienza, affidabilità e sicurezza.
“In un contesto globale segnato da guerre ibride e da esigenze di sicurezza e resilienza delle infrastrutture, l’AI rappresenta una leva strategica. Se progettata correttamente, può contribuire non solo a ottimizzare i consumi, ma anche a rafforzare l’affidabilità e la protezione delle reti. In RSE lavoriamo per applicarla dove può generare benefici concreti, sia nei processi interni, sia a supporto della sicurezza e della resilienza dei sistemi energetici, con un’attenzione costante alla protezione dei dati e alla cybersecurity”, ha commentato l’AD di RSE, Franco Cotana.
“L'apertura del Consiglio Scientifico a personalità di alto profilo introduce uno stimolo all'innovazione nel metodo e nell'organizzazione del lavoro di ricerca”, ha dichiarato Romano Ambrogi, Segretario Scientifico Operativo del Comitato Scientifico RSE.

Il percorso di RSE tra sperimentazione e applicazioni concrete
Nel 2024 RSE ha avviato un percorso sperimentale sull’AI, promosso dalla Direzione, per integrare innovazione, sostenibilità e sicurezza nel settore energetico.
L’approccio punta a inserire l’intelligenza artificiale nei processi aziendali e nella ricerca, con applicazioni già operative e sviluppi futuri verso sistemi più avanzati.
“Un esempio concreto è lo sviluppo di un’AI generativa privata in RSE che ci consente di operare in sicurezza e nel rispetto della privacy. Questo rende anche più efficiente l’uso dell’AI, contribuendo alla riduzione dei consumi energetici. La tecnologia, da sola, però non basta. Servono formazione, consapevolezza e accompagnamento continuo, perché l’adozione dell’AI passa prima di tutto dalle competenze”, ha spiegato Enea Bionda, Coordinatore del Gruppo di Lavoro Progetto AI di RSE.

