Agroalimentare, Relazione Enpaia: previdenza agricola, investimenti e lavoro essenziali per la transizione

17 giu 2026
Dalla sostenibilità del sistema previdenziale agli investimenti nell'economia reale, la Relazione annuale 2026 della Fondazione Enpaia, presentata al Senato, ha evidenziato, tra le priorità, la necessità di creare condizioni più favorevoli per gli investimenti produttivi, di contrastare il declino demografico e di rafforzare la qualità del lavoro per lo sviluppo dei territori. Articolo di Rossella Lettieri

Rafforzare le capacità del settore agroalimentare per affrontare le sfide delle tensioni geopolitiche, dal cambiamento climatico e dal cosiddetto "inverno demografico", valorizzando al tempo stesso gli investimenti nell'economia reale, la qualità del lavoro e la tutela degli iscritti.

Questi i principali obiettivi messi in luce durante l'evento di presentazione della Relazione annuale 2026 della Fondazione Enpaia, svoltosi il 16 giugno a Roma, presso la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato "Giovanni Spadolini" a Palazzo della Minerva.

L'incontro ha offerto l'occasione per riflettere sul ruolo della previdenza agricola e sul contributo che gli enti previdenziali possono dare allo sviluppo del Paese, offrendo un quadro aggiornato sull'andamento della Fondazione alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, delle parti sociali e del mondo produttivo.

Apertura dei lavori: governance degli investimenti e prevenzione del rischio

Ad aprire i lavori è stato il Presidente della Fondazione Enpaia, Giorgio Piazza, che ha introdotto la Relazione e richiamato l'impegno dell'ente nella razionalizzazione degli investimenti del patrimonio immobiliare, con l'obiettivo di reinvestire le risorse in asset più competitivi. Piazza ha ricordato inoltre come l'Osservatorio Enpaia-Censis confermi la centralità dell'economia reale: il 93% degli italiani considera infatti il cibo sano un investimento per la salute.

Il Presidente ha poi sottolineato la necessità di rafforzare la governance degli investimenti e di adottare un sistema di vigilanza sempre più orientato alla prevenzione del rischio. In questa direzione si inseriscono il miglioramento dei processi organizzativi interni, l'adeguamento del modello organizzativo al decreto legislativo 231 e il regolamento approvato il 23 gennaio 2026.

Parallelamente, ha concluso Piazza, la Fondazione continua a investire nel capitale umano e nella modernizzazione delle infrastrutture informatiche per migliorare la qualità dei servizi e rispondere alle esigenze degli iscritti, anche in una dimensione internazionale.

Lavoro, demografia ed economia reale

Nel suo intervento, Annamaria Furlan, vicepresidente della Commissione parlamentare per il controllo sull'attività degli enti di previdenza, ha evidenziato come Enpaia abbia dimostrato resilienza in anni segnati da crisi geopolitiche e incertezze economiche. Un risultato che riflette anche la capacità delle imprese agricole di innovare e crescere.

Furlan ha richiamato l'attenzione sulle criticità che ancora interessano il settore, a partire dal caporalato e dal dumping contrattuale, sottolineando l'importanza di imprese sane, contratti regolari e relazioni sindacali fondate sulla responsabilità condivisa. Tra le principali sfide per il Paese ha indicato inoltre l'"inverno demografico" e la continua emigrazione di giovani qualificati, fenomeni che richiedono politiche capaci di garantire lavoro dignitoso, opportunità e qualità della vita.

Particolare attenzione è stata dedicata agli investimenti nell'economia reale. Secondo Furlan, quando un ente previdenziale sceglie di investire nelle imprese e nei territori scommette sul futuro del Paese. Per questo ha annunciato l'intenzione di portare il tema all'attenzione della Commissione di vigilanza, auspicando meccanismi normativi e fiscali che incentivino gli enti a sostenere maggiormente l'economia produttiva.

Su questi temi si è inserito anche il contributo di Raffaella Bonauguro, della segreteria nazionale FAI-CISL, la quale ha ricordato come il comparto agroalimentare continui a risentire delle guerre e delle tensioni internazionali, pur dimostrando una notevole capacità di tenuta, come già avvenuto durante la pandemia.

La dirigente sindacale ha evidenziato il valore della gestione partecipata di Enpaia, sottolineando il trend positivo dell'ente e la crescita degli iscritti, oggi composti per circa la metà da donne. La tutela previdenziale, ha osservato, rappresenta un elemento essenziale della qualità del lavoro e della dignità dei lavoratori agricoli, soprattutto in una fase segnata da cambiamenti demografici e dallo spopolamento delle aree rurali.

Bonauguro ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare tutele, ammortizzatori sociali e investimenti nella sostenibilità, ricordando alcune delle iniziative sostenute da Enpaia nell'economia reale, tra cui gli investimenti in GranTerre, Granarolo e Masi; un approccio che punta a favorire occupazione, sviluppo sostenibile e protagonismo dei lavoratori. Tra i risultati più recenti, ha ricordato il rinnovo del contratto degli operai agricoli, ottenuto attraverso il dialogo tra le parti sociali.

"Non può esistere contrapposizione tra agricoltura e ambiente, anzi sono l'espressione l'una dell'altra", ha concluso Bonauguro.

A confermare il valore del dialogo tra istituzioni e settore produttivo è stato anche il messaggio inviato dal Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha definito Enpaia un soggetto capace di interpretare con competenza le esigenze del comparto agroalimentare e di favorire politiche più vicine ai bisogni reali di imprese e cittadini.

Le sfide del futuro e i risultati della Fondazione

Guardando alle prospettive del settore, Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI e Consigliere della Fondazione Enpaia, ha posto l'attenzione sulle grandi questioni che caratterizzano il presente: sicurezza alimentare, sicurezza energetica, cambiamenti climatici e gestione delle risorse naturali.

Secondo Gargano, il tema dell'acqua rappresenta una delle principali sfide per l'agricoltura italiana. La scarsità idrica incide infatti sulla competitività delle imprese, sulle prospettive occupazionali e sulla tenuta delle aree interne, spesso prive di servizi adeguati. In questo contesto, ha affermato, "Enpaia contribuisce a costruire fiducia nel futuro mettendo al centro lavoro, comunità, stabilità e innovazione".

A chiudere gli interventi è stato il Direttore Generale della Fondazione, Roberto Diacetti, che ha illustrato i risultati economici e strategici dell'ente. La Relazione 2026 è l'ottava presentata da Enpaia al Parlamento e certifica un utile netto di 27 milioni di euro nel 2025. Negli ultimi anni, ha sottolineato il Direttore, la Fondazione ha generato oltre 200 milioni di euro di utili complessivi.

Diacetti ha evidenziato come il modello di governance della Fondazione, fondato sulla partecipazione delle organizzazioni datoriali e sindacali, costituisca un elemento distintivo nel panorama delle casse previdenziali. Negli ultimi cinque anni il numero dei lavoratori iscritti è cresciuto del 7%, segnale della buona salute del comparto agricolo.

La Fondazione, ha ricordato il Direttore Generale, non svolge soltanto funzioni previdenziali e assistenziali, ma agisce anche come investitore istituzionale orientato al medio-lungo periodo. Oggi il 43% degli investimenti di Enpaia è destinato all'economia reale italiana e, fra le altre cose, la Fondazione partecipa anche al Fondo Italiano di Investimento.

Accanto alla previdenza, Enpaia punta a sviluppare strumenti di welfare dedicati agli iscritti, come borse di studio e mutui per la prima casa. Tra gli obiettivi per il 2027 figurano l'ampliamento dell'ambito di intervento della Fondazione e il possibile contributo al Piano Mattei attraverso il trasferimento di competenze e know-how, ad esempio nel settore della gestione degli infortuni, in collaborazione con il Governo e le istituzioni competenti.

"Chiudiamo il 2025 con risultati importanti che confermano l'identità della Fondazione e la validità del percorso intrapreso", ha concluso Diacetti.

La presentazione della Relazione annuale 2026 ha offerto l'occasione per fare il punto sullo stato della previdenza agricola e sulle prospettive del settore in una fase caratterizzata da incertezze economiche, tensioni internazionali, cambiamenti demografici e sfide ambientali.

Nel corso degli interventi è emersa la necessità di rafforzare gli strumenti di tutela per lavoratori e imprese, sostenere gli investimenti nell'economia reale e affrontare temi strutturali come il ricambio generazionale, lo spopolamento delle aree interne e la gestione delle risorse naturali. Questioni diverse ma strettamente connesse, che continueranno a incidere sul futuro dell'agricoltura e del sistema previdenziale di riferimento.

Articolo a cura di Rossella Lettieri