A cura di Barbara Sabatini, Corporate Communication AIS - Associazione Infrastrutture Sostenibili.
Non vi è nulla di più insostenibile di una guerra. Si potrebbe dire che in una graduatoria dedicata all’insostenibilità la guerra si posiziona al livello massimo. Per questo, oggi più che mai, appare fondamentale operare in una direzione opposta, ovvero accelerare sulla via di progetti, strumenti, iniziative e soprattutto politiche e scelte che vadano nella direzione di una sempre maggiore sostenibilità economica, ambientale e sociale.
Questa consapevolezza porta AIS, Associazione Infrastrutture Sostenibili ad accelerare nel lavoro comune svolto da tutti i soci verso la messa a disposizione del mercato e delle istituzioni di nuove linee guida e di modelli innovativi. È quanto l’Associazione, che con oltre 130 soci rappresenta il comparto italiano delle infrastrutture e il 2% del PIL nazionale, sta compiendo con il gruppo di lavoro Infrastrutture idriche e cambiamento climatico.
Se come noto il 20% del PIL dell’Italia dipende dall’acqua, la gestione sostenibile delle risorse idriche diventa centrale. Il 2026 è l’anno “dell’acqua” e il tema torna sotto i riflettori. Non si tratta solo di “risparmiare acqua”, ma la tutela di questo “bene” essenziale passa anche attraverso un radicale ripensamento del modo in cui progettiamo le infrastrutture che la trasportano, la trattano e la restituiscono all’ambiente, al sistema produttivo e ai consumatori finali. Aspetto che impatta a livello economico, sociale e territoriale.
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