GNL e bioGNL, Federchimica-Assogasliquidi: mercato cresce nel 2025, trainato da industria e navale

19 giu 2026
L'evento ha evidenziato, attraverso i dati di BIP Consulting, la crescita del comparto GNL, le prospettive del bunkeraggio marittimo e le sfide dell'autotrasporto. Focus su infrastrutture, incentivi e valorizzazione del biometano, per rafforzare il ruolo dell'Italia nel Mediterraneo. Fondamentale sarà tradurre gli indirizzi normativi in strumenti concreti per imprese e cittadini. Articolo di Rossella Lettieri

Nel 2025 il mercato italiano del GNL è cresciuto dell'11% rispetto al 2024, mostrando segnali positivi soprattutto nei comparti industriale e marittimo. Per trasformare il potenziale di crescita in sviluppo concreto, però, servono un quadro normativo stabile, procedure più snelle, incentivi adeguati e una maggiore valorizzazione del bioGNL.

È quanto emerso durante l'evento "Il mercato del GNL nel 2025: stato dell'arte e prospettive di sviluppo Presentazione Report 2025" organizzato Federchimica-Assogasliquidi e svoltosi a Roma il 17 giugno, presso il Centro Studi Americani.

L'incontro, con la partecipazione di istituzioni e imprese, si è incentrato sulla presentazione dello studio realizzato da BIP Consulting sul mercato del GNL nel 2025, con l'obiettivo di analizzarne dinamiche e prospettive di sviluppo e individuare le misure di policy necessarie.

Introduzione: il GNL come leva per la decarbonizzazione

In apertura dei lavori, Matteo Cimenti, Presidente di Federchimica-Assogasliquidi, ha sottolineato il ruolo del GNL come soluzione già disponibile nel percorso di decarbonizzazione, evidenziando la necessità di maggiore coerenza normativa e supporto economico per sostenere le imprese.

Secondo i dati BIP, ha evidenziato Cimenti, il mercato registra una stabilizzazione dei consumi, accompagnata dalla crescita del comparto industriale e da prospettive positive nel settore marittimo, mentre l'autotrasporto resta stabile ma con un rallentamento del trend di sviluppo.

A seguire Federico Buccetti, Manager Native Strategy di BIP Consulting, ha presentato lo studio "Il mercato del GNL in Italia nel 2025", che ha evidenziato come l'autotrazione sia rimasta il principale mercato del GNL, assorbendo circa il 75% dei consumi complessivi. Tuttavia, secondo l'analisi, la crescita ha rallentato al +3%, anche per effetto del rinnovo delle flotte e della dismissione dei veicoli esistenti.

Nel 2025 le immatricolazioni di veicoli industriali a GNL hanno raggiunto 326 unità; il GNL ha rappresentato lo 0,5% del totale delle immatricolazioni, con 4.202 mezzi immatricolati e un parco circolante di 5.400 veicoli. I punti vendita sono saliti a 180 (+3%).

Il comparto industriale, secondo BIP Consulting, ha continuato a crescere, con consumi pari a circa 50 kton e una quota del 22% del mercato. Gli impianti alimentati a GNL sono passati da 67 a 78 (+16%), sostenuti da contratti di fornitura a lungo termine, maggiore competitività rispetto agli oli combustibili e benefici in termini di riduzione delle emissioni e dei costi ETS.

Nel settore marittimo – ha sottolineato Buccetti – il 2025 ha segnato l'avvio delle prime operazioni di bunkeraggio ship-to-ship. Sono risultate operative 3 navi bunker, con una quarta prevista nel 2026. A livello globale, le navi alimentate a GNL hanno raggiunto 894 unità nel 2025 e potrebbero superare le 1.600 entro il 2030. Secondo il report, il comparto navale si è confermato il principale driver di crescita futura, con una domanda potenziale in aumento da 5,9 kton nel 2025 a 190 kton nel 2028 nello scenario più favorevole.

Per il periodo 2026-2028, lo studio ha delineato uno scenario Low, in cui i volumi complessivi potrebbero raggiungere circa 303 kton nel 2028, e uno scenario High, caratterizzato da sviluppo infrastrutturale, incentivi e valorizzazione del bioGNL, nel quale il mercato potrebbe arrivare a circa 460 kton annui nel 2028, raddoppiando gli attuali volumi.

È intervenuto poi Costantino Amadei, Presidente Gruppo GNL Federchimica-Assogasliquidi, che ha sottolineato l'importanza del bilancio 2025 per individuare le azioni necessarie a rilanciare il mercato del GNL.

Secondo Amadei, GNL e bioGNL rappresentano soluzioni già disponibili e sicure per la riduzione delle emissioni. Per sostenere la domanda nell'autotrasporto, un comparto che ha investito circa 300 milioni di euro e che oggi opera con margini ridotti, servono incentivi all'acquisto dei veicoli, crediti d'imposta sui consumi e misure per ridurre il divario di costo rispetto ai carburanti tradizionali. In questo contesto, Assogasliquidi auspica una rapida attuazione delle misure previste dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con premialità specifiche per GNL e bioGNL e accesso agli incentivi già dal 1° gennaio 2027.

Amadei ha inoltre evidenziato il potenziale dell'Italia come hub strategico del Mediterraneo, a condizione di accelerare lo sviluppo del bunkeraggio marittimo attraverso procedure autorizzative più semplici, regole chiare e maggiore attrattività dei porti nazionali.

Sul fronte normativo, ha richiamato l'importanza del recepimento della RED III e della definizione di un quadro stabile per il bioGNL, oggi penalizzato da incertezze regolatorie e sistemi di certificazione non armonizzati.

"Ribadiamo la necessità di utilizzare i proventi ETS e FuelEU per sostenere investimenti e diffusione di combustibili a minore intensità carbonica come il GNL/bioGNL. La traiettoria futura dipenderà in modo decisivo da tre fattori: quadro regolatorio, politiche di incentivazione e sviluppo infrastrutturale", ha concluso il Presidente Amadei.

Le richieste avanzate dal settore hanno trovato attenzione anche nel messaggio inviato da Edoardo Rixi, Viceministro del MIT, il quale ha definito GNL e bioGNL un passaggio decisivo per la decarbonizzazione, sottolineando la necessità di scelte concrete e immediate. Le proposte emerse durante l'evento, ha osservato Rixi, rappresentano spunti preziosi per il lavoro delle istituzioni. Il Viceministro ha inoltre ribadito la disponibilità del MIT a proseguire il confronto con la filiera sui temi della decarbonizzazione, della competitività e della resilienza del sistema produttivo.

Tavola rotonda con le imprese – "Sviluppo del mercato del GNL nel settore dell'autotrasporto, del bunkeraggio marittimo e dell'industria: il punto di vista delle imprese"

Nel corso della prima tavola rotonda è emersa una visione ampiamente condivisa dalle imprese: il mercato italiano del GNL dispone oggi di infrastrutture, competenze e prospettive di crescita, ma necessita di maggiore certezza normativa, procedure autorizzative più rapide e strumenti in grado di sostenere la domanda.

Per primo, Fabio Ferrara di Enilive ha ricordato l'operazione di bunkeraggio LNG effettuata a maggio a Sestri Ponente per la nave Explora III, definendola un passaggio importante per l'ingresso dell'azienda nel settore del bunkeraggio marittimo nel Mediterraneo. L'iniziativa si inserisce nella strategia multifuel di Enilive, che affianca al GNL altre soluzioni come l'HVO, biocarburante in grado di ridurre le emissioni fino all'80%. Ferrara ha evidenziato come le linee guida emanate dal MIT rappresentino un importante fattore abilitante, sottolineando tuttavia la necessità di uniformarne l'applicazione a livello locale per evitare oneri aggiuntivi agli operatori e favorire la competitività dei porti italiani rispetto ad altri mercati, come quello spagnolo.

Sul tema dello sviluppo del bunkeraggio è intervenuto anche Claudio Evangelisti, Gas & Heat, che ha ripercorso il percorso che ha portato alla realizzazione della nave Green Pearl, sviluppata insieme ad Axpo. Pur tra difficoltà legate alla competitività della cantieristica nazionale, il progetto ha consentito di dimostrare la fattibilità del bunkeraggio GNL in Italia, trasformando quello che fino a pochi anni fa era considerato un mercato potenziale in una realtà operativa. Evangelisti ha però richiamato l'attenzione sui tempi autorizzativi ancora troppo lunghi, evidenziando la necessità di una maggiore collaborazione tra tutti gli attori della filiera per sostenere la competitività del sistema Paese.

Un ulteriore contributo sul fronte infrastrutturale è arrivato da Alessandro Manfredi, GNL Med, che ha illustrato il ruolo strategico del deposito di Vado Ligure, destinato a servire sia il comparto marittimo sia quello industriale e dell'autotrasporto. Pur ricordando la complessità dell'iter autorizzativo, Manfredi ha evidenziato come il dialogo con le istituzioni abbia consentito di superare le principali criticità. Il terminal, primo punto di approdo lungo la direttrice marittima dopo il confine francese, potrà rappresentare un importante vantaggio competitivo per l'Italia. A suo avviso, la crescita dei volumi di bunkeraggio prevista nei prossimi anni, anche grazie all'impiego di traghetti alimentati a GNL, rende il 2028 un orizzonte realistico per la piena maturazione del mercato.

Guardando al contesto internazionale, Matteo Spreafico di Molgas ha indicato la Spagna come principale riferimento europeo per lo sviluppo del GNL, grazie a una rete infrastrutturale particolarmente avanzata e a una maggiore flessibilità operativa. Secondo Spreafico, l'Italia può tuttavia competere sul fronte del biometano e del bioGNL, a condizione di favorire l'integrazione tra bunkeraggio, industria e produzione di gas rinnovabili. Tra le priorità individuate figurano la semplificazione delle procedure autorizzative, il rafforzamento dei collegamenti tra biometano e GNL e una maggiore chiarezza nei sistemi di certificazione della sostenibilità.

Un altro tema ricorrente è stato quello dello sviluppo della filiera del bioGNL. Andrea Arzà, di Siad, ha sottolineato le prospettive di crescita del mercato italiano, evidenziando però la necessità di garantire stabilità agli operatori per consentire investimenti di lungo periodo. A suo giudizio, il successo della filiera dipenderà anche dalla valorizzazione delle materie prime disponibili, come FORSU e sottoprodotti agricoli, elementi fondamentali per sostenere la produzione nazionale di biometano e bioGNL.

L'importanza dello sviluppo del bunkeraggio è stata confermata anche da Eliseo Cuccaro, Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, che ha ricordato come da circa un mese il porto di Napoli sia in grado di effettuare operazioni ship-to-ship, una possibilità finora disponibile soltanto in pochi scali del Mediterraneo. L'obiettivo è ora estendere ulteriormente queste attività e sviluppare in prospettiva anche il rifornimento truck-to-ship.

Sul fronte della produzione nazionale, Giuseppe Fiorino, Liquigas, ha richiamato l'attenzione sul forte sviluppo degli impianti di biometano sostenuti dal PNRR, evidenziando tuttavia come il decreto del 2022 non abbia previsto adeguati incentivi per gli impianti di liquefazione. Questa situazione, ha osservato, contribuisce a limitare la disponibilità di bioGNL sul mercato italiano, tanto che oggi circa l'80% della produzione nazionale viene esportata. Per Fiorino è quindi necessario definire un quadro regolatorio stabile e valorizzare maggiormente l'impiego nazionale del bioGNL.

Il tema della domanda è stato invece al centro degli interventi di Marco Lucà, Rete, e Simone Carzaniga, Sol. Entrambi hanno evidenziato come il comparto dell'autotrasporto stia attraversando una fase di difficoltà nonostante la presenza di una rete distributiva capillare e di infrastrutture ormai mature. Lucà ha sottolineato la necessità di introdurre politiche strutturali che consentano agli operatori di programmare il rinnovo delle flotte su orizzonti pluriennali, mentre Carzaniga ha evidenziato come molti mezzi alimentati a GNL vengano oggi impiegati all'estero, dove beneficiano di condizioni operative più favorevoli. Per entrambi, il sostegno alla domanda rappresenta la principale priorità per evitare di disperdere gli investimenti già realizzati dalla filiera.

A chiudere il confronto è stato Marco Rabita, Ham Italia, che ha richiamato il potenziale ancora inespresso del comparto industriale, in particolare nelle realtà off-grid già pronte ad adottare il GNL. Rabita ha inoltre evidenziato il ruolo che il bioGNL potrà svolgere nel garantire prospettive di lungo periodo all'intero settore, sostenendo la competitività e il percorso di decarbonizzazione delle imprese.

Tavola rotonda istituzionale – "Il ruolo delle istituzioni a supporto dello sviluppo del mercato del GNL"

La seconda tavola rotonda dell'evento ha consentito di approfondire il ruolo delle istituzioni, con particolare attenzione ai temi della semplificazione normativa, delle infrastrutture, degli incentivi e della sicurezza.

Tullio Patassini, Responsabile Dipartimento Energia della Lega, ha evidenziato la necessità di sostenere la crescita del comparto come strumento per accompagnare una transizione energetica pragmatica e sostenibile. A suo avviso, l'attenzione quasi esclusiva all'elettrificazione ha in parte scoraggiato gli investimenti in soluzioni come il bioGNL, che possono contribuire alla decarbonizzazione salvaguardando al tempo stesso imprese, occupazione e competitività. Patassini ha inoltre ribadito che il gas continuerà a svolgere un ruolo nel mix energetico nazionale insieme a nucleare e fonti rinnovabili.

Sul fronte portuale, Francesco Benevolo, Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale di Ravenna, ha illustrato le iniziative avviate dallo scalo romagnolo in campo energetico, tra cui progetti per lo stoccaggio della CO₂, il rigassificatore Snam, il cold ironing e lo sviluppo delle attività legate al GNL. Ravenna sta lavorando anche all'avvio dell'approvvigionamento ship-to-ship, rispondendo a una domanda crescente da parte degli armatori. Secondo Benevolo, il GNL rappresenta un importante fattore di competitività per i porti italiani e il suo sviluppo richiede una stretta collaborazione tra Autorità portuali e Corpo delle Capitanerie di Porto.

Il tema della sicurezza è stato affrontato da Tarquinia Mastroianni, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che ha sottolineato l'impegno dell'amministrazione nel conciliare competitività e tutela dei cittadini. In quest'ottica, dal 2023 è operativo il Comitato centrale per la sicurezza tecnica della transizione energetica e per il contrasto ai cambiamenti climatici, organismo che svolge un ruolo consultivo e propositivo, favorendo il dialogo con le imprese e l'individuazione delle criticità da affrontare.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema delle procedure per il bunkeraggio marittimo. Patrizia Scarchilli, Direttore Generale per il mare, il trasporto marittimo e per vie d'acqua interne del MIT, ha ricordato che le linee guida emanate nel maggio 2025 per le operazioni truck-to-ship sono nate con l'obiettivo di uniformare le procedure nei diversi porti italiani, superando le disomogeneità che penalizzano la competitività del sistema nazionale. Pur riconoscendo i progressi compiuti, Scarchilli ha osservato che in molti casi si continua ancora ad applicare procedure precedenti all'entrata in vigore delle linee guida.

Un concetto ripreso anche da Luciano Giuseppe Aloia, del II Reparto del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, secondo cui l'applicazione delle nuove disposizioni sta facendo emergere la necessità di affinare e standardizzare ulteriormente la documentazione tecnica richiesta agli operatori. Aloia ha evidenziato il lavoro in corso per semplificare i procedimenti, ricordando come il passaggio da un regime concessorio a uno autorizzatorio rappresenti già un importante passo avanti.

Sul tema della sicurezza della navigazione è intervenuta anche Ida Montanaro, del VI Reparto del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, che ha richiamato l'attenzione sulla necessità di valutare attentamente le caratteristiche tecniche delle navi e delle diverse tecnologie impiegate. L'evoluzione verso nuovi combustibili alternativi, come il metanolo, richiede infatti approcci progettuali e valutazioni di sicurezza sempre più articolati.

Dal lato energetico e industriale, Andrea Maria Felici, Direttore Generale domanda ed efficienza energetica del MASE, ha confermato il lavoro in corso per definire un sistema di incentivazione dei biocarburanti che includa anche biometano e bioGNL. Un elemento centrale sarà la tracciabilità del prodotto, considerata fondamentale per garantire trasparenza e affidabilità al mercato. L'obiettivo, ha spiegato, è che entro il 2027 tutti gli operatori possano contare su un quadro chiaro e condiviso delle regole.

Il tema degli incentivi all'autotrasporto è stato affrontato da Donatella Orlandi, della Direzione Generale per la sicurezza stradale e l'autotrasporto del MIT, la quale ha illustrato il decreto attuativo predisposto dal Ministero e attualmente all'esame del MEF, che prevede la destinazione del 10% delle risorse annuali ai veicoli neutri, con incentivi che il MIT ritiene debbano attestarsi almeno a 40 mila euro per veicolo. La misura avrà una durata quinquennale e consentirà eventuali adeguamenti in base all'andamento della domanda. Resta però aperta la questione dei tempi burocratici, che spesso determinano ritardi nell'erogazione dei contributi alle imprese.

Sul fronte fiscale, Angela Polito, della Direzione Accise dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha evidenziato il lavoro in corso per semplificare e razionalizzare i procedimenti amministrativi, con l'obiettivo di rendere il sistema più prevedibile e accessibile per gli operatori. Polito ha sottolineato l'importanza del confronto con le associazioni di categoria per conciliare le esigenze delle imprese con le responsabilità di controllo e gestione delle risorse pubbliche.

A chiudere il confronto è stato Attilio Punzo, Direttore della Direzione Riconoscimento Incentivi e Titoli del GSE, che ha definito le politiche di sostegno al biometano entrate ormai in una fase di maturità. Punzo ha ribadito la necessità di costruire una strategia di lungo periodo per la produzione e l'approvvigionamento di biocarburanti. Nonostante i progressi compiuti, ha osservato, il settore è ancora lontano dagli obiettivi prefissati. In questo quadro, il 30 giugno 2028 rappresenta il nuovo orizzonte temporale individuato per l'operatività delle misure legate all'ETS2.

Conclusioni istituzionali: il futuro del GNL fra competitività e transizione

A chiudere i lavori sono stati i saluti dei presidenti Cimenti e Amadei, e di Luca Squeri, Segretario della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati.

In particolare, Squeri ha richiamato le difficoltà che il settore dei trasporti sta affrontando in un contesto geopolitico ed economico particolarmente complesso. Secondo Squeri è necessario correggere un approccio che negli ultimi anni ha puntato in modo eccessivamente esclusivo sull'elettrificazione, valorizzando invece tutte le tecnologie disponibili per la decarbonizzazione.

In questo quadro, biocarburanti, GNL e bioGNL rappresentano soluzioni già mature e immediatamente utilizzabili, in grado di affiancare altre tecnologie nel percorso di transizione energetica. Squeri ha inoltre ricordato il ruolo strategico svolto dall'Italia nello sviluppo di queste filiere, citando tra gli esempi la riconversione delle raffinerie di Eni e infrastrutture come il rigassificatore di Piombino.

Fondamentale, ha concluso, cogliere le opportunità offerte dai futuri programmi di rinnovo dei veicoli e dalle risorse disponibili, affinché una quota significativa degli incentivi possa sostenere anche il comparto del GNL e del bioGNL.

L'evento ha evidenziato il ruolo strategico del GNL e del bioGNL nel percorso di transizione energetica nazionale, mettendo in luce opportunità e sfide per il prossimo futuro. Operatori e istituzioni hanno confermato la volontà di proseguire il confronto per favorire una transizione sostenibile e pragmatica, in grado di coniugare riduzione delle emissioni, sicurezza energetica e competitività del sistema industriale nazionale.

Articolo a cura di Rossella Lettieri