GNL, crisi in Medio Oriente rallenta le forniture: il Gas Market Report di IEA

24 apr 2026
Il rapporto mostra come lo shock dell'offerta e i danni alle infrastrutture - dovuti al conflitto nell'area del Golfo e al blocco dello Stretto di Hormuz - stiano aumentando la volatilità dei prezzi e ritardando le forniture. Effetti destinati a protrarsi fino al 2027, con rischi per la sicurezza energetica globale.

Le prospettive del mercato globale del gas naturale sono state significativamente modificate dal conflitto in Medio Oriente, con uno shock di offerta che ha sconvolto i fondamentali del mercato e ha respinto una prevista ondata di nuova offerta di GNL. È quanto sottolineato dall’ultimo rapporto trimestrale del mercato del gas dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (IEA).

L'interruzione del trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz dall'inizio di marzo ha rimosso quasi il 20% dell'offerta globale di GNL dal mercato, innescando forti aumenti dei prezzi nelle principali regioni importatorie. Durante un periodo di intensa volatilità a marzo, i prezzi del gas naturale in Asia ed Europa sono saliti ai livelli più alti dal gennaio 2023, contribuendo a una contrazione della domanda di gas naturale nei principali mercati importatori di GNL.

Shock dell'offerta e volatilità dei prezzi

La crisi – si legge in un comunicato stampa di IEA – ha interrotto il riequilibrio del mercato del GNL osservato nell’inverno 2025-2026, quando l’aumento dell’offerta – soprattutto dal Nord America – aveva spinto i prezzi in calo (-25%) e fatto crescere gli scambi globali (+12%). Tuttavia, ondate di freddo in diverse aree del mondo hanno causato picchi di domanda, evidenziando il ruolo cruciale della flessibilità nelle forniture di gas per garantire la sicurezza energetica, anche con più rinnovabili.

Le condizioni di mercato sono cambiate bruscamente a marzo, quando il conflitto in Medio Oriente ha portato alla chiusura de facto dello Stretto di Hormuz ai carichi di GNL. La produzione globale di GNL è diminuita dell'8% su base annua, con un forte calo delle esportazioni da Qatar ed Emirati Arabi Uniti solo parzialmente compensato da una maggiore produzione proveniente da altre regioni. Anche le consegne di GNL sono diminuite, con un calo più marcato osservato ad aprile.

Domanda in calo e impatti nel medio termine

La domanda di gas – scrive IEA – è calata nei principali mercati per effetto di prezzi elevati, clima mite e politiche di contenimento: in Europa -4% a marzo grazie alle rinnovabili, mentre in Asia avanzano misure di riduzione e sostituzione dei consumi. Intanto, la crisi avrà effetti anche nel medio termine: i danni agli impianti di GNL in Qatar rallenteranno la crescita dell’offerta globale, con una perdita stimata di circa 120 miliardi di metri cubi tra 2026 e 2030 e mercati sotto pressione almeno fino al 2026-2027, nonostante nuovi progetti in arrivo.

Il rapporto di IEA sottolinea l'importanza di rafforzare la sicurezza globale dell'approvvigionamento di gas attraverso investimenti adeguati e continui in tutta la catena del valore del GNL e una cooperazione internazionale rafforzata tra produttori e consumatori. Sottolinea inoltre i vantaggi che un portafoglio diversificato di contratti a lungo termine può portare agli importatori di gas in termini di mitigazione della volatilità dei prezzi nei periodi di interruzione.