Gas, Snam e IGU: domanda globale a 4.202 mld/m³ nel 2025, sistema più resiliente agli shock

09 set 2026
Il Global Gas Report 2026 di Snam e International Gas Union evidenzia una crescita della domanda globale dell'1,7% e una produzione ai massimi storici. Stati Uniti primo esportatore netto, GNL e infrastrutture al centro degli investimenti per accompagnare la domanda attesa fino al 2030.

Nel 2025 la domanda globale di gas naturale ha raggiunto il record di 4.202 miliardi di metri cubi, con un incremento di 69 miliardi di metri cubi (+1,7%). È quanto emerge dal Global Gas Report 2026, realizzato da Snam e International Gas Union (IGU), che rileva al tempo stesso una maggiore diversificazione e flessibilità del sistema globale del gas e una crescente capacità di risposta alle interruzioni delle forniture.

Il rapporto evidenzia come la resilienza del sistema sia stata messa alla prova anche dagli ostacoli registrati nel 2026 nello Stretto di Hormuz, considerati la sfida più significativa dalla crisi energetica del 2022. Le interruzioni hanno interessato circa il 20% delle forniture mondiali di GNL, equivalenti a circa il 3% dell'offerta globale di gas.

Per il 2026 la produzione globale di gas è prevista in lieve diminuzione, con 4 miliardi di metri cubi in meno (-0,1%), mentre la domanda potrebbe ridursi di 7 miliardi di metri cubi (-0,2%). Si tratterebbe del primo calo, rispettivamente, dell'offerta e della domanda dal 2022. Secondo il rapporto, tuttavia, gli effetti dello shock risultano differenti rispetto a quelli osservati quattro anni fa.

Anche i prezzi hanno registrato un aumento, ma senza raggiungere i livelli della precedente crisi energetica. Le quotazioni del gas al TTF hanno superato i 20 dollari per milione di Btu, pari a circa 60 euro/MWh, contro un picco di oltre 70 dollari per milione di Btu, pari a 227 euro/MWh, raggiunto nel 2022.

Domanda e produzione ai massimi

Nel 2025 la domanda globale di gas è aumentata in tutte le regioni ad eccezione dell'Oceania. Il comparto residenziale e commerciale ha registrato l'incremento maggiore, con 32 miliardi di metri cubi aggiuntivi, seguito dall'industria con 20 miliardi di metri cubi e dalla generazione elettrica con 17 miliardi di metri cubi.

La generazione elettrica si conferma il principale settore di utilizzo finale del gas, con una quota del 34% della domanda globale. I trasporti, invece, rappresentano il comparto con la crescita più rapida, con un incremento di 9 miliardi di metri cubi.

A livello geografico, l'Asia ha registrato il maggiore aumento della domanda, pari a 25 miliardi di metri cubi, seguita dal Medio Oriente con 18 miliardi e dall'Europa con 10 miliardi.

Anche la produzione globale ha raggiunto nel 2025 il massimo storico, a 4.147 miliardi di metri cubi. Il Nord America ha contribuito con 54 miliardi di metri cubi di nuova offerta, più di tutte le altre regioni in crescita messe insieme.

Gli Stati Uniti hanno inoltre superato la Russia come maggiore esportatore netto di gas al mondo, con 167 miliardi di metri cubi esportati nel 2025. Il GNL statunitense ha rappresentato inoltre oltre la metà delle importazioni europee di GNL.

Investimenti e prospettive al 2030

Secondo il Global Gas Report, qualora le recenti tendenze della domanda dovessero proseguire, il consumo globale di gas potrebbe raggiungere tra 4.516 e 4.575 miliardi di metri cubi entro il 2030.

La crescita attesa rende necessario proseguire gli investimenti nella produzione di gas, nel GNL, nella rigassificazione e nello stoccaggio, rafforzando la capacità del sistema di rispondere alla domanda e agli eventuali shock sulle forniture.

Un ulteriore fattore di pressione sulla domanda energetica è rappresentato dallo sviluppo dei data center. La capacità globale ha raggiunto 141 GW alla fine del 2025, distribuita in quasi 7.000 strutture e oltre il doppio rispetto a cinque anni prima.

La pipeline complessiva dei progetti potrebbe superare i 500 GW entro il 2030, con circa il 64% destinato all'intelligenza artificiale. Il rapporto sottolinea inoltre il disallineamento tra i tempi di realizzazione: i data center possono essere costruiti in uno-tre anni, mentre le infrastrutture di rete richiedono generalmente da cinque a 15 anni.

Biometano e cattura della CO₂

Parallelamente alla crescita del gas naturale, il settore sta sviluppando nuovi mercati per i gas a basse emissioni e per le tecnologie di rimozione della CO₂.

Nel 2025 la capacità globale di produzione di biometano è aumentata del 15%, raggiungendo 16,5 miliardi di metri cubi. Il rapporto prevede che tale capacità possa più che quadruplicare entro il 2030 rispetto ai livelli del 2020.

Prosegue anche lo sviluppo della cattura della CO₂. Nel 2025 la capacità operativa globale di cattura è cresciuta di 8 milioni di tonnellate all'anno (Mtpa), il maggiore incremento annuale dal 2020, portando la capacità complessiva a 74 Mtpa. Nel corso dello stesso anno ulteriori 19,5 Mtpa hanno raggiunto la decisione finale di investimento.

Scornajenchi: “La sicurezza energetica non può essere data per scontata”

Agostino Scornajenchi, amministratore delegato di Snam, sottolinea il ruolo degli investimenti nella costruzione della resilienza del sistema: "La sicurezza energetica non può essere data per scontata. Negli ultimi quattro anni il sistema ha dimostrato una notevole capacità di tenuta non per caso, ma grazie alla flessibilità e alla diversificazione costruite attraverso anni di investimenti. In questo contesto, il gas naturale continua a svolgere un ruolo fondamentale, contribuendo all'equilibrio del sistema quando le fonti rinnovabili non sono disponibili, garantendo l'adeguatezza delle forniture e rafforzando la sicurezza energetica. Continuare a investire in infrastrutture gas resilienti e flessibili consente di assorbire shock inattesi preservando al contempo competitività ed efficienza del sistema".