ARERA ha comunicato un nuovo rialzo del prezzo del gas per i 2,3 mln di clienti nel Servizio di tutela della vulnerabilità: a settembre il prezzo di riferimento è salito a 162,02 centesimi/m3. L'UNC ha invitato le famiglie a confrontare le offerte e a valutare anche i costi fissi. L'aumento potrebbe tradursi in circa 201 euro di maggiore spesa annua a parità di prezzi.
Comunicato da Arera comunica il valore della materia prima del Servizio di tutela della vulnerabilità gas per il mese di settembre 2026: le quotazioni all’ingrosso hanno subito un nuovo deciso rialzo e la spesa totale dell’utente tipo è aumentata del 12,7% rispetto al mese precedente.
Pertanto, per i 2,3 milioni di clienti nel Servizio di tutela della vulnerabilità, il prezzo della sola materia prima gas (CMEM,m) è pari a 78,80 €/MWh. Lo annuncia l’Autorità in un comunicato stampa.
La componente del prezzo del gas a copertura dei costi di approvvigionamento (CMEM,m), applicata ai clienti nel servizio di tutela della vulnerabilità, viene aggiornata da ARERA come media mensile del prezzo sul mercato all’ingrosso italiano (il PSV day ahead) e pubblicata entro i primi 2 giorni lavorativi del mese successivo a quello di riferimento.
Secondo quanto riportato da ARERA, per il mese di settembre 2026, il prezzo di riferimento del gas naturale per il nuovo cliente tipo è pari a 162,02 centesimi di euro per metro cubo, registrando un aumento del 12,7% rispetto al mese di agosto.
La bolletta del gas nel dettaglio
La componente principale della bolletta è rappresentata dalla spesa per la materia gas naturale, che ammonta complessivamente a 93,30 centesimi di euro per metro cubo. Di questi, 87,47 centesimi, pari al 53,99% del totale della bolletta, sono destinati all’approvvigionamento del gas naturale e alle attività connesse, mentre 5,83 centesimi, corrispondenti al 3,60%, riguardano la vendita al dettaglio.
A questa voce si aggiunge la spesa per il trasporto e la gestione del contatore, pari a 24,19 centesimi di euro per metro cubo, che rappresenta il 14,93% del totale. Tale componente comprende i costi relativi ai servizi di distribuzione, misura e trasporto, oltre agli oneri di perequazione della distribuzione e agli aspetti legati alla qualità del servizio.
Gli oneri generali di sistema incidono invece per 4,98 centesimi di euro per metro cubo, pari al 3,07% del totale della bolletta. Infine, le imposte ammontano a 39,55 centesimi di euro per metro cubo e rappresentano il 24,41% del costo complessivo.
L’appello dell'Unione Nazionale Consumatori
Il nuovo rialzo del prezzo del gas per i clienti vulnerabili ha riacceso l’attenzione sulle conseguenze per le famiglie e sulle scelte da compiere sul mercato dell’energia. Sui dati diffusi da ARERA è intervenuta anche l’Unione Nazionale Consumatori, che – come si legge in un comunicato stampa – invita a valutare con attenzione le offerte disponibili e a non lasciarsi condizionare dall’aumento registrato.
"Prezzo lunare. Si tratta del prezzo più alto di sempre, nonostante la stagione termica inizi solo tra 15 giorni. Una speculazione dei mercati all'ingrosso, dato che il prezzo astronomico non dipende solo dall'incontro effettivo di domanda e offerta reale, ma soprattutto dal ruolo della finanza e dalla volatilità dei mercati" ha affermato Marco Vignola, vicepresidente dell'Unione Nazionale Consumatori,
Vignola ha invitato inoltre i consumatori a non farsi condizionare dall’aumento dei prezzi e a valutare con cautela le proposte del mercato libero a prezzo fisso. Secondo il vicepresidente dell’UNC, infatti, il fatto che un’offerta sia stata proposta a prezzo bloccato non ha significato automaticamente che sia stata più conveniente rispetto al mercato tutelato: a contare è stato il prezzo effettivamente pagato e non la sola variazione rispetto al periodo precedente. La convenienza del prezzo fisso è dipesa dall’andamento futuro del mercato: chi ha bloccato le tariffe prima degli aumenti legati agli eventi degli ultimi mesi ha potuto beneficiare di condizioni più favorevoli, mentre bloccare il prezzo quando è già aumentato non ha garantito necessariamente un risparmio. La valutazione è rimasta legata all’evoluzione delle quotazioni del gas, che è stata difficile da prevedere anche in relazione alla situazione nello stretto di Hormuz.
Per questo, l’UNC ha suggerito innanzitutto di utilizzare il Portale Offerte di ARERA per confrontare le diverse proposte disponibili. L’associazione ha raccomandato inoltre di verificare, oltre agli eventuali sconti sulla componente energia, anche la quota fissa annuale applicata dal fornitore, che è oscillata mediamente tra 84 e 156 euro, ovvero tra 7 e 13 euro al mese. Per i consumatori con bassi livelli di consumo, una quota fissa elevata avrebbe potuto infatti assorbire completamente il vantaggio derivante dallo sconto sul prezzo dell’energia. L’associazione ha infine sollecitato il Governo a intervenire per affrontare la situazione.
Secondo quanto stabilito da Arera – scrive l’Unione – dal 1° settembre 2026 il +12,7% significa spendere, in teoria, essendo per ora spenti i caloriferi, 201 euro in più su base annua, nell'ipotesi di prezzi costanti per i prossimi 12 mesi. La spesa totale annua (non, quindi, secondo l'anno scorrevole, ma dal 1° settembre 2026 al 31 agosto 2027) sale così, per i vulnerabili, a 1782 euro che, sommati agli 869 euro della luce, determinano una stangata complessiva annua pari a 2651 euro.
Se il prezzo del gas sale oggi del 12,7%, rispetto ai tempi pre-crisi del settembre 2021 è ora superiore del 91,2%, mentre rispetto al precedente record storico del dicembre 2022, in base alla nuova serie storica ricostruita secondo il nuovo cliente tipo, è superiore del 7,1%.

