ETS, Jørgensen: motore della transizione e leva per la competitività europea

05 mag 2026
Il Commissario UE ha difeso il sistema ETS, definendolo un successo per clima e industria. Necessario permettere ai Paesi di ricorrere agli aiuti di Stato, le sovvenzioni ai combustibili fossili devono restare temporanee e accompagnate da investimenti nella transizione.

Il Sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS) si conferma il principale motore della decarbonizzazione in Europa. È quanto affermato dal Commissario UE all’Energia Dan Jørgensen durante la presentazione della strategia europea per contenere la crisi dei prezzi energetici.

Il meccanismo, ha spiegato Jørgensen, ha consentito di ridurre in modo significativo le emissioni senza frenare la crescita dei settori coinvolti. Al contrario, non avrebbe prodotto svantaggi competitivi, ma favorito una trasformazione industriale capace di rafforzare la competitività di numerose imprese.

Aiuti mirati e transizione energetica

Jørgensen ha comunque riconosciuto l’impatto della crisi energetica su cittadini e imprese, in particolare sui gruppi più vulnerabili e sui comparti ad alta intensità energetica. In questo contesto, ha sottolineato la necessità di permettere agli Stati membri di ricorrere agli aiuti di Stato per sostenere i soggetti più colpiti.

Tuttavia, qualsiasi forma di sostegno ai combustibili fossili dovrà essere “temporanea e ben mirata”, in linea con l’obiettivo di lungo periodo di abbandono degli idrocarburi. Le misure, inoltre, non dovranno essere isolate, ma integrate da interventi strutturali, come l’elettrificazione, il cambio delle fonti energetiche e il miglioramento dell’efficienza.

Tra gli esempi citati, incentivi per favorire il passaggio dal gas a tecnologie come le pompe di calore e un maggiore utilizzo degli strumenti a disposizione per promuovere l’efficienza energetica. Si tratta, ha concluso il commissario, di strategie già dimostratesi efficaci durante la crisi energetica del 2022.

La posizione dell'Italia

Diversa, nel dibattito europeo sull’energia e la competitività industriale, la posizione italiana. A Bruxelles, durante la riunione dei Paesi “Friends of Industry”, il Ministro Adolfo Urso ha chiesto una revisione del sistema ETS, sollecitandone la sospensione. Nel mirino i parametri sulle emissioni, i criteri di assegnazione delle quote e il calendario per la progressiva eliminazione delle quote gratuite.

"Il sistema ETS, così come concepito, rappresenta un'ulteriore tassa a carico delle imprese europee, incidendo sui costi e limitandone la competitività", ha affermato il Ministro Urso.