Energia, primo trimestre 2026 Saipem: EBITDA in crescita, confermata la guidance

05 mag 2026
L'azienda ha chiuso il primo trimestre 2026 con ricavi in lieve aumento, migliore redditività operativa e utile netto stabile. Confermata la guidance 2026, con prospettive di crescita sostenute da solidi indicatori economici, ma con possibili rischi legati alle tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz.

Approvati dal CdA di Saipem, presieduto da Elisabetta Serafin, i Risultati consolidati al 31 marzo 2026.

Come si legge in una nota dell’azienda, nel primo trimestre del 2026 i ricavi si sono attestati a 3,53 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto allo stesso periodo del 2025. L’EBITDA adjusted ha raggiunto 434 milioni di euro, pari al 12,3% dei ricavi, rispetto ai 351 milioni (10%) dell’anno precedente. Il risultato netto è positivo per 78 milioni di euro, in linea con il primo trimestre 2025.

Sul fronte della struttura finanziaria, la posizione netta post-IFRS 16 è risultata negativa per 23 milioni di euro, ma in miglioramento rispetto a fine 2025; quella pre-IFRS 16 è apparsa invece positiva per 1,217 miliardi di euro, anch’essa in crescita. L’acquisizione di nuovi ordini ha raggiunto i 1,67 miliardi di euro, in calo rispetto al primo trimestre 2025.

Il portafoglio ordini complessivo – scrive Saipem - ammonta a circa 29,6 miliardi di euro, leggermente inferiore rispetto a fine 2025.

Gli investimenti tecnici effettuati nel corso del primo trimestre del 2026 si sono ridotti a 44 milioni di euro (105 milioni di euro nel corrispondente trimestre del 2025), ripartiti in 25 milioni per Asset Based Services, 1 milione per Energy Carriers 1 milione di euro e 18 milioni per il Drilling Offshore.

Guidance per il 2026 e scenari globali

La guidance per il 2026 di Saipem è stata confermata e prevede ricavi intorno ai 15,5 miliardi di euro e un EBITDA adjusted di circa 1,9 miliardi. L’azienda stima inoltre un cash flow operativo, al netto dei canoni di locazione, pari a circa 1 miliardo di euro, a fronte di investimenti per circa 450 milioni. Il free cash flow, sempre al netto dei canoni di locazione, è atteso intorno ai 600 milioni di euro.

Nel comunicato, Saipem ha segnalato infine che un’eventuale prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbe incidere negativamente sulle consegne di componenti critici per i progetti del gruppo, con possibili ripercussioni sulle catene logistiche globali e un potenziale aumento dell’inflazione.

Al tempo stesso, l’attuale contesto di crisi potrebbe rafforzare ulteriormente le prospettive positive degli investimenti energetici a livello globale e generare una domanda aggiuntiva legata alla necessità di ripristinare alcune infrastrutture energetiche in Medio Oriente.