Gestione idrica e rischio idrogeologico, intesa ANCI-AUBAC per rafforzare ruolo dei Comuni

29 giu 2026
Il Protocollo d'intesa tra ANCI mira a supportare i Comuni nella pianificazione territoriale, nella gestione del rischio idrogeologico e nella transizione digitale. Focus su innovazione, formazione e strumenti condivisi per rafforzare la prevenzione e la resilienza dei territori.

Sottoscritto da ANCI e Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale un Protocollo d’intesa per rafforzare il supporto ai Comuni nella pianificazione territoriale, nella gestione del rischio idrogeologico e idraulico, nella tutela delle risorse idriche e nella transizione digitale, attraverso strumenti operativi condivisi, innovazione tecnologica e una più stretta collaborazione istituzionale.

La firma – annunciata dall’AUBAC in una nota – è avvenuta in Campidoglio, nell’Aula Giulio Cesare, nell’ambito del Consiglio tematico “Comuni Italiani – Pianeta Acqua”, promosso dalla Conferenza nazionale ANCI dei Presidenti dei Consigli comunali.

Un'alleanza istituzionale per la sicurezza del territorio

“La gestione delle risorse idriche e la mitigazione del rischio idrogeologico sono urgenze che i sindaci affrontano ogni giorno in prima linea. Come ANCI, il nostro obiettivo è non lasciare mai soli i Comuni, specialmente quelli medio-piccoli, sostenendoli nella loro capacità tecnica e amministrativa. Questo Protocollo semplifica le procedure e accelera i tempi grazie alla transizione digitale e a strumenti interoperabili. Mettere l'innovazione a disposizione dei tecnici comunali significa garantire decisioni più rapide e basate su dati scientifici, coniugando lo sviluppo economico con la sicurezza e la sostenibilità ambientale”, ha dichiarato il presidente dell’ANCI e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.

Il Protocollo coinvolge i 901 Comuni del Distretto idrografico dell’Appennino centrale e nasce con l’obiettivo di costruire una collaborazione stabile tra istituzioni, migliorare la capacità amministrativa e tecnica degli enti locali, favorire la corretta applicazione degli strumenti di pianificazione di bacino e sostenere interventi sempre più efficaci di prevenzione, mitigazione del rischio e adattamento ai cambiamenti climatici.

Digitalizzazione, dati e formazione

Tra i punti qualificanti dell’accordo figurano la diffusione e l’utilizzo del Digital Twin di distretto, il sistema digitale georeferenziato sviluppato dall’Autorità di bacino per il monitoraggio del territorio e il supporto alle decisioni; la realizzazione di attività formative rivolte ad amministratori e tecnici comunali; la predisposizione di linee guida, vademecum e strumenti operativi condivisi; il rafforzamento dell’interoperabilità dei dati territoriali e ambientali; il sostegno all’accesso dei Comuni a opportunità di finanziamento nazionali ed europee.

“Con questo Protocollo intendiamo mettere a disposizione dei Comuni un quadro di collaborazione concreto, operativo e continuativo. La gestione dell’acqua, del suolo e del rischio idrogeologico richiede oggi una forte integrazione tra pianificazione di bacino, governo del territorio, conoscenza digitale e capacità amministrativa locale. I Comuni sono il primo presidio del territorio: sostenerli con strumenti, dati, procedure e formazione significa rendere più efficace la prevenzione e più sicure le comunità”, ha sottolineato il segretario generale dell’AUBAC, Marco Casini.

Particolare rilievo – scrive l’Autorità – assume inoltre il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali nell’aggiornamento delle mappe di pericolosità e di rischio, attraverso la condivisione di dati, studi, rilievi ed evidenze territoriali utili a migliorare la qualità della pianificazione e delle decisioni pubbliche. La collaborazione consentirà di valorizzare le informazioni disponibili nei territori, assicurando al tempo stesso criteri tecnici, standard di trasmissione, tracciabilità delle segnalazioni e coerenza con le competenze istituzionali dell’Autorità di bacino.

“A quindici anni dal referendum sull’acqua pubblica, ribadiamo che l’acqua è un bene comune essenziale e una priorità strategica per il futuro delle nostre comunità. Di fronte agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, i Comuni devono poter contare su strumenti concreti per pianificare, prevenire i rischi e rafforzare la resilienza dei territori”, ha affermato il coordinatore nazionale della Conferenza ANCI dei Presidenti dei Consigli comunali e presidente del Consiglio comunale di Palermo, Giulio Tantillo.

Durata della collaborazione e Comitato di coordinamento

La firma del Protocollo si inserisce nel percorso “Pianeta Acqua”, avviato dalla Conferenza nazionale dei Presidenti dei Consigli comunali in continuità con il lavoro sviluppato dall’ANCI sui temi della transizione ecologica, della gestione sostenibile delle risorse idriche e della resilienza dei territori.

Il Protocollo avrà durata fino al 31 dicembre 2028 e prevede l’istituzione di un Comitato di coordinamento ANCI-AUBAC, incaricato di programmare le attività, monitorarne l’attuazione e promuovere il coinvolgimento delle amministrazioni comunali nei tavoli tecnici e nei gruppi di lavoro previsti dall’accordo.

“La prevenzione del rischio idrogeologico e l’adattamento ai cambiamenti climatici richiedono una visione condivisa e la capacità di mettere in rete competenze, dati e responsabilità. In questo percorso i Consigli comunali svolgono un ruolo fondamentale, perché sono il luogo in cui si definiscono gli indirizzi strategici per il futuro delle comunità e si costruiscono le scelte che incidono sulla qualità della vita dei cittadini.

L’intesa tra ANCI e Autorità di bacino rappresenta un’opportunità importante per rafforzare la capacità dei Comuni di governare queste trasformazioni e per rendere i territori più sicuri, sostenibili e resilienti”, ha concluso la presidente dell’Assemblea Capitolina e vicaria della Conferenza dei Consigli comunali di ANCI, Svetlana Celli.