Filiera foresta-legno, AIEL chiede attenzione nelle politiche industriali ed energetiche

24 giu 2026
Nel corso dell'Assemblea generale dell'Associazione è emersa la richiesta di rafforzare il ruolo delle filiere forestali, del legno e delle bioenergie nelle strategie nazionali su energia, clima e sviluppo territoriale. Tra i temi affrontati, gli effetti del cambiamento climatico, la necessità di una gestione sostenibile delle risorse boschive e il rafforzamento delle filiere produttive legate al legno e alle biomasse.

Costruire ponti tra le diverse componenti della filiera foresta-legno e riportare il patrimonio forestale italiano e tutti i settori produttivi al centro delle politiche industriali, energetiche e ambientali del Paese. Queste le esigenze sottolineate da AIEL, l’Associazione Italiana Energia dal Legno, nell’Assemblea generale, in risposta alle crisi ecologica, climatica, economica, demografica.

La soluzione – si legge in un comunicato stampa dell’Associazione – passa dalle filiere forestali, dalle energie rinnovabili delle biomasse, dal legno. AIEL esorta così la politica e tutti i rappresentanti istituzionali a tenere in considerazione il potenziale di biomasse, legno e bionergie, che sono rinnovabili da sempre, per il Paese e per i paesi, le imprese, le comunità dei territori. 

“L’Assemblea AIEL a Padova ha confermato quanto sia necessario rafforzare il lavoro comune tra istituzioni, imprese, ricerca, associazioni e territori. La Politica e le Istituzioni che vogliono stare nella giusta transizione energetica devono valorizzare le risorse che l’Italia possiede: le foreste, le competenze diffuse lungo le filiere e la capacità di innovazione delle imprese. Per questo vogliamo proseguire nel percorso di collaborazione tra le organizzazioni rappresentative del settore, affinché la filiera foresta-legno-energia possa contribuire con una voce sempre più forte alle politiche nazionali su energia, clima e sviluppo dei territori”, ha evidenziato il presidente di AIEL, Marco Bussone.

Secondo l’Associazione, occorre proseguire nella collaborazione che negli ultimi anni ha portato alla definizione del Testo Unico Forestale, alla nascita del Cluster Italia Foresta Legno e a una crescente cooperazione tra associazioni, istituzioni, mondo della ricerca e imprese.

Il ruolo delle filiere forestali nella transizione energetica

Secondo Alessandra Stefani, presidente del Cluster Italia Foresta Legno, e Raoul Romano, direttore di CREA Foreste e Legno, il cambiamento climatico sta modificando profondamente gli equilibri del settore forestale, mettendo in difficoltà anche i tradizionali modelli forestali del Nord Europa. Per questo, hanno evidenziato, un’attenta pianificazione che segua i principi della gestione forestale sostenibile è oggi imprescindibile non solo per aumentare la disponibilità di materia prima nazionale e creare valore economico lungo tutta la filiera, ma anche per tutelare il patrimonio forestale stesso.

Per Angelo Luigi Marchetti, presidente della Federazione Filiera Legno, è necessario costruire una strategia comune che colleghi lavoro in bosco, prima trasformazione, industria del legno, edilizia ed energia. Sulla stessa linea Sebastiano Cerullo, segretario generale di Conlegno, l’Italia deve imparare a valorizzare meglio la propria materia prima, costruendo filiere più solide e capaci di competere anche sul piano della qualità e dell’innovazione.

Michele Colli, presidente di FIPER, ha richiamato – prosegue il comunicato stampa – il grande valore strategico delle bioenergie all’interno del mix energetico nazionale, ricordando come dietro la produzione di energia da biomassa operi una filiera locale che contribuisce alla sicurezza energetica, alla gestione del territorio e alla vitalità economica delle aree montane e interne.

Per Fabio Romeo, dirigente della Divisione Inquinamento atmosferico e qualità dell’aria del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, AIEL esprime con il Ministero la necessità di accelerare il ricambio degli impianti più obsoleti, diffondere le tecnologie più efficienti e rafforzare le attività di formazione e informazione rivolte a cittadini e operatori.

Infine, Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette e biodiversità di Legambiente, ha evidenziato la necessità di affrontare la transizione ecologica con un approccio pragmatico e fondato su evidenze scientifiche, valorizzando il contributo che la gestione forestale sostenibile, la bioeconomia e le biomasse possono offrire sia alla lotta ai cambiamenti climatici sia alla riduzione della povertà energetica.