Secondo lo studio, la domanda mondiale di gas ha raggiunto i 4.202 mld/m3 nel 2025. Il sistema ha mostrato maggiore capacità di assorbire le tensioni geopolitiche grazie a diversificazione, GNL, stoccaggi e infrastrutture. Nei prossimi anni, crescita di elettricità, data center e IA potrebbero sostenere ulteriormente i consumi, mentre il settore accelera su biometano, cattura CO₂ e tecnologie a basse emissioni.
4.202 miliardi di metri cubi nel 2025: è il record della domanda di gas naturale, in crescita di 69 miliardi di metri cubi e in aumento dell'1,7%, secondo quanto emerge dal Global Gas Report 2026 realizzato da Snam e dall'International Gas Union (IGU).
Il sistema – si legge in una nota di Snam e IGU – è diventato più diversificato, flessibile e resiliente alle interruzioni, con l’obiettivo futuro di garantire che questa resilienza continui a tenere il passo con un sistema energetico globale sempre più complesso e in rapida evoluzione.
Lo studio arriva in un contesto in cui il panorama energetico globale è sottoposto a più pressioni simultanee derivanti dalle tensioni geopolitiche, dalla crescita della domanda di elettricità, dagli eventi meteorologici, dall'espansione del GNL e dalla rapida diffusione di AI e data center, oltre che dalla necessità per l'industria del gas di continuare a ridurre le proprie emissioni.
Stretto di Hormuz e resilienza del mercato
La crisi dello Stretto di Hormuz del 2026 ha limitato circa il 20% delle forniture mondiali di GNL, equivalenti a circa il 3% dell'offerta globale di gas. La produzione globale di gas è prevista in calo di 4 bcm (-0,1%) nel 2026, con l'impatto sulla produzione del Medio Oriente compensato dalla solida crescita produttiva negli Stati Uniti e in altre regioni.
Anche la domanda globale è attesa in lieve diminuzione, di 7 bcm (-0,2%). Si tratterebbe del primo calo, rispettivamente, dell'offerta e della domanda dal 2022. Tuttavia, gli effetti sono stati sensibilmente diversi rispetto a quelli registrati quattro anni fa.
Secondo il Report, infatti, i prezzi del gas sono aumentati ma sono rimasti ben al di sotto dei livelli raggiunti quattro anni fa. I prezzi al TTF hanno superato i 20 dollari per milioni di Btu (60 €/MWh), a fronte di oltre 70 dollari registrati durante la crisi del 2022 (227 €/MWh). La maggiore resilienza del mercato riflette gli investimenti realizzati negli ultimi anni in GNL, rigassificazione, stoccaggi e diversificazione delle forniture, che hanno attenuato l'impatto delle tensioni sul mercato. Il Report sottolinea tuttavia la necessità di proseguire gli investimenti per rafforzare la sicurezza e la flessibilità del sistema.
Nel 2025 – scrivono Snam e IGU – la domanda globale di gas naturale è cresciuta in tutte le regioni del mondo ad eccezione dell'Oceania. Il comparto residenziale e commerciale ha registrato l'incremento maggiore, pari a 32 miliardi di metri cubi, seguito dall'industria con 20 miliardi di metri cubi e dalla generazione elettrica con 17 miliardi di metri cubi. Quest'ultima si conferma il principale settore di utilizzo finale, rappresentando il 34% della domanda globale di gas.
L'Asia ha registrato il maggiore incremento regionale con 25 miliardi di metri cubi, seguita dal Medio Oriente con 18 miliardi di metri cubi e dall'Europa con 10 miliardi di metri cubi. I trasporti si sono confermati il comparto con la crescita più rapida, in aumento di 9 miliardi di metri cubi.
Produzione, IA e nuovi gas a basse emissioni
Secondo lo studio, poi, nel 2025 la produzione globale di gas ha raggiunto il record di 4.147 miliardi di metri cubi, con il Nord America principale motore della crescita. Gli Stati Uniti sono diventati il maggiore esportatore netto mondiale, mentre la domanda potrebbe arrivare a 4.516-4.575 miliardi di metri cubi entro il 2030, rendendo necessari nuovi investimenti in produzione, GNL, rigassificazione e stoccaggio.
L'aumento dei consumi legati a data center, IA e raffrescamento, insieme alle tensioni geopolitiche, rende più difficile prevedere la domanda futura e accresce il ruolo del gas come fonte di flessibilità e resilienza del sistema energetico. Parallelamente, il settore accelera su digitalizzazione, IA, infrastrutture modulari e tecnologie per ridurre le emissioni.
Infine, l’innovazione sta favorendo la crescita dei gas a basse emissioni e delle tecnologie di rimozione della CO₂. Nel 2025 la produzione di biometano è aumentata del 15%, raggiungendo 16,5 bcm, mentre la capacità globale di cattura della CO₂ è cresciuta di 8 Mtpa, portandosi a 74 Mtpa. Ulteriori 19,5 Mtpa hanno raggiunto la decisione finale di investimento.
"Il Global Gas Report 2026 evidenzia un aspetto fondamentale del sistema energetico: la resilienza non è un risultato casuale. È il frutto di investimenti, diversificazione, flessibilità e capacità di adattamento. Nel 2026 il sistema globale del gas ha dovuto affrontare un significativo shock geopolitico e ha reagito in modo più efficace rispetto a quattro anni fa perché il mondo aveva investito in GNL, stoccaggi, infrastrutture e fonti di approvvigionamento più diversificate. La resilienza, tuttavia, non può essere considerata un punto di arrivo. Con l'aumento della domanda di elettricità, la crescita dell'intelligenza artificiale e dei data center, l'impatto crescente degli eventi climatici estremi e il proseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni, è necessario riflettere attentamente sul sistema energetico che stiamo costruendo per il futuro", ha commentato Menelaos Ydreos, Segretario Generale dell'International Gas Union.
"La sicurezza energetica non può essere data per scontata. Negli ultimi quattro anni il sistema ha dimostrato una notevole capacità di tenuta non per caso, ma grazie alla flessibilità e alla diversificazione costruite attraverso anni di investimenti. In questo contesto, il gas naturale continua a svolgere un ruolo fondamentale, contribuendo all'equilibrio del sistema quando le fonti rinnovabili non sono disponibili, garantendo l'adeguatezza delle forniture e rafforzando la sicurezza energetica. Continuare a investire in infrastrutture gas resilienti e flessibili consente di assorbire shock inattesi preservando al contempo competitività ed efficienza del sistema", ha commentato l’AD di Snam Agostino Scornajenchi.

