Idrico, ABC Napoli verso la S.p.A. Benefit: affidamento in house per 30 anni

05 ott 2026
La Commissione Infrastrutture del Comune di Napoli ha esaminato la deliberazione sulla trasformazione di ABC – Acqua Bene Comune Napoli da Azienda Speciale a società per azioni Società Benefit. Al centro del confronto la natura pubblica del gestore, il futuro affidamento del servizio e le garanzie previste dal nuovo Statuto.

La trasformazione di ABC – Acqua Bene Comune Napoli da Azienda Speciale a società per azioni Società Benefit e il nuovo Statuto della costituenda ABC Napoli S.p.A. sono stati al centro della riunione della Commissione Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile del Consiglio comunale di Napoli, presieduta da Aniello Esposito.

Al confronto, di cui si legge in un comunicato stampa del Comune di Napoli, hanno partecipato l'assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta, il commissario straordinario di ABC Andrea Torino, il direttore Sergio De Marco, il professor Alberto Lucarelli, ordinario di Diritto costituzionale all'Università Federico II, e i rappresentanti delle RSU aziendali.

Il nodo della trasformazione

Ad aprire il confronto è stato Alberto Lucarelli, che ha espresso perplessità sulla necessità di trasformare ABC in una S.p.A. per garantire la prosecuzione del servizio idrico. Secondo il docente, la normativa non imporrebbe tale soluzione e sarebbe stata possibile anche la proroga dell'affidamento in scadenza nel 2027.

Lucarelli ha inoltre evidenziato la necessità di dimostrare la convenienza della scelta e di chiarire perché la trasformazione societaria non sia stata preceduta da un piano industriale e da un quadro economico-finanziario dell'azienda.

Di diverso avviso il commissario straordinario Andrea Torino, secondo il quale la normativa vigente non lascia margini per la prosecuzione della gestione attraverso un'azienda speciale. La proroga dell'affidamento, ha spiegato, configurerebbe comunque tecnicamente un nuovo affidamento e, sulla base delle valutazioni dell'Ente Idrico Campano e dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la trasformazione rappresenterebbe l'unica soluzione individuata.

Senza la trasformazione, ha aggiunto Torino, ABC andrebbe in liquidazione il 31 dicembre 2027.

Affidamento in house e investimenti

La natura interamente pubblica della società sarebbe garantita, secondo il commissario, dall'affidamento in house, mentre l'urgenza del percorso sarebbe legata alla scadenza dell'attuale gestione e alla necessità di creare condizioni certe per l'accesso ai finanziamenti.

Torino ha inoltre riferito che il comitato di sorveglianza non è mai stato attivato. Il direttore Sergio De Marco ha ricostruito i passaggi che hanno portato alla trasformazione, precisando che ABC non intende assumere la configurazione di una multiutility, ma punta a investimenti finalizzati anche al conseguimento dell'autonomia energetica.

La posizione dei sindacati

I rappresentanti delle RSU intervenuti in Commissione si sono espressi a favore della trasformazione, auspicando il ritorno alla forma della società per azioni e a un contratto di natura privatistica, da esplicitare nello Statuto.

I sindacati hanno sottolineato la necessità di gestire l'acquedotto secondo una logica industriale e hanno sollecitato la rapida approvazione delle delibere e degli atti propedeutici. Tra le richieste anche la modifica dell'articolo 26 dello Statuto, per consentire ai lavoratori di esaminare preventivamente gli atti che li riguardano.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, lo Statuto garantirebbe inoltre la natura pubblica della società e non vi sarebbero preoccupazioni legate all'ingresso di soggetti privati.

Il confronto in Consiglio Comunale

Nel dibattito è intervenuto anche Gennaro Acampora (PD), che ha ribadito il sostegno alla gestione pubblica dell'acqua e sottolineato che ABC resterà interamente pubblica per trent'anni, secondo quanto previsto dal nuovo assetto, pena la decadenza dell'affidamento.

Claudio Cecere (Movimento 5 Stelle) ha definito ABC centrale per la città e ricondotto la scelta della S.p.A. Società Benefit alla volontà di garantire il carattere pubblico del servizio. Cecere ha inoltre proposto di prevedere nello Statuto l'obbligo di destinare gli utili al miglioramento del servizio e al sostegno delle fasce deboli.

Il nuovo Statuto

A chiudere il confronto è stato l'assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta, secondo il quale il valore dell'acqua come bene pubblico non è in discussione e la trasformazione societaria è finalizzata a garantirne la gestione pubblica.

L'Amministrazione, ha spiegato Baretta, ha scelto la trasformazione in S.p.A. e l'affidamento in house per 30 anni, con la qualifica di Società Benefit, per evitare l'apertura del servizio al mercato.

Il nuovo Statuto dovrebbe inoltre confermare le forme di partecipazione dei cittadini, prevedere l'applicazione del contratto del comparto gas-acqua e stabilire il reinvestimento degli utili in ABC. Resta da definire la formulazione delle garanzie statutarie contro eventuali future privatizzazioni.

Il presidente della Commissione, Aniello Esposito, ha infine assicurato che la Commissione continuerà a vigilare sulla permanenza della natura pubblica della società.