A cura di Giuseppe Masanotti, Ingegnere, esperto di progettazione strutturale e sicurezza, Membro del Comitato tecnico-scientifico di Dronitaly.
Come in altri campi, anche nel settore delle infrastrutture energetiche e idriche stiamo assistendo ad una rivoluzione tecnologica, un vero e proprio cambio di epoca. La crescente complessità delle reti, l’aumento delle esigenze di resilienza, la necessità di abbattere dispersioni e costi operativi, insieme agli obiettivi di sostenibilità ambientale, stanno spingendo utility e gestori verso l’adozione di tecnologie sempre più evolute.
In questo contesto, i droni hanno smesso di essere strumenti di nicchia per assumere un ruolo centrale nei processi di progettazione, realizzazione, monitoraggio e manutenzione delle reti. Come emerso in un recente convegno sul tema dei droni nei cantieri che ho avuto l’onore di coordinare con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri presso l’edizione 2026 di Dronitaly, i droni rappresentano oggi una leva concreta capace di migliorare l’efficienza operativa e la qualità dei dati disponibili.
Ben oltre la capacità di osservare dall’alto, la vera anima della rivoluzione risiede nell’integrazione: quando il volo del drone incontra la precisione della sensoristica avanzata e la potenza dell’Intelligenza Artificiale, la semplice visione si trasforma in una conoscenza profonda, predittiva e, soprattutto, salvifica.
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