Stoccaggio CO2, Eni: Liverpool Bay CCS completa l’installazione della piattaforma Douglas

19 ott 2026
Le infrastrutture di Liverpool Bay CCS hanno raggiunto circa il 50% del completamento. L’iniziativa punta a contribuire alla decarbonizzazione dei settori industriali hard-to-abate e a sostenere l’occupazione, con oltre 2.000 posti di lavoro durante la costruzione.

Completata da Liverpool Bay CCS l’installazione della nuova piattaforma Douglas CCS nella baia di Liverpool, segnando un passo avanti nella realizzazione del progetto per il trasporto e lo stoccaggio di CO₂ che rappresenta l’infrastruttura portante del cluster di decarbonizzazione industriale HyNet nel Regno Unito.

Ad annunciarlo in un comunicato stampa è Eni CCUS Holding, società partecipata congiuntamente da Eni e Global Infrastructure Partners ("GIP"), parte di BlackRock.

Douglas CCS è la prima piattaforma offshore al mondo progettata appositamente per le attività di Cattura e Stoccaggio della CO2 (CCS) nell’ambito della decarbonizzazione del settore industriale. Ideata per operare come hub offshore del sistema di trasporto e stoccaggio di CO2 (T&S) di Liverpool Bay CCS, convoglierà la CO₂ catturata dagli impianti industriali del Nord Ovest dell’Inghilterra e del Galles del Nord, per poi distribuirla, attraverso una rete di condotte offshore esistenti che saranno riconvertite al trasporto della CO2, nei giacimenti di gas naturale esauriti per il successivo stoccaggio permanente.

Infrastrutture a metà del completamento

La piattaforma è stata completata in meno di 18 mesi dall'assegnazione del contratto grazie a un programma accelerato che ha integrato attività di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e messa in servizio. La nuova struttura comprende topside facilities da 1.885 tonnellate, una struttura jacket di supporto del peso di 1.755 tonnellate e otto pali di fondazione con un peso complessivo di 730 tonnellate, che ne assicurano la stabilità al fondale marino.

La combinazione di infrastrutture di nuova realizzazione e riconvertite – scrive Eni – rappresenta una caratteristica di Liverpool Bay CCS, consentendo al progetto di fare leva in modo efficiente sugli asset offshore esistenti, oltre all'ampia conoscenza dei giacimenti depletati.

L’installazione della piattaforma Douglas CCS rientra in un più ampio programma di costruzione delle infrastrutture di Liverpool Bay CCS, che ha raggiunto circa il 50% del completamento. Il 60% circa del valore complessivo dell'investimento del progetto è destinato alla filiera industriale del Regno Unito, contribuendo a sostenere oltre 2.000 posti di lavoro durante la fase di costruzione e tra 200 e 300 occupazioni stabili durante gli oltre 25 anni di operatività.

Liverpool Bay CCS rientra nel portafoglio di iniziative CCS di Eni CCUS Holding, nella strategia della società volta a sviluppare infrastrutture per il trasporto e lo stoccaggio di CO₂, contribuendo alla decarbonizzazione su larga scala dei settori industriali.

La CCS è un processo tecnologico maturo e sicuro ed è una delle leve fondamentali per la transizione energetica, essendo la soluzione per la decarbonizzazione ad oggi più efficiente ed efficace per supportare le industrie hard-to-abate nella riduzione delle proprie emissioni.